La costruzione del sistema di diritti sociali e civili fondata sull’uniformità e indivisibilità della cittadinanza sociale e realizzata attraverso la valorizzazione delle esperienze territoriali e di prossimità, nonché attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza stessa è finalizzata ad assicurare la piena inclusione sociale, l’innalzamento complessivo del benessere delle comunità, con una attenzione specifica a quelle persone che per la loro specifica condizione sono maggiormente esposte al rischio di marginalizzazione, quali ad esempio gli immigrati, i minori. Il convegno offrirà occasione di riflessione e confronto sul sistema dei diritti di cittadinanza per la crescita ed il rafforzamento dei nuovi cittadini.
Interviene il Ministro per la solidarietà sociale, Paolo Ferrero
(in collaborazione con futuro@lfemminile e Osservatorio Donne nella PA) In Francia Segolene Royal; in Germania Angela Merkel, in USA Hillary Clinton: le donne stanno rompendo in molti grandi Paesi il tetto di cristallo che le relegava in posizioni di inferiorità o, al massimo, di sostegno di un “grande uomo”. Ma in Italia? E’ ancora tabù pensare a donne leader nel lavoro, nella politica, nelle amministrazioni?
Questo convegno, realizzato in collaborazione con futuro@lfemminile, il progetto per le donne di Microsoft, costituisce uno dei contributi di FORUM PA all’anno europeo per le pari opportunità: un confronto a tutto campo sull’empowerment delle donne e sui fattori di successo, non ultime le tecnologie, che possono permettere loro di raggiungere i vertici della società.
Al termine del convegno saranno assegnati i riconoscimenti per i “100 progetti per le pari opportunità” selezionati tramite un bando dall’Osservatorio Donne nella PA che è un’iniziativa di FORUM PA e di futuro@lfemminile capitanato da Microsoft, con il contributo di Accenture, HP e Assicurazioni generali.
(in collaborazione con Osservatorio donne nella PA e futuro@lfemminile) Le donne avrebbero i numeri. Tuttavia il numero delle presenze femminili nella dirigenza pubblica è basso, molto basso. Nelle amministrazioni pubbliche le donne dirigenti sono una su quattro, e solo una su sei occupa una posizione apicale (direttori generali, capi dipartimento).
Eppure, a fronte dei circa 3,5 milioni di statali, le donne sono quasi il 54%. Sul totale dei dipendenti laureati, le donne sono il 60%. Dunque, esiste una decisa dissonanza tra la densità femminile con elevata preparazione culturale e il limitato avanzamento professionale fino ai vertici. Lo scarto smaschera un divide gender che non è causato né dall’assenza di slancio vocazionale né dalla mancanza di meriti del genere femminile. Né dalla carenza di norme, ma dalla loro scarsa o nulla applicazione.
Contro questo stato di fatto viene presentata una direttiva a firma dei Ministri per le riforme e linnovazione nella PA e delle pari opportunità, che si propone di sollecitare le amministrazioni pubbliche a rispettare le misure esistenti a tutela delle donne. In particolare le norme sulla maternità, ma anche quelle sulla composizione delle commissioni di concorso, sul congedo parentale, sui nuclei di valutazione".
Il Convegno è uno dei contributi di FORUM PA all’anno europeo per le pari opportunità per tutti e si svolge in collaborazione con l’Osservatorio Donne nella PA che è un’iniziativa di FORUM PA e di futuro@lfemminile il progetto per le donne capitanato da Microsoft, con il contributo di Accenture, HP e Assicurazioni generali.
Interviene la Sottosegretaria per le riforme e l’innovazione nella PA, Beatrice Magnolfi.
Al termine del Convegno sarà consegnata la ricerca Donne nella PA realizzata dall’Osservatorio DonnePA e il CD “100 progetti per le pari opportunità” , una raccolta di buoni esempi della amministrazioni centrali e locali.
(in collaborazione con INAIL) Strumento di eccellenza per realizzare una organizzazione del lavoro attenta alle differenze di genere è la Formazione.
Le azioni formative sono indispensabili per contribuire al salto culturale dalle "pari opportunità" alla "valorizzazione delle differenze", per progettare l’Amministrazione non come una entità neutra, ma composta di uomini e donne le cui differenze e competenze rappresentano un valore aggiunto per l'organizzazione.
