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TMPL2
L'eccellenza
raggiunta con pochi fondi e molta collaborazione
Xavier Heymans - Responsabile internazionale del progetto
PloneGov
del
06/12/2007
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Il progetto plone.gov nasce come "spin off" del più
vasto progetto plone. Potrebbe descriverci brevemente le modalità
e le finalità con cui è nato?
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Milioni
di Paesi, città ed autorità locali nel mondo, almeno 100
mila di queste in Europa, si trovano ad affrontare le stesse sfide di
e-Government. Quindi perché non unire le loro forze? E' questo
l'assunto di base di PloneGov, un progetto nato nel 2005 come iniziativa
di cooprazione tra governi locali svizzeri, spagnoli e belgi. Sin dai
suoi esordi PloneGov è andato raccogliendo interesse ed allargandosi
rapidamente fino a raggiungere attualmente circa 55 organizazzione in
4 differenti continenti.
Il
progetto è tuttora aperto ed in cerca di nuovi partecipanti.
Lo scopo di Plone Gov è condividere gli sforzi e le applicazioni
esistenti tra pubbliche amministrazioni al fine di ottenere numerosi benefici
come: una riduzione dei costi per i contribuenti riguardo la funzionalità
dell'e-Government, l'erogazione più rapida di servizi di alta qualità,
una maggiore capacità di andare incontro alle necessità
dei cittadini, lo sviluppo collaborativo dei servizi di e-Gov e la possibilità
di eliminare i costi per le licenze software e di agevolare la condivisione
ed una maggiore indipendenza dai fornitori di servizi IT grazie al sostegno
reciproco e alla pubblicazione del codice sorgente sotto licenze aperte
GNU GPL (GNU General Public License).
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Un
progetto vasto di open source per l'amministrazione pubblica, dovrebbe
riuscire a catturare l'attenzione dei decisori politici. Come è
stato accolto dai Governi a livello internazionale?
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PloneGov
ha ricevuto due riconoscimenti internazionali ed è stato finalista
agli European e-Government Awards 2007.
Il 13 Giugno durante una cerimonia tenutasi nel Municipio della città
di Parigi PloneGov si è aggiudicato il Grand Prix du jury des Lutèce
d'Or 2007", il principale riconoscimento francese per i progetti
open source, dimostrando la qualità di lavoro del progetto ed incoraggiandoci
a proseguire su questa strada.
Inoltre lo scorso novembre, su raccomandazione del consorzio degli European
eGovernment Awards 2007, PloneGov si è aggiudicato la "Good
Practice Label 2007" dalla Comunità Europea. Trattandosi di
un progetto nuovo, molte sono le sfide ancora da affrontare, compresa
quella di trovare un modello sostenibile per finanziare attività
di cooperazione internazionale, di gestione e di diffusione.
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Open
source non è sinonimo di gratuito, implementare Plone avrà
comunque dei costi, soprattutto per le piccole realtà dove
sono i veri vantaggi dunque?
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Tutte
le applicazioni sviluppate da PloneGov sono rese disponibili gratuitamente
sul sito web dedicato. Le
autorità pubbliche interessate a prendere parte al progetto hanno
la possibilità di contattarne i coordinatori, ed anzi sono caldamente
invitate a farlo. Ogni amministrazione ha la facoltà di implementare
autonomamente le applicazioni di PloneGov, oppure può rivolgersi
ad un partner privato (generalmente una piccola o media impresa) in grado
di fornirle servizi, addestramento o uno sviluppo specifico.
Come le dicevo prima, oltre ad una maggiore indipendenza dai fornitori
di servizi IT, i vantaggi di PloneGov riguardano l'aumento di coerenza
dell'applicazione con le esigenze degli utenti, la promozione di siti
web collaborativi e l'uso delle più recenti tecnologie senza l'obbligo
di costi di licenza.
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Dal
punto di osservazione internazionale come il suo, come giudica le
posizione prese dal nostro paese in materia di open source?
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Come
altre nazioni europee, l'Italia sta scoprendo il potenziale vantaggio
dei software open source per quanto riguarda l'innovazione e la competitività.
Il rapporto Flossimpact,
pubblicato dalla Commissione Europea, evidenzia l'open source potrebbe
raggiungere quota 32% del totale dei servizi IT entro il 2010. Questi
servizi rappresentano la base per un nuovo e fiorente ecosistema economico
che ha generato migliaia di piccole e medie imprese in Europa. L'Open
Source apre opportunità in nuovi campi di attività e tra
questi anche nell'e-Government consentendo al settore pubblico di trarre
beneficio dall'innovazione, dall'economia di scala e dalla standardizzazione
e sostenendo, allo stesso tempo, lo sviluppo di servizi forniti da piccole
e medie imprese locali.
Tutte queste nuove opportunità e il loro impatto sull'efficienza
del settore pubblico, purtroppo, sono ancora sconosciuti alla gran parte
dei decisori pubblici e dei politici. In Italia, ma anche nel mondo.
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Il
software open source è qualcosa che andrebbe tutelato e diffuso
a livello normativo o a diffonderlo basta la forza dei vari progetti?
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Sebbene
necessarie le leggi vengono attuate in genere troppo tardi e dopo un processo
doloroso. Nel settore IT il vantaggio competitivo è direttamente
connesso alla velocità di azione. Quindi penso che la domanda corretta
da porre sia: "Quali azioni sono necessarie per velocizzare l'adozione
e lo sviluppo di progetti open source internazionali?"
La soluzione verrà quando si affronteranno gli anelli deboli della
catena di valore, ossia quegli elementi problematici comuni a tutti i
grandi progetti collaborativi a cui prendono parte centinaia di individui,
imprese e amministrazioni. In questo senso una tra le debolezze chiave
è quella del coordinamento: la gestione, la pianificazione della
strategia, la promozione delle soluzioni. Questo è proprio il cuore
dell'attività di Zea, l'ente no-profit che coordino e che raggruppa
una rete di piccole e medie imprese.
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Chi
dovrebbe farlo e chi dovrebbe finanziarlo?
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Trattandosi
di iniziative che potrebbero portare grandi ricadute in ambito di servizi
pubblici i finanziamenti dovrebbero essere a carico o di enti no-profit
o fondazioni private, ma anche e soprattutto alle istituzioni pubbliche,
in particolare tutti gli organismi che si occupano di sviluppo economico.
Nel 2007, con risorse estremamente limitate, PloneGov ha vinto un riconoscimento
e due nomination internazionali. Mettere insieme persone per un comune
obiettivo è un nuovo tipo di expertise necessaria per trarre pieno
vantaggio del potenziale dell'open source. Il primo Paese che finanzierà
in modo strutturale queste attività assumerà probabilmente
una posizione di leadership in questo nuovo campo.
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