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Podcast
PA? | |
del
28/09/2006 | | Si
chiama podcasting ed è una tecnologia "giovane" utilizzata per
veicolare contenuti audio e video, che unisce la comodità della radio alla
libertà di registrare le trasmissioni preferite per riascoltarle dove e
quando si può o sia ha voglia. Uno strumento che oltre ad avere un grande
impatto sociale e ad aprire nuovi spazi nell'industria dell'intrattenimento, può
essere utilizzato in modo efficace nella didattica a distanza. Già diverse
università nel mondo lo hanno capito e l'Ateneo di Bergamo è in
prima fila. | |
Un
po' di storia sul podcasting | |
Podcasting
è uno dei termini più alla moda, fra i più richiesti nei
motori di ricerca e addirittura proclamato "parola dell'anno del 2005"
dal New Oxford American Dictionary. Fu utilizzato per la prima volta da nell'agosto
del 2004 da Adam Curry il quale non inventò una nuova tecnologia, ma ebbe
l'intuizione di unirne due già ampiamente diffuse e sperimentate: da una
parte la digitalizzazione del suono, grazie alla quali da anni sul web si possono
trovare files audio (tra cui il più famoso è forse il formato mp3);
dall'altra il sistema di distribuzione automatico basato sui feeds RSS,
sfruttato anche questo da anni da numerose testate giornalistiche per distribuire
le proprie news. Anche il termine deriva dall'unione di due parole: iPod (il
famoso lettore della Apple) e casting, che fuse insieme formano un nuovo vocabolo
simile per forma, suono e contenuto a "broadcasting" o "webcastisting"
(la trasmissione di informazioni da un sistema emittente ad un insieme di sistemi
riceventi, o sul web). In pratica il podcasting si presenta come un sistema
di distribuzione di files audio e video automatizzato attraverso feeds RSS e programmi
aggregatori di feeds. Invece di comunicare delle informazioni testuali (cosa che
si faceva nei feeds RSS) si avverte il ricevente ogni qual volta è disponibile
un nuovo mp3, pronto da scaricare.
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La
tecnologia | | Mettere
in piedi un servizio di trasmissioni podcasting è abbastanza semplice e
non comporta costi rilevanti. Un autore di podcasting può semplicemente
mettere su un server di rete il file audio creato appositamente, aggiungendo un
file XML - il feed RSS appunto - con le informazioni che descrivono la registrazione.
Il resto lo fanno gli utenti che, se interessati all'argomento, possono inserire
l'indirizzo web del feed in un particolare programma chiamato "aggregatore"
(per esempio Juice o iTunes) che una volta attivato, provvede da solo a verificare
se sono presenti novità ed, eventualmente a scaricarle sul computer. I
file scaricati, ovvaiemnte, sono poi fruibili quando si vuole, magari trasferiti
su un lettore mp3 portatile. Per questo si dice che il podcasting è un
sistema di fruizione automatico e nomadica. In questo senso è utile
ricordare che, nonostante il nome, il podcasting non è vincolato all'iPod
ed i file scaricati si possono ascoltare sul proprio computer, sul telefono e
su tutti quei sistemi, dall'autoradio all'orologio, in grado di leggere gli mp3.