A partire dall’esperienza dell'INAIL, che ha investito fortemente per superare un concetto di pari opportunità visto esclusivamente all’interno delle “questioni femminili”, il convegno si propone come un confronto su esperienze e risultati di un’azione formativa in grado di incidere nella prassi ma anche nelle culture delle Amministrazioni.
Favorire nelle imprese “tradizionali” l’apertura alla conoscenza e diffusione dell’impresa socialmente responsabile, consente di valorizzare al massimo la relazione con i lavoratori, il radicamento in un particolare contesto territoriale, favoriscono la partecipazione attiva dei cittadini/consumatori nell’ambito della sussidiarietà orizzontale, delineando e sperimentando percorsi afferenti alla c.d. cittadinanza d'impresa, intesa come cultura imprenditoriale di conciliazione delle esigenze di mercato con la tutela dei beni comuni e dell'interesse generale. La promozione di comportamenti socialmente responsabili, infine, sono strumento per favorire l’inclusione sociale, ridurre l’esposizione a condizioni di grave marginalità per esempio in relazione alla promozione di condizioni di lavoro più adeguate e alla riduzione dell’impiego illegale di lavoratori.
Un anno di esperienze tra società civile, istituzioni e associazioni. A un anno dalla sua costituzione, il Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive (POGAS) organizza al Forum P.A. una tavola rotonda con i soggetti coinvolti a vario titolo nelle politiche a favore dei giovani. E’ un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti, sui progetti in cantiere e sulle risorse disponibili, ma soprattutto per ragionare sulle nuove strategie e sulle prospettive che si vanno delineando nelle azioni congiunte a favore delle giovani generazioni.
Il dibattito prende spunto dalle attività svolte e dalle esperienze maturate nelle rispettive competenze per aprire una riflessione partecipata sulla governance e sulle strategie di settore, per individuare i punti di contatto tra i diversi attori e gli snodi istituzionali, per riflettere sulle nuove criticità ed opportunità.
Interviene la Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Giovanna Melandri
Ad un mese dalla scadenza del periodo transitorio, gli esperti si confrontano. Un primo bilancio sulle scelte dei lavoratori italiani interessati alla Riforma del Tfr Entro il 30 giugno i lavoratori dipendenti del settore privato dovranno decidere se lasciare il Tfr in azienda o destinarlo ad una delle forme di previdenza complementare.
Le modalità di conferimento del trattamento di fine rapporto costituisce la parte più delicata per la intera Riforma che , come è noto, si pone l’obiettivo di introdurre a regime anche in Italia un secondo pilastro di previdenza, accanto a quella obbligatoria. Per questo a poco più di un mese dalla scadenza, si è voluto organizzare un convegno per fare il punto sulla situazione, sottolineando le novità che hanno contraddistinto il settore dei fondi pensione.
E’ stata organizzata una tavola rotonda che vede i principali attori in campo. Per il Ministero del Lavoro, sarà presente il ministro Cesare Damiano; a confronto con lui, i responsabili dei Fondi.
Una nuova cultura amministrativa per mettere in atto politiche per la famiglia efficaci: non servono necessariamente nuove norme ma occorre cercare con intelligenza in quelle esistenti per realizzare interventi efficaci.
Una esperienza di riferimento è quella della provincia Autonoma di Trento che propone il "distretto della famiglia", un modello di cooperazione che mette insieme Impresa e PA per creare un "territorio amico della famiglia" (fattore di competitività e qualità della vita). Modello che hanno esportato anche in altre province del nord est e del nord ovest.
La proposta ulteriore è di uno standard codificato per la qualificazione di un territorio "amico della famiglia".
Interviene il Ministro delle politiche per la Famiglia, Rosy Bindi.
Al termine del convegno verrà consegnato il certificato di qualità al "Family in Trentino".
Il convegno affronta il tema della tutela della privacy da parte della PA da una prospettiva nuova: non aggravio burocratico ma fattore di sviluppo della pubblica amministrazione.
Sviluppo significa maggiore efficienza, rinnovato rapporto di fiducia con il cittadino, riduzione della spesa, trasparenza nell’azione amministrativa.
