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Arte, cultura e rinascita nelle periferie. 22 ottobre #SuburbanRev #SCE2014

Che la periferia sia fonte di innovazione sociale e laboratorio per la creatività il mondo della cultura, delle arti lo ha scoperto da molto tempo. Quanti sono i teatranti e gli artisti visivi, in Italia e nel mondo che hanno eletto a loro patria luoghi appartati, o “non luoghi” distanti dai centri nevralgici, divenuti poi punti di riferimento, mete per la riflessione e la condivisione di esperienze?

foto di externus rialsciata in CC (https://www.flickr.com/photos/tdepewphotography/5814499020/in/photolist-p3Z4Pj-p6Wkvt-oroq1f-

Che la periferia sia fonte di innovazione sociale e laboratorio per la creatività il mondo della cultura, delle arti lo ha scoperto da molto tempo. Quanti sono i teatranti e gli artisti visivi, in Italia e nel mondo che hanno eletto a loro patria luoghi appartati, o “non luoghi” distanti dai centri nevralgici, divenuti poi punti di riferimento, mete per la riflessione e la condivisione di esperienze?

E al tempo stesso altri artisti hanno deciso di eleggere a proprio campo d’azione periferie reali e simboliche, preda del disagio, consci del superamento della linea di confine che separa il quotidiano  dalla contaminazione dei linguaggi e delle esperienze.

Ed è incoraggiante scoprire, in una fase così difficile come quella che stiamo attraversando, una rinnovata attenzione delle istituzioni per il ruolo che la cultura sta avendo nella ridefinizione di nuove centralità. Una recente legge dello Stato, la cosiddetta Art Bonus, cita per la prima volta le periferie come luoghi da sostenere, con interventi ad hoc, nella loro crescita culturale. La stessa Unione Europea entrata nel nuovo programma 2014-2020 interviene in tal senso attraverso i programmi dedicati alle imprese culturali e creative. Così come è importante seguire il processo in corso della costituzione della città metropolitana di Bologna, che intende rivedere e superare la concezione dualistica tra centri e periferie.

L’interesse crescente verso il rapporto tra cultura e realtà periferiche comporta però una serie di riflessioni, che partono innanzitutto dalla (ri)definizione del concetto stesso di periferia e del ruolo delle arti nei processi di rigenerazione urbana. I tentativi recenti di riqualificazione dei complessi periferici, basati non sul solo intervento edilizio e infrastrutturale, quanto sulla sovrapposizione di iniziative sociali e artistiche, hanno dimostrato di ottenere risultati promettenti. L’intervento fisico e tangibile si accompagna dunque all’atto intangibile e trasformativo artistico-politico, orientando gli spazi ad un uso pubblico e creativo.

L’efficacia di queste azioni si basa però su un presupposto fondamentale: è necessaria la definizione di una strategia integrata che favorisca il dialogo tra artisti/curatori e cultural planner, onde evitare un impiego esclusivamente strumentale delle iniziative culturali e favorire una visione di lungo termine.

 *Antonio Taormina direttore  ATER Associazione Teatrale Emilia-Romagna coordina la discussione nel tavolo  "Arte e cultura nelle periferie".
Per partecipare basta iscriversi on line
nella pagina dedicata all'appuntamento "Suburban Revolution. Le periferie al centro".

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