Proprio per questo c'è anche stato chi, per liberare il termine da quel
marchio di fabbrica, ha proposto di rigenerarlo come acronimo di "Personal
Option Digital casting". | |
Podcast
e didattica | | Come
dicevamo il podcast è utilizzato per diffondere contenuti che, almeno per
il momento, rientrano per lo più nell'ambito dell'intrattenimento o della
cultura. Moltissime ad esempio le radio, le emittenti televisive, le testate giornalistiche
e le riviste specializzate che hanno realizzato programmi esplicitamente pensati
per essere trasmessi tramite podcast, o, più semplicemente, che hanno digitalizzato
alcuni contenuti in loro possesso per poi veicolarli attraverso questa nuova modalità
comunicativa. Tuttavia uno degli aspetti più promettenti del podcasting
è quello dell'insegnamento a distanza come dimostrano le numerosie iniziative
avviate in forma sperimentale o già del tutto definitiva da diverse università
in tutto il mondo. La Stanford University
per esempio ha preso accordi con la stessa Apple per l'attuazione del progetto
iTunes U, una soluzione pensata espressamente per le università ed anche
il nostro Paese non è rimasto a guardare, come dimostra Pluriversiradio,
il servizio realizzato dal Professor Marco Lazzari, docente di Informatica e Comunicazione
multimediale dell'Università di Bergamo, che utilizza una piattaforma sviluppata
"in casa" in ambiente open source, ormai conosciuta e diffusa in tutto
il mondo. "In realtà - ci spiega lo stesso Lazzari - la
scelta di non utilizzare una soluzione commerciale è stata quasi obbligata
dato che all'epoca in cui siamo partiti l'unica società coinvolta in questo
tipo di tecnologie era la Apple, che però non aveva interesse ad effettuare
sperimentazioni nel nostro Paese". |
| Plurivesiradio |
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Nato
più che per curiosità che per una volontà dell'Ateneo, Pluriversiradio
è il primo servizio di podcasting universitario ufficiale in Italia. L'idea
originale era quella di allagare l'attività del Centro informatico umanistico
dell'Università di Bergamo, che già anni prima dell'avvento del
podcast aveva messo a disposizione degli studenti centinaia di registrazioni in
inglese, francese, spagnolo, tedesco e russo. "Proseguendo nella ricerca
di nuove opportunità per la didattica a distanza - ci spiega Lazzari
- il podcasting è parso subito come una tecnologia da sperimentare al
più presto". Tuttavia più che offrire le registrazioni
delle lezioni Pluriversiradio è stato utilizzato per diffondere approfondimenti,
sunti o integrazioni e, in modo particolare, per offrire agli studenti degli ultimi
anni la possibilità di esercitarsi realizzando in prima persona trasmissioni
di approfondimento. In questo modo si ottiene il triplice effetto di far organizzare
agli studenti i contenuti, di far loro studiare e sperimentare le tecniche e le
metodologie di realizzazione del podcast ed infine di fargli elaborare le modalità
di diffusione del contenuto, preparando una vera e propria sceneggiatura della
trasmissione. Tutto il servizio poggia su "Podcast Generator", un
programma libero e Open Source sviluppato da Alberto Betella, uno studente del
professor Lazzari, che consente di gestire in automatico le procedure "tecniche"
di pubblicazione del podcast. Le maggiori difficoltà durante la creazione
di un podcast, infatti, si possono incontrare proprio nella fase di pubblicazione
in cui occorre compilare il feed RSS con la giusta sintassi. Podcast Generator
è stato rilasciato con licenza open-source ed è, pertanto, scaricabile
gratuitamente dal sito ufficiale. Non
è possibile monitorare con certezza la diffusione del programma tuttavia
attraverso l'analisi effettuata tramite i motori di ricerca e i referrer al sito
ufficiale appare evidente che il programma è conosciuto ed attualmente
almeno una quarantina di siti hanno adottato Podcast Generator per creare il proprio
servizio di Podcasting. Tra questi, oltre a Pluriversiradio, vi sono ad esempio
il dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche dell'Università
di Bari, la BBC Ucraina, alcune emittenti, ed istituzioni religiose.
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| Nuova
linfa per l'e-learning | |
Se
si considera il costo estremamente contenuto di questa tecnologia e l'incredibile
appeal che ha sulle nuove generazioni (e non solo su quelle), si capisce subito
come il podcasting possa rivelarsi uno tra gli strumenti più promettenti
per la didattica e la formazione a distanza. Ovviamente a causa del basso livello
di interattività, il podcasting non si presta a sostituire del tutto l'e-Learning,
quanto ad integrarlo arricchendone l'offerta e rendendo più "comoda"
la fruizione di alcuni contenuti. "Il mio podcasting - conclude Marco
Lazzari - è comodissimo, ma gli studenti che hanno la pazienza di sedersi
al computer e collegarsi a uno dei nostri corsi a distanza per l'insegnamento
delle lingue possono trovarvi non solo le registrazioni, ma anche gli esercizi
interattivi con soluzioni e testi di approfondimento". Indubbiamente
è un bel vantaggio in più. |
| Approfondimenti
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"Una
tecnologia giovane ma appetibile per la didattica a distanza" un'intervista
con Mraco Lazzari Docente di Informatica e Comunicazione multimediale all'Università
di Bergamo e responsabile del progetto Plurivesiradio
Il portale del progetto Pluriversiradio
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| news |
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