Rispetto a questi obiettivi la protezione dei dati ha dato un contributo. L’adeguamento alla normativa sulla privacy ha comportato per le amministrazioni pubbliche la necessità di rivedere le procedure interne e i flussi di dati, di aggiornare i dati base con dati personali esatti e aggiornati, di rendere pubblici attraverso regolamenti quali informazioni personali dei cittadini raccolgono, usano, conservano e quali operazioni svolgono con essi e per quali fini. Sanità, fisco, giustizia, amministrazione centrale ed enti locali tutti sono stati chiamati a rivedere le proprie prassi.
L’innovazione tecnologia è un aspetto importante, ma non è il solo. Occorre conciliare efficienza con tutele per i cittadini. E’ a questo che occorre pensare per far crescere la cultura della messa in sicurezza dei dati, soprattutto ma non solo, in ambito pubblico.
Occorre dunque pensare ad un’innovazione tecnologia che consideri la protezione dei dati come un elemento di valore aggiunto. Una risorsa, come si diceva, piuttosto che un costo.
(in collaborazione con la Regione Piemonte) Un nuovo ed importante tassello di un più ampio lavoro volto all' applicazione delle nuove tecnologie nel campo del sociale è stato collocato, il 13 dicembre, a favore dei ciechi del Piemonte: grazie ad un telefonino, collegato con un navigatore satellitare, potranno essere guidati nei loro spostamenti in tutta Italia. Al non vedente basterà premere un tasto per essere messo in contatto con l'operatore di un call center che lo localizzerà e lo guiderà verso la destinazione prescelta.
Il servizio, battezzato Easy Walk, è stato ideato dalla Regione Piemonte, che lo metterà gratuitamente a disposizione dei 3.000 non vedenti e delle molte migliaia di ipovedenti che vivono sul suo territorio. ''L' iniziativa - ha sottolineato la presidente Mercedes Bresso - non è uno spot, ma la tessera di un più ampio lavoro volto all'applicazione delle nuove tecnologie nel campo del sociale. Un non vedente può essere aggredito, sentirsi male, essersi perso, o semplicemente non ricordare più il punto esatto in cui dovrebbe trovarsi una farmacia. Questo servizio gli fornirà l'aiuto necessario a risolvere il problema, migliorando la sua qualità di vita sotto il profilo dell'autonomia degli spostamenti''
(in collaborazione con la Provincia di Napoli) Il convegno presenterà il progetto “Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti”, partito con la stipula di un protocollo d’intesa tra Provincia di Napoli e Comune di Napoli.
Il progetto si rivolge ai beneficiari del provvedimento di indulto usciti dagli Istituti Penitenziari per Adulti della Campania.
Gli sportelli individuati per l’area metropolitana di Napoli sono la Direzione Centrale Politiche Sociali ed Educative del Comune di Napoli per i residenti a Napoli, e i Centri per l’Impiego della Provincia per i residenti della Provincia. Tale progetto, che convoglia varie iniziative presenti sul territorio nazionale destinate ai beneficiari dell’indulto, vedrà nelle prime battute l’avvio dei 140 tirocini formativi del progetto di Italia Lavoro – Agenzia Tecnica del Ministero del Lavoro.
È da subito partita una campagna di sensibilizzazione nazionale e territoriale, oltre all’approntamento di strumenti per la promozione delle attività, in particolare la creazione di un “catalogo delle convenienze” legate al progetto (voucher formativo, incentivi previsti dalle normative nazionale e regionale) da presentare alle aziende. Si sta operando, altresì, per l’individuazione di alcune aziende di più spiccata sensibilità sul piano sociale, presso le quali realizzare i primi inserimenti da presentare come emblematici presso le altre aziende.
La missione del Dipartimento è cambiata con la delega alla Ministra on. Pollastrini per la promozione e tutela dei diritti umani in campo nazionale e internazionale. Bisogna partire dai diritti per assicurare ad una società complessa come la nostra pari opportunità a tutti indipendentemente dal sesso, dalla razza od origine tecnica, dalla religione o convinzione personale, dalla disabilità, dall’età e dall’orientamento sessuale. Malgrado i progressi realizzati per eliminare le discriminazioni e per promuovere la parità di opportunità, molto resta ancora da fare. Ogni legislazione, anche la più attenta, ha bisogno di essere aggiornata ed è destinata a rimanere lettera morta se manca la volontà di tradurla in azioni di lunga durata. Occorre rafforzare gli interventi, inserendoli stabilmente nell’agenda politica nazionale e locale. La tutela dei diritti è compito primario delle pubbliche amministrazioni. Una PA moderna, inclusiva, aperta alla società, al mondo del lavoro, al terzo settore, ai cittadini, ai bisogni delle fasce svantaggiate è strumento fondamentale di garanzia dei diritti, delle pari opportunità di crescita e promozione sociale.
