Dossier

Amministrare 2.0. La sintesi di PanelPA

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Foto di microrama

Usano Facebook, accedono alle banche on line e comprano su internet, ma dai siti web della PA si aspettano solo informazioni e trasparenza, non interazione e partecipazione. Questo l’identikit che emerge dall’indagine on line “Amministrare 2.0”, condotta da FORUM PA sugli iscritti alla propria community per rispondere a una domanda: Pubblica amministrazione e cittadini si incontrano on line?
I risultati dell’indagine (che rientra nel progetto PanelPA) ci dicono che le potenzialità più innovative messe a disposizione dalle nuove tecnologie (partecipazione, collaborazione, scambio di esperienze) non sono ancora pienamente sfruttate. In particolare, questo emerge da un dato: il 76% di chi negli ultimi mesi si è collegato al sito web di una pubblica amministrazione lo ha fatto per ricevere informazioni.

Del resto, la spinta degli enti locali ad utilizzare il web quale strumento per migliorare la qualità dei servizi offerti alle famiglie e alle imprese appare, negli ultimi anni, irrimediabilmente rallentata. Se, infatti, dal 1996 al 2002 la telematica ha in poco tempo raggiunto la totalità degli enti maggiori (comuni capoluogo, province e regioni), è vero che la maggior parte degli attori locali si è fermata a un primo livello di telematizzazione, quasi esclusivamente votato alla comunicazione istituzionale.

Leggi tutti i risultati del PanelPA Amministrare 2.0

Le cause di questa fase di stallo vanno dall’abbandono della logica collaborativa (molte iniziative si sono sviluppate come esperienze isolate) all’incompletezza dell’offerta, che si limita, appunto, a fornire informazioni o erogare servizi con le nuove modalità telematiche, mentre pochissimo è stato fatto nel cosiddetto back-office, dove le nuove tecnologie avrebbero potuto portare grandi innovazioni dal punto di vista dell’efficienza e delle prassi burocratiche. Ci sono poi i problemi del digital divide, per cui i servizi telematici cittadini, piuttosto che favorire l’inclusione e la partecipazione tra le diverse categorie sociali e culturali, hanno aumentato il divario fra queste. E, infine, la mancanza di una cultura della partecipazione: cittadini e istituzioni sono sempre più lontani.

L’indagine “Amministrare 2.0” ci conferma che l’informatizzazione della PA è tutt’altro che conclusa e che, soprattutto, c’è ancora molta strada da fare affinché il web diventi davvero uno strumento per migliorare la qualità dei servizi offerti dalla PA a famiglie e imprese e per sostenere i processi di partecipazione dei cittadini.
Già la precedente indagine sull’e-democracy, condotta da FORUM PA a novembre 2008, metteva in primo piano l’esigenza, da parte degli intervistati, di vedere ancora realizzato un primo livello di cittadinanza digitale: il 55%, infatti, indicava come aspetti più importanti dell’e-democracy l’accesso diffuso da parte dei cittadini alle informazioni e la maggiore trasparenza dei processi decisionali; il 20% la possibilità di avviare nuove forme di collaborazione tra le amministrazioni locali e i cittadini, il 18% il fatto di poter partecipare alle decisioni riguardanti il territorio di riferimento e solo l’8% quello di poter esprimere opinioni, giudizi e idee sul governo del territorio.

Come dice il Ministro Brunetta, la Pubblica Amministrazione deve diventare il volano di un nuovo ciclo di sviluppo. Per far questo però, aggiungiamo noi, bisogna avviare una nuova fase di modernizzazione ed informatizzazione mirata ad una maggiore partecipazione dei cittadini.
Ma come rilanciare, all’interno dei processi della pubblica amministrazione locale, il web 2.0 e la logica partecipativa su cui si fonda? Mettendosi insieme e condividendo strumenti, obiettivi ed esperienze. È quello che proveranno a fare, ad esempio, i Comuni del Tavolo Permanente di Lavoro Amministrare 2.0, promosso da FORUM PA e Comune di Venezia.