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Un'Europa più democratica e trasparente

Il 13 dicembre 2007 i leader dell'Unione europea hanno firmato il trattato di Lisbona, mettendo fine a diversi anni di negoziati sulla riforma istituzionale.

Il 13 dicembre 2007 i leader dell'Unione europea hanno firmato il trattato di Lisbona, mettendo fine a diversi anni di negoziati sulla riforma istituzionale.
Il nuovo trattato, approvato informalmente nel corso del vertice del 18-19 ottobre scorsi, modifica il trattato sull'Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, attualmente in vigore, senza tuttavia sostituirli. In questo senso apre, però, una nuova fase per il futuro dell'Europa dotandola del quadro giuridico e degli strumenti necessari per far fronte alle sfide del futuro e rispondere alle aspettative dei cittadini.

In 50 anni, infatti, l'Europa è cambiata così come è cambiato il mondo chiamando le istituzioni ad affrontare nuove sfide. "La globalizzazione dell'economia, - si legge sulle pagine di presentazione del nuovo sito appositamente dedicato al trattato - l'evoluzione demografica, i cambiamenti climatici, l'approvvigionamento energetico, per non parlare delle nuove minacce che gravano sulla sicurezza, sono i grandi temi con i quali l'Europa del XXI secolo deve misurarsi".
Un ammodernamento, quindi, delle strutture, e degli strumenti volto a rafforzare la legittimità democratica dell'Unione e a consolidare i valori fondamentali che ne sono alla base.

Quattro gli ambiti di intervento individuati dal trattato:

 

  • Un'Europa più democratica e trasparente, che offre ai cittadini maggiori possibilità di far sentire la loro voce e chiarisce la ripartizione delle competenze a livello europeo e nazionale.
  • Un'Europa più efficiente, che semplifica i suoi metodi di lavoro e le norme di voto, si dota di istituzioni più moderne e adeguate ad un'Unione a 27 e dispone di una maggiore capacità di intervenire nei settori di massima priorità per l'Unione di oggi.
  • Un'Europa di diritti e valori, di libertà, solidarietà e sicurezza, che promuove i valori dell'Unione, integra la Carta dei diritti fondamentali nel diritto primario europeo, prevede nuovi meccanismi di solidarietà e garantisce una migliore protezione dei cittadini europei.
  • Un'Europa protagonista sulla scena internazionale, il cui ruolo sarà potenziato raggruppando gli strumenti comunitari di politica estera, per quanto riguarda sia l'elaborazione che l'approvazione di nuove politiche.
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    Potrebbero sembrerebbe temi alti, che non toccano direttamente il cittadino, ed invece scendendo nel dettaglio si trovano aspetti di forte impatto come le sfide dell'eco-compatibilità e della sicurezza energetica, il diritto transfrontaliero alla salute e la trasparenza amministrativa e politica e la partecipazione democratica. Oltre a rafforzare il controllo democratico dell'Unione europea riconoscendo un ruolo più importante sia al Parlamento europeo che ai parlamenti nazionali, grazie al Trattato, infatti, per la prima volta un milione di cittadini avranno la possibilità di invitare la Commissione a presentare un'iniziativa di loro interesse in un settore di competenza dell'UE.

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