Il 2007, Anno Europeo per le Pari Opportunità per tutti, è l’occasione per segnare un punto di svolta nelle politiche di lotta alle discriminazioni e a favore dei diritti umani nel nostro Paese.
“ Questo 2007 sarà un anno ben speso se sapremo costruire piattaforme comuni in Europa per affermare la cultura della prevenzione, la lotta a soprusi e disuguaglianze inaccettabili, e contro ogni discriminazione…. Nel nostro Paese va sostenuto il programma contro la tratta e le mutilazioni genitali… In Europa e in Italia le donne tra i 15 e i 50 anni muoiono più a causa di violenze che per malattie o incidenti. E ciò avviene nella maggior parte dei casi in famiglia o per mano di persone conosciute… Rientra nelle pari opportunità una idea di crescita che tiene insieme democrazia a economia. In cui diritti umani, civili, sociali sono centrali. I diritti dei portatori di disabilità, di malati, di anziani e migranti, di chi soffre di malattie dell’anima, i diritti a un ambiente tutelato, a decidere delle terapie di non accanimento nel momento più drammatico della vita, sono questioni e doveri di tutti. Ma certo alle istituzioni e alla politica spetta una responsabilità in più. E’ quella di non inseguire ma di anticipare” (Barbara Pollastrini, 3 maggio 2007, Evento di presentazione dell’Anno europeo delle pari opportunità per tutti).
(a cura del Dipartimento Diritti e Pari Opportunità) La missione del Dipartimento è cambiata con la delega alla Ministra on. Pollastrini per la promozione e tutela dei diritti umani in campo nazionale e internazionale. Bisogna partire dai diritti per assicurare ad una società complessa come la nostra pari opportunità a tutti indipendentemente dal sesso, dalla razza od origine tecnica, dalla religione o convinzione personale, dalla disabilità, dall’età e dall’orientamento sessuale. Malgrado i progressi realizzati per eliminare le discriminazioni e per promuovere la parità di opportunità, molto resta ancora da fare. Ogni legislazione, anche la più attenta, ha bisogno di essere aggiornata ed è destinata a rimanere lettera morta se manca la volontà di tradurla in azioni di lunga durata. Occorre rafforzare gli interventi, inserendoli stabilmente nell’agenda politica nazionale e locale. La tutela dei diritti è compito primario delle pubbliche amministrazioni. Una PA moderna, inclusiva, aperta alla società, al mondo del lavoro, al terzo settore, ai cittadini, ai bisogni delle fasce svantaggiate è strumento fondamentale di garanzia dei diritti, delle pari opportunità di crescita e promozione sociale.
Il 2007, Anno Europeo per le Pari Opportunità per tutti, è l’occasione per segnare un punto di svolta nelle politiche di lotta alle discriminazioni e a favore dei diritti umani nel nostro Paese.
“ Questo 2007 sarà un anno ben speso se sapremo costruire piattaforme comuni in Europa per affermare la cultura della prevenzione, la lotta a soprusi e disuguaglianze inaccettabili, e contro ogni discriminazione…. Nel nostro Paese va sostenuto il programma contro la tratta e le mutilazioni genitali… In Europa e in Italia le donne tra i 15 e i 50 anni muoiono più a causa di violenze che per malattie o incidenti. E ciò avviene nella maggior parte dei casi in famiglia o per mano di persone conosciute… Rientra nelle pari opportunità una idea di crescita che tiene insieme democrazia a economia. In cui diritti umani, civili, sociali sono centrali. I diritti dei portatori di disabilità, di malati, di anziani e migranti, di chi soffre di malattie dell’anima, i diritti a un ambiente tutelato, a decidere delle terapie di non accanimento nel momento più drammatico della vita, sono questioni e doveri di tutti. Ma certo alle istituzioni e alla politica spetta una responsabilità in più. E’ quella di non inseguire ma di anticipare” (Barbara Pollastrini, 3 maggio 2007, Evento di presentazione dell’Anno europeo delle pari opportunità per tutti).