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Cagliari, un sistema integrato di controllo della mobilità

La mobilità urbana è una delle principali criticità con cui le amministrazioni territoriali si trovano spesso a fare i conti. Un problema complesso dalle molteplici cause, che richiede una pianificazione strategica e un centro operativo che coordini i soggetti interessati e sviluppi soluzioni integrate volte al suo miglioramento. Un interessante progetto di gestione della mobilità urbana è stato realizzato nell'ambito dell'area vasta Cagliaritana, dove già dal 2005 si sono impegnati nel realizzare un sistema coordinato d’infomobilità che consenta un governo manageriale ed integrato della mobilità.

Foto di ViaggioRoutard rilasciata sotto licenza cc - https://www.flickr.com/photos/viaggioroutard/15162923048

La mobilità urbana è una delle principali criticità con cui le amministrazioni territoriali si trovano spesso a fare i conti. Un problema complesso dalle molteplici cause, che richiede una pianificazione strategica e un centro operativo che coordini i soggetti interessati e sviluppi soluzioni integrate volte al suo miglioramento. Un interessante progetto di gestione della mobilità urbana è stato realizzato nell'ambito dell'area vasta Cagliaritana, dove già dal 2005 si sono impegnati nel realizzare un sistema coordinato d’infomobilità che consenta un governo manageriale ed integrato della mobilità.

L’assetto urbano ha registrato negli ultimi decenni una crescita esponenziale che, data la crescente domanda di nuove abitazioni, si è assestata più su parametri quantitativi che qualitativi. Questa crescita quasi compulsiva ha fatto sì che all’aumento di zone residenziali non sia corrisposto un uguale sviluppo di infrastrutture o di servizi di trasporto pubblico locale che agevolassero gli spostamenti verso zone diverse o più centrali da parte dei nuovi residenti, soddisfacendo solo necessità legate a beni privati e non a beni pubblici, come ad esempio l’ambiente naturale, la qualità degli spostamenti e la conciliabilità tra i tempi di vita e lavoro.

Il ricorso a mezzi di trasporto privati è stato così inevitabile per molte città, in Italia come in Europa. Più di un quarto infatti del territorio europeo è ad uso urbano e, non è un mistero, che entro il 2020 l’80% della popolazione europea vivrà in centri urbani. L’Italia tuttavia, insieme alla Spagna, ha un triste primato: ha il maggior consumo di territorio destinato alla costruzione di nuove abitazioni.

L’effetto di tutto ciò è una “città diffusa”, un modello meglio detto come urban sprawl in cui gli spostamenti si rendono necessari data l’elevata segmentazione delle aree per funzione: si vive in una zona, si lavora in un’altra, si fa la spesa in un’altra ancora e così via. Ovviamente l’auto rimane il mezzo di trasporto principale. Da qui l’aumento del traffico, del suo congestionamento e delle emissioni di CO2: la mobilità urbana è responsabile del 40% delle emissioni derivate dal trasporto su strada, mentre dal trasporto in generale deriva il 70% degli inquinanti. Esternalità negative alla lunga insostenibili, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico: basti sapere che gli oneri dovuti all’inefficienza del settore dei trasporti in ambito urbano, nel 2010, sono ammontati a 230 miliardi di euro per i Paesi dell’EU ed è la congestione urbana a comportare i costi maggiori.

In futuro la situazione non migliorerà anzi, la disgregazione insediativa è ormai la tendenza dominante e aumenterà la necessità di effettuare degli spostamenti: il consumo di territorio, infrastrutture pensate esclusivamente per l’auto, la moltiplicazione delle distanze e la scomparsa del limite di estensione delle città chiedono soluzioni di gestione strutturate e flessibili che, inserite in un governo manageriale ed integrato della mobilità, realizzino un coordinamento di informazioni e di decisioni tra tutti i soggetti interessati.

Significa pensare un sistema di mobilità urbana che concili il diritto alla mobilità con l’esigenza di ridurre l’inquinamento, la congestione del traffico e l’incidentalità, ottimizzando le infrastrutture esistenti e mettendo le esigenze del cittadino al centro.

Buoni esempi italiani, che sono riusciti a unire le integrazioni tecnologiche al lavoro sinergico di tutti gli stakeholder ce ne sono. Pensiamo al sistema tecnologico integrato di controllo della mobilità, nella fascia dei comuni contermini, sviluppato in sinergia tra il Comune di Cagliari e l’azienda di trasporto Pubblico CTM. Quattro gli obiettivi del progetto: migliorare il trasporto pubblico, la circolazione delle informazioni, la sicurezza stradale e, infine, il coordinamento del traffico privato. La strategia d’intervento è stata proprio quella di costruire un sistema che a 360 gradi coprisse le esigenze di tutti gli attori interessati nella mobilità cittadina. Particolare attenzione è stata data alla gestione operativa ed alla formazione e coinvolgimento del personale impiegato.

La condivisione degli obiettivi e il coordinamento operativo tra più soggetti, quali amministrazioni comunali, forze di polizia locali ed aziende di trasporto, è il fattore di successo dell’iniziativa.

