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Aiello: Contrastare la frammentazione delle azioni di digitalizzazione dei processi e dei servizi degli enti

Partendo dal paragrafo dedicato al tema "Nuovi modelli organizzativi - Impatti organizzativi della Digital Transformation", contenuto nel "Libro bianco sull’innovazione della PA", ecco le osservazioni di Stefano Aiello (P4I)


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Partendo dal paragrafo dedicato al tema "Nuovi modelli organizzativi - Impatti organizzativi della Digital Transformation", contenuto nel "Libro bianco sull’innovazione della PA", ecco le osservazioni di Stefano Aiello (P4I).

"Gli enti pubblici in Italia sono circa 23.000 (tra ministeri, enti centrali, regioni, aziende sanitarie comuni, atenei, istituti comprensivi scolastici, agenzie, inhouse,…), in ognuno dei quali è presente una e (spesso più di una) unità organizzative che si occupa della progettazione e della gestione dei sistemi informativi. La naturale conseguenza di questa disorganizzazione sono le 160.000 basi dati, le 200.000 applicazioni, gli 11.000 data center, i 50.000 fornitori. Il tutto in un contesto di forte penuria di competenze manageriale e tecniche qualificate ed un’età media elevata (forte resistenza al cambiamento).

Questa frammentazione non genera solo gravosissime diseconomie (ricordiamoci che la spesa ICT italiana è al livello dei Paesi più avanzati), ma spesso impedisce tout court di offrire servizi digitali a cittadini e imprese a totale detrimento dello sviluppo dell’economia italiana che dalla leva digitale ricaverebbe enorme giovamento. Non è un caso che tutte le agenzie più qualificate inesorabilmente ogni anno posizionino il nostro Paese agli ultimissimi posti.

Occorre:

  • conoscere l’organizzazione degli enti pubblici per intervenire sulle cause e non sui sintomi e, soprattutto, per realizzare interventi tra loro armonici e che si rafforzino;
  • smettere di intervenire solo alla fine della catena dei processi di governance della digitalizzazione (Esercizio, Acquisti) e iniziare ad intervenire dalla testa: la Domanda ed in particolare la fase in cui si ripensano in chiave digitale i processi di erogazione dei servizi a cittadini ed imprese, favorendo la nascita di soluzioni omogenee;
    1. la frammentazione dei fabbisogni e delle soluzioni concepite è difficilmente sanabile con la centralizzazione degli acquisti,
    2. il consolidamento dei data center senza il quello delle applicazioni genera scarso valore e, in certi casi, rischia di avere un effetto netto di crescita dei costi (anche assumendo l’adozione di ambienti fortemente virtualizzati);
  • lavorare su soggetti aggregatori, se il caso anche a livello normativo;
  • correlare in modo stretto il piano delle performance degli enti alla digitalizzazione dei processi e dei servizi dell’ente stesso;
  • ingegnerizzare le enterprise architecture dei nostri enti (modelli di funzionamento, modelli dati e business rule)."