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Norme in Rete tra limiti ed opportunità
Caterina Lupo - Responsabile Ufficio Progetti per le Regioni e gli Enti locali e standardizzazione dei dati normativi - Area operativa Innovazione per le Regioni e gli enti locali del CNIPA e Coordinatrice del progetto Norme in Rete
del 22/02/2007
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Quali sono state le maggiori criticità che avete incontrato nelle vari fasi del progetto fino al rilascio della versione finale?
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Le maggiori difficoltà sono satte quelle di tipo organizzativo, in particolare il coordinamento è uno dei punti su cui abbiamo avuto più problemi, dato il numero elevato delle Amministrazioni partecipanti, che sono oltre 50. Bisogna dire, però, che nei primi anni c'è stata una elevatissima partecipazione da parte delle Amministrazioni, sia numericamente sia per il livello di impegno e coinvolgimento delle persone che hanno partecipato ai gruppi di lavoro, dando vita a una vera e propria "community".
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Il progetto Norme in Rete non può prescindere dalla disponibilità e dall'uso di uno standard univoco per l'archiviazione dei documenti. Come si attua questo processo "salvaguardando l'autonomia nelle scelte organizzative e tecnologiche delle Amministrazioni partecipanti"?
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Questa è stata la filosofia adottata dal progetto fin dalla sua concezione. Sono stati costituiti dei gruppi di lavoro, composti da rappresentanti delle Amministrazioni statali e regionali, con il contributo del Senato, della Camera, di specialisti universitari e di centri di ricerca, che hanno portato alla definizione di uno standard basato su XML per la rappresentazione elettronica dei testi legislativi e di uno standard per l'identificazione univoca dei provvedimenti. Questi standard sono stati emanati come circolari AIPA (Circolare 22 aprile 2002, n. 40 "Formato per la rappresentazione elettronica dei provvedimenti normativi tramite il linguaggio di marcatura XML" e Circolare 6 novembre 2001, n.35 "Assegnazione dei nomi uniformi ai documenti giuridici")
È importante sottolineare che sono standard tecnici definiti collegialmente con la partecipazione dei soggetti direttamente interessati, ovvero i "produttori di norme". Normeinrete quindi, promuovendo l'adozione di questi standard, si è proposto di far sì che i sistemi delle Amministrazioni pubbliche potessero "colloquiare" senza richiedere l'adozione di una particolare architettura o di un particolare sistema informatico, ma semplicemente condividendo uno stesso "linguaggio". Questa esperienza ha avuto una certa rilevanza a livello internazionale, per cui siamo stati coinvolti in progetti e in gruppi di standardizzazione di livello europeo per la definizione di un formato XML per i documenti legislativi degli stati membri. Le Nazioni Unite hanno poi chiesto la nostra collaborazione per replicare il modello "federato" di Normeinrete per un progetto per la informatizzazione dei parlamenti africani.
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Come si è incentivata la partecipazione delle amministrazioni ?
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In maniera molto semplice: Normeinrete conduce l'utente che effettua una ricerca a visualizzare il documento sul sito dell'Amministrazione che lo ha pubblicato, senza duplicare informazioni. Una sorta di google delle norme, che non pretende di sostituirsi o di sovrapporsi a chi detiene l'informazione, ma anzi ne favorisce la visibilità.
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In questo senso ono state realizzate specifiche campagne di sensibilizzazione e/o comunicazione?
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Il Portale Normeinrete, oltre all'area pubblica, ha un'area riservata, messa a disposizione delle Amministrazioni partecipanti al fine di semplificare il processo di comunicazione tra i referenti delle varie Amministrazioni coinvolte nel progetto. L'area è utilizzata per comunicare gli esiti dei lavori dei gruppi coinvolti nell'attività di standardizzazione e per convocare riunioni periodiche volte ad armonizzare il processo di adeguamento delle banche dati. Oltre alla comunicazione interna la filosofia "aperta" che ispira il Portale si dimostra anche con la messa a disposizione di diversi servizi e software di supporto di cui si può effettuare il download.
Per quanto riguarda la comunicazione verso il cittadino, non si è fatto abbastanza. Avevamo elaborato delle proposte per campagne di informazione, ma, anche per questo, servono risorse che non ci sono state.
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Avete elaborato un sistema di monitoraggio del livello di utilizzo del portale e dei suoi servizi?
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Attualmente,
come qualunque altro sito, monitoriamo gli accessi producendo delle statistiche
periodiche che individuano non solo il numero dei visitatori, ma anche
le ricerche e le pagine richieste e il download documenti. Le ricerche,
nonostante la "stasi", rimangono costantemente attestate intorno
alle 160.000 al mese.
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Speriamo di sì. Il protocollo prevede esplicitamente l'informatica giuridica tra i temi oggetto di collaborazione. I miglioramenti più significativi potranno riguardare un pieno coinvolgimento delle Regioni dato che attualmente solo 12 Regioni aderiscono al progetto. Inoltre, l'utilizzo dello standard di identificazione ha in sé le potenzialità per creare automaticamente un completo ipertesto delle norme e fare in modo che ogni volta che compare un riferimento ad una norma, questa sia un link diretto al testo citato. Oggi, perché questo avvenga c'è bisogno un lavoro di redazione notevole che, essendo manuale, può portare anche ad errori. Con Normeinrete esiste già il software per automatizzare questo processo: bisogna però avere la possibilità di diffonderlo. Un altro miglioramento importante sarebbe quello di lavorare affinché i testi pubblicati su internet diano qualche garanzia di conformità agli originali. Infine si potrebbero arricchire le attività redazionali, oggi ridotte all'osso.
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