Sistemi ITS ed innovazione tecnologica per la mobilità: l’esperienza nell’Area Vasta di Cagliari

Primo in Sardegna e secondo a livello nazionale, dopo il progetto realizzato a Torino dal Consorzio 5T, questo sistema integrato di infomobilità è stato finanziato dalla Regione Sardegna nell’ambito dei fondi POR 2003-2006, Asse VI Misura 6.2, per un totale (compresa I e II fase dei lavori) di 28,4 milioni di euro. Con un’area di circa 400 Kmq e una popolazione residente di circa 380.000 abitanti, la gestione del progetto ha richiesto la costituzione di una società consortile tra i diversi comuni interessati (Comune di Cagliari, Comune di Quartu S.Elena, Comune di Selargius, Comune di Elmas, Comune di Assemini, Comune di Decimomannu) e l’azienda di trasporto pubblico locale CTM S.p.A. Tale società, denominata ITS Area Vasta Scarl è nata esclusivamente per gestire la realizzazione del progetto, ha un amministratore unico, ma non ha dipendenti diretti: si avvale della collaborazione dei dipendenti dei consorziati che prestano servizio per ITS in distacco.

Il funzionamento del sistema si basa sull’uso intensivo di sistemi ITS per l’ottimizzazione del traffico privato e per il servizio TPL. Con tale intervento sono state realizzate due sale controllo una denominata Sala Controllo della mobilità, che sovraintende al controllo del traffico privato in stretta collaborazione con la sala radio della Polizia Municipale, ed un’altra detta Sala AVM (Automatic Vehicle Monitoring), che ha la funzione di monitorare la flotta in linea del TPL.

Alla sala della mobilità sono ricondotte tutte le periferiche che consentono di regolare e governare la circolazione nei comuni dell’area vasta, ovvero 58 PMV per l’instradamento collettivo, 93 TVCC brandeggiabili per il monitoraggio del traffico, 102 intersezioni semaforiche centralizzate con priorità semaforica.

La parte del TPL si avvale di 264 bus seguiti in tempo reale e 281 paline informative, installate a Cagliari e Comuni limitrofi. Per l’utenza TPL sono inoltre disponibili App e servizi dedicati per l’informazione in tempo reale per ottimizzare lo spostamento (sms, risponditore IVR, portale mobilità, calcola percorso).

Realizzati nella seconda fase del progetto, i 32 Km di fibra ottica ( che si aggiungono altri 80 km esistenti) permettono di gestire invece: 96 telecamere brandeggiabili, 58 pannelli a messaggio variabile, 102 intersezioni semaforiche centralizzate e su cui è possibile attivare la priorità semaforica, sistemi di controllo con il rosso e autovelox.

È stata anche realizzata una rete radio Digitale Tetra, proprietaria, a servizio delle 7 polizie municipali coinvolte e dell’azienda CTM, con 7 stazioni radio base distribuite nel territorio, circa 800 terminali attivi (tra veicolari e portatili), 8 postazioni radio fisse. Un ulteriore sviluppo del progetto, finanziato con fondi POR FESR  e attualmente in corso di realizzazione, è rappresentato dal sistema integrato con le forze di polizia nazionali. Tale intervento, che si concluderà nei prossimi mesi, potrà garantire un coordinamento tecnologico finalizzato alla sicurezza dei cittadini nell’area vasta di Cagliari.

Monitoraggio dei risultati

Un fase che spesso viene tralasciata, per mancanza di fondi o anche di competenze, è quella relativa al monitoraggio dello stato di attuazione di un progetto. In questo caso invece si è effettuato un’analisi sulla base di indicatori ex-ante ed ex-post. In particolare sono stati analizzati i livelli di qualità del servizio di trasporto pubblico, i tempi di percorrenza del traffico privato ed i dati sull’incidentalità stradale. I parametri di valutazione analizzati sono stati numerosi e sono gli indicatori di risultato del progetto. Un esempio tra tutti è rappresentato dalla riduzione dei tempi di percorrenza in alcuni corridoi di traffico cittadino soltanto con il coordinamento semaforico centralizzato. I valori di miglioramento oscillano tra il 15 ed il 44% a seconda del corridoio interessato. Si è stimato una riduzione del carburante utilizzato, pari al costo di 1.700.000 euro l’anno.

A cadenza mensile viene elaborato un report dei dati di traffico disponibile, non solo all’amministrazione comunale, ma a tutti i cittadini che possono consultare i documenti attraverso il portale dell’amministrazione stessa.

La piattaforma telematica di gestione della mobilità realizzata nell’area vasta di Cagliari può essere facilmente replicata in contesti urbani medio piccoli che presentano problematiche di congestione cittadina, dovuta al traffico privato con un alto tasso di pendolarismo dalle periferie verso il centro dell’area.

Più in generale, i sistemi ITS rappresentano uno strumento fondamentale sia nella gestione operativa sia come supporto alle decisioni strategiche in merito alla mobilità cittadina. La rilevazione di dati da parte di sensori e istallazioni permette di individuare le aree critiche, definendo la tipologia di tali criticità e l’incidenza oraria e giornaliera. Uno strumento indispensabile per pianificare interventi puntuali di mitigazione delle criticità, attuare interventi e soprattutto prendere le migliori decisioni per governare i processi della mobilità cittadina. Questo in un’ottica di gestione manageriale della mobilità, che tramite politiche di pianificazione che credano nel potenziamento del trasporto pubblico e nella pedonalità, spingano al cambiamento ed all’innovazione delle città.