Dossier

La controversa azione collettiva di Brunetta

di Chiara Buongiovanni

Brunetta l’aveva annunciata da subito come un tassello della sua rivoluzione a sostegno del cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione. Prevista dalla legge 15/2009, promessa nel primo decreto delegato, da questo tagliata fuori e rinviata ad un decreto ad hoc, la cosiddetta class action contro la pubblica amministrazione è arrivata a ottobre sul tavolo del Governo per passare alle Commissioni parlamentari, alla Conferenza unificata ed entrare finalmente in vigore a gennaio 2010.

La questione non è chiusa.
Da un lato incalzano le critiche di chi continua a non vedere l’utilità di uno strumento così disegnato; dall’altro lo stesso Ministro è intervenuto sulla stampa per spiegare le ragioni della class action che ha fortemente voluto.

Prima di presentare i pro e i contro, vi invitiamo a prendere visione della scheda sulla class action, per capire come funzionerà.

Sul sito del Ministero della pubblica amministrazione e innovazione è disponibile una sezione di approfondimento sulla class action.
  • Massimo Giannini su Affari e Finanza aveva criticato questa class action, accusandola di essere “una beffa colossale”.
  • Parte delle critiche mosse da Giannini sono state riprese da Cittadinanzattiva che per bocca dell’avv. Liliana Ciccarelli, Responsabile nazionale settore conciliazione, propone una disamina critica del modello di class action adottato, articolata in tre punti precisi e particolarmente interessante.
Sul web è disponibile lo schema di decreto legislativo approvato in Consiglio dei Ministri, da sottoporre al parere delle Commissioni parlamentari competenti e della Conferenza unificata.
  • Su Affari e Finanza è arrivata una lettera a firma Brunetta in cui il Ministro, rispondendo a Giannini, spiega  la sua verità sulla class action, difendendo l’approccio adottato.
  • Vi invitiamo, poi, ad approfondire la questione e gli aspetti "tecnici" su Saperi PA, dove trovate i materiali di un interessante convegno a FORUM PA ’09, quando già un panel di giuristi e portatori di interesse si confrontavano su opportunità, limiti e rischi dello strumento.
  • Già a maggio la class action aveva subito una prima battuta di arresto: la norma che la conteneva era stata stralciata dal testo del decreto sulla Riforma Bunetta. Lo stesso Ministro era interventuto, assicurando che la possibilità di azione collettiva nei confronti della pubblica amministrazione sarebbe stata affrontata in uno specifico decreto legislativo, comunque entro il termine di scadenza della delega (come poi è stato). La proroga aveva aperto il dibatitto a nuove perplessità e nuove speranze, che avevamo allora sintetizzato in un articolo.