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Cittadinanza digitale, Poste Italiane: "Nel 2017 necessaria interoperabilità dei sistemi"

Segnaliamo la lettura del contributo a firma Monica Pilleddu di Poste Italiane, uscito su cantieri della PA digitale. Per passare dalla "archeologia informatica" al digitale, è necessario che i sistemi siano in grado di parlare tra loro, ovvero che siano interoperabili. In questo senso, si pensa a una tecnologica basata su standard che permettendo il colloquio “certificato” fra sistemi rende all’utenza il più importante servizio, evitandogli di essere colui che, costretto a presentarsi fisicamente nei vari uffici di persona, svolge di persona lo scambio e l’assemblaggio delle informazioni


Foto di wonderlane rilasciata sotto licenza cc – https://www.flickr.com/photos/wonderlane/3332124223

Dal vivace lavoro del Cantiere Cittadinanza digitale 2016 sono emersi i tratti del cittadino digitale, cioè quanto ognuno di noi sperimenta nella sua interazione con la Pubblica Amministrazione attraverso strumenti di comunicazione telematici.

E’ vero che in questi anni è stato svolto un grande lavoro, per dotare la PA di infrastrutture avanzate, condizioni normative adeguate per gli investimenti nelle reti digitali, parità di condizioni tra gli operatori del mercato. Certo però è che il nostro Paese resta, secondo l’ultimo report dell’International Telecommunication Union, al 38esimo posto nel mondo e agli ultimi posti tra i paesi sviluppati per velocità, diffusione e utilizzo di internet.

Quale può essere il nostro contributo all’evoluzione, sia in termini quantitativi che qualitativi, all’erogazione dei servizi digitali erogati dalla PA? E’ con questa sfida che volgiamo lo sguardo all’edizione 2017... continua a leggere su Cantieri della PA digitale