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Cittadinanza digitale

Anagrafe Unica, è il momento di Cesena: i passaggi e le sfide dell'imminente subentro

Tra gennaio e febbraio 2017 anche Cesena, dopo Bagnacavallo, completerà il subentro definitivo e inizierà a dialogare in via ufficiale e definitiva con l’infrastruttura del Ministero dell’interno, in attesa di una ripresa dei lavori del gruppo dei comuni pilota all’interno del quale sono diversi i punti ancora non risolti

Foto di ladynottingham rilasciata in cc - https://www.flickr.com/photos/lyssah/5539143302

L’esperienza del Comune di Cesena all’interno del progetto nazionale ANPR è ad un passo dal concludersi. L’avvio del processo è avvenuto il 14 dicembre 2015 con il primo pre-subentro dei 97000 abitanti. Il subentro definitivo è programmato tra gennaio e febbraio 2017 dopo che avremo completato anche le revisioni elettorali dinamiche previste per gennaio.

Con il subentro anche Cesena inizierà a dialogare in via ufficiale e definitiva con l’infrastruttura del Ministero dell’interno affiancandosi al Comune di Bagnacavallo.

In primo luogo occorre ricordare che Cesena aderirà in cooperazione applicativa all’ANPR attraverso il software gestionale in licenza d’uso da Dedagroup Spa denominato Civilia next, evoluzione del vigente Civilia open.

Il 2016 è stato un anno di duro lavoro per testare tutti i servizi di interazione con la piattaforma nazionale. Ogni servizio è stato oggetto di test accurati presso i laboratori dell’azienda e poi replicato in Comune, da un gruppo di lavoro costituito da informatici e ufficiali d’anagrafe.

Parallelamente abbiamo bonificato più di 900 posizioni in due distinti pre-subentri.

Gli errori più comuni non sono stati sugli ipotetici disallineamenti tra posizione anagrafica e codice fiscale in quanto Cesena ha sempre allineato l’Anagrafe tributaria prima e l’Indice Nazionale, poi, in maniera assidua e precisa.

Abbiamo riscontro dati da correggere per le seguenti tipologie:

a) INTESTATARI delle schede anagrafiche di FAMIGLIA

b) Responsabili delle CONVIVENZE Anagrafiche

c) Dati di matrimonio non completi

d) Comuni di nascita non coerenti rispetto alle tabelle nazionali

e) Dati non corretti sulle carte d’identità rilascite

f) Dati di vedovanza non coerenti o mancanti

g) Errori nella descrizione della località di nascita

h) Cittadinanze non più coerenti (es. jugoslavia)


Siamo oramai al completamento di questo lavoro fermo restando che nel corso del 2016 abbiamo anche completato la certificazione delle strade e civici (progetto ANNCSU) e ribaltato i nuovi toponimi e civici nell’anagrafe ufficiale per il successivo travaso in ANPR.

Adesso ci mancano gli ultimi test sui flussi di mutazione di residenza e mutazione di domicilio. Terminati queste operazioni, Cesena potrà avviare la parte finale del percorso.

Cosa ci aspettiamo? Che ci sia una ripresa dei lavori del gruppo dei comuni pilota anche per condividere le esperienza e le fatiche nei test.

All’interno del gruppo dei pilota sono diversi i punti ancora non risolti:

1) La certificazione storica dei dati anagrafici che dovrà necessariamente partire dall’archivio locale visto che al momento non sono chiare le logiche di trasferimento dei dati storici

2) Una corretta applicazione della tabella dei comuni che hanno cambiato denominazione nel tempo mentre è chiara la tabella comuni soppressi

3) Identica questione attiene agli Stati che devono comparire anche nella loro versione storica in quanto potremmo avere cittadini italiani nati nella Jugoslavia o in Unione Sovietica tale per cui le tabelle devono essere aggiornate anche con questi dati

4) Le mutazioni di residenza tra due comuni vanno debitamente testate

5) Alcune informazioni non sono ancora registrate in ANPR (esempio Unioni Civili e Convivenze di fatto) per cui questi dati possono essere certificati solo dal data base locale

Al riguardo preme evidenziare che l’adeguamento del patrimonio informativo ANPR richiede una velocità di esecuzione che poco si allinea con i tempi di adeguamento normativo. I dati contenuti in ANPR sono infatti disciplinati nell’allegato B del DPCM 194/2014.

Classificare i dati dell’ANPR con un DPCM non facilita la pronta reperibilità del dato nell’archivio nazionale a fronte dell’intervento normativo che introduce varianti della base dati. Lo stiamo vedendo con la legge 76/2016 non ancora recepita in ANPR. Questo approccio rischia in futuro che un diritto sancito nella legge o anche in una mera sentenza di un giudice per un singolo caso concreto, diventi effettivo solo dopo molti mesi perché il Ministero dell’Interno richiederà adeguati e complessi passaggi regolamentari. Oggi nei Comuni, grazie all’intervento delle aziende, un modo pratico di registrare una informazione lo si trova sempre; domani sarà tutto più strutturato.

Meglio sarebbe stato che l’ANPR avesse avuto una fonte generale sui macro-dati con un rimando ad un più spedito decreto ministeriale, sentito il Garante della Privacy, per illustrare il dettaglio dell’informazione registrata. Una titolarità che in realtà, il Ministero dell’Interno aveva nel precedente regolamento anagrafico (articolo 20 del DPR 223/1989) ma che incomprensibilmente è stata abrog ato a seguito del DPR 126/2015.