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A FORUMPA17 un focus sul processo di interscambio dei dati nella gestione dell’emergenza del terremoto

La geolocalizzazione accurata, aggiornata e condivisa degli elementi esposti e delle attività svolte in emergenza terremoto, può offrire un valido supporto alle decisioni da adottare e fornire uno strumento per comunicarle più efficacemente, sia alle forze in capo che operano in emergenza che ai cittadini. Un focus il 24 maggio a ForumPA17 con il contributo del Dipartimento della Protezione Civile

Foto di Andrij Bulba rilasciata in cc https://flic.kr/p/av4Kk5

Integrare e armonizzare i numerosi ed eterogenei flussi informativi in una emergenza nazionale di protezione civile può rivelarsi fondamentale per supportarne efficacemente la complessiva gestione. Questa attività, nel corso dei post-terremoti che dal 24 agosto 2016 hanno colpito a più riprese i territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, ha comportato complesse analisi sui dati geografici legati, inevitabilmente, al variegato territorio coinvolto, e ha richiesto la definizione di processi di interscambio di dati con i diversi soggetti che, con precise competenze e responsabilità nell’ambito del Servizio Nazionale della protezione civile, hanno operato nella gestione dell’emergenza.

Tutto questo è stato anche possibile grazie all’istituzione presso l’Unità di coordinamento della Di.Coma.C (Direzione di Comando e Controllo) – la struttura costituita dal Dipartimento della Protezione Civile sul territorio, a Rieti, con l’obiettivo di coordinare in loco la gestione della situazione emergenziale – di una componente dedicata al coordinamento delle attività cartografiche e al Sistema Informativo Territoriale.

Fin dalle primissime ore, Il Dipartimento della Protezione Civile ha messo in campo vari strumenti per la gestione dei dati geografici. Un esempio è l’attivazione del servizio europeo Copernicus Emergency Management Service per ottenere la mappatura del danno (grading maps) sulle aree maggiormente colpite. In particolare, per i terremoti registrati il 24 agosto, il 26 e il 30 ottobre 2016 e il 18 gennaio 2017, è stata richiesta complessivamente la mappatura dei danni su 54 aree di interesse, ottenute anche dall’analisi di immagine aeree messe a disposizione dal Joint Research Centre della Commissione Europea.

È stato, inoltre, pubblicato un Geoportale (webgis) capace di mostrare e integrare le informazioni georeferenziate in modo aggiornato e coordinato tramite servizi Web standard definiti dall’Open Geospatial Consortium, per garantire a tutti i soggetti operanti nel Servizio nazionale della protezione civile dislocati sul territorio, l’accesso, la condivisione e l’integrazione dei dati.

Sebbene l’utilizzo di questo Geoportale fosse già stato testato in un contesto più ristretto in precedenti emergenze ed esercitazioni, in questa occasione, per la prima volta, il suo utilizzo è stato aperto a tutti i soggetti coinvolti e ha integrato i diversi processi di scambio dati sia tra le varie funzioni attivate in Di.Coma.C sia tra quest’ultima e altri Centri di coordinamento sul territorio.

Inoltre, il Dipartimento della Protezione Civile, per consentire a tutti i cittadini di monitorare lo stato di avanzamento della realizzazione delle Soluzioni Abitative in Emergenza, ha deciso di pubblicare sul proprio sito istituzionale una mappa interattiva, aggiornata ogni settimana, che descrive, semplificandola, la complessa filiera amministrativa dell’urbanizzazione delle aree e dell’installazione delle casette.

È nata, quindi, la consapevolezza che la geolocalizzazione accurata, aggiornata e condivisa degli elementi esposti e delle attività svolte in emergenza, può offrire un valido supporto alle decisioni da adottare e fornire uno strumento per comunicarle più efficacemente, sia alle forze in capo che operano in emergenza che ai cittadini.

A FORUM PA 2017 un focus sul tema: