Dossier

Nativi digitali, cittadini di domani. Scuola, competenze e responsabilità

di Redazione FORUM PA

La scuola e, in generale, le politiche e i programmi formativi sono sempre stati dei temi caldi nel nostro Paese. Un calderone in cui rientrava un po' tutto, ma che ora rischia di rovesciarsi rovinosamente davanti alle nuove sfide del mercato del lavoro, della società e dell'economia. Sfide che il sistema sembra non recepire. Come ha testimoniato il Direttore di FORUM PA Gianni Dominici, nell'editoriale che apre questo dossier, la scuola oggi non è pronta nel formare gli adulti di domani, non parliamo di aule senza PC - anche se pure non è un buon punto di partenza - ma di un modello di insegnamento e di programmi non al passo con i nuovi strumenti. In questa sede intendiamo aprire una discussione, a cui speriamo che partecipino tutti coloro che ritengano di poter portare un contributo interessante, uno spunto di riflessione in più volto a innovare l'attuale modello didattico. Il presente dossier è solo l'inizio di un lavoro il cui work out avrà luogo in occasione di un evento dedicato a FORUM PA 2015.

La mancanza di competenze digitali ci costa caro. Mentre infatti è in continua crescita la domanda di professionisti dell’ICT, l’offerta rimane insufficiente. Uno studio privato ha stimato che il 22% delle domande di assunzione (su un campione di 190.000 candidati) non trova il profilo professionale ricercato. Eppure investire in “cultura digitale” sarebbe una buona opportunità per risalire la china, se pensiamo che solo nel 2013 i contratti di lavoro nel settore hanno raggiunto le 15.000 unità. L’offerta formativa non è adeguata e cosa ancora peggiore, scende il numero di coloro che scelgono l'indirizzo tecnologico/informatico: i laureati in Italia nel 2012 nelle facoltà di informatica e ingegneria sono stati 6.732, mentre nel 2014 contando i soli iscritti al primo anno di ingegneria risultano essere la metà (3.646, dati MIUR).
C’è evidentemente un problema che non riguarda solo il grado di istruzione universitario, ma che coinvolge in toto il nostro sistema scolastico. In una società ormai “Everything digital” il processo di apprendimento e sperimentazione delle tecnologie digitali dovrebbe cominciare fin dalla prima infanzia e non semplicemente in un’ottica di opportunità lavorativa e di business, come ha ben evidenziato il Direttore Gianni Dominici all’interno dell’editoriale che apre il nostro dossier dedicato alla scuola e alle politiche educative, ma in quella a nostro avviso ancora più evoluta di cittadinanza consapevole, partecipe alla definizione di servizi sempre più avanzati. Tanti i nodi che vengono al pettine, dalla formazione dei formatori, alla dotazione infrastrutturale, dal ruolo dei media nella costruzione di una immagine positiva della tecnologia, al connubio tra approccio umanista e ICT. Con questo Dossier, che apriamo al contributo di tutti coloro che desiderano proporre una loro riflessione, vogliamo provare a tracciare un percorso che ci aiuti ad individuare gli elementi su cui puntare per innovare il nostro modello didattico. Abbiamo bisogno che la nuova generazione, che già convive con le tecnologie, impari a farlo in modo consapevole e competente.

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