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Competenze digitali tra raccomandazioni europee, DESI e Piano Triennale. Qual è il quadro?

Sono passati 12 anni dalla Raccomandazione del Parlamento Europeo 2006/962/CE, che per la prima volta identificava le otto competenze chiave per l’apprendimento permanente, definite come una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Oggi, tra queste, le uniche ancora immutate sono quelle digitali (al punto 6 dell’Allegato I della Raccomandazione). Alla luce del report 2018 presentato dall’Osservatorio delle Competenze Digitali, qual è il quadro italiano? Ce lo siamo chiesti a FORUM PA 2018

Photo by Octavian Rosca on Unsplash

Una parte del discorso, pronunciato ieri dal neopresidente del Consiglio al Senato, è stata destinata agli impatti che la tecnologia ha e continuerà ad avere sulla vita dei cittadini. Leggiamo dal discorso che "la diffusione di nuove tecnologie e dell’economia della condivisione crea nuove opportunità imprenditoriali e rende disponibili servizi innovativi per i cittadini, ma apre anche a rischi di marginalizzazione e a nuove forme di sfruttamento: dobbiamo farci carico di tali trasformazioni, non per combattere uno sviluppo per molti versi irreversibile, ma per assicurare in ogni caso il rispetto dei diritti essenziali dei lavoratori e per garantire che il lavoro sia sempre strumento di realizzazione personale e umana"[1].

A questo quadro problematico per la trasformazione digitale necessaria per i cittadini, Nello Iacono[2] aggiunge le criticità che si configurano all’interno delle PA per il raggiungimento del progresso auspicato:

  1. Il fattore umano, inteso come mancanza di cultura del digitale, e conseguente lacuna di professionalità;
  2. Carenza di competenze specifiche di settore;
  3. Incapacità di mettere a sistema le buone pratiche esistenti.

Per il superamento del gap, secondo Iacono, la chiave è da ritrovarsi negli strumenti trasversali di ascolto, coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, collaborazione tra le amministrazioni, programmazione e gestione strategica, partendo da quattro priorità di intervento, che sono la ristrutturazione della macchina amministrativa, intesa come reingegnerizzazione dei processi attraverso le nuove tecnologie rendendoli trasversali; lo sviluppo delle competenze digitali all’interno della pubblica amministrazione; la collaborazione amministrativa come prassi di lavoro; l’identificazione di e-leader, dirigenti-manager in grado di accompagnare i propri collaboratori nella transizione. Questi quattro punti hanno anche trovato riscontro nei temi di dibattimento del convegno Competenze digitali per la PA durante la Manifestazione FORUMPA 2018, di cui sono ora disponibili tutti gli atti.

Sul tema delle competenze digitali di ispirazione europea, la cartina tornasole è da ricercarsi nel Piano Triennale, che nel capitolo sulla gestione del cambiamento ribadisce che per raggiungere gli obiettivi definiti dallo stesso Piano è indispensabile il coordinamento di una pluralità di soggetti diversi nel ruolo, nella funzione e nell’organizzazione ma tutti chiamati a partecipare alla realizzazione della strategia nazionale. A fare da raccordo tra questi l’Agenzia per l’Italia digitale, che ha il compito di guidare le attività relative all’evoluzione strategica del sistema informativo della pubblica amministrazione.

AgID, infatti, promuove la diffusione delle competenze digitali per imprese, cittadini e pubblica amministrazione, e supporta la crescita delle competenze digitali nei diversi ambiti, con iniziative specifiche che coinvolgono:

  • le competenze digitali di base (utenti e funzionari amministrativi)
  • le competenze specialistiche (Professionisti ICT)
  • le competenze di e-leadership (dirigenza)

Relativamente al tema delle competenze di base nella PA, AgID ha avviato a fine 2017, la sperimentazione di auto-valutazione (self-assessment) per ottenere una fotografia delle abilità interne, conoscenze e competenze rispetto al modello DigCOMP 2.0 per gli utenti amministrativi (il modello è stato recentemente tradotto in italiano nella sua versione aggiornata dal Team Digitale). Sulla base di quanto emergerà dall’auto-valutazione, saranno definite le linee guida per le competenze di base da applicarsi in diversi settori, coinvolgendo gli stakeholders, anche per valorizzare le competenze digitali all’interno della PA. A tal proposito sarà quindi importante una collaborazione con altri soggetti pubblici che hanno avviato sperimentazioni similari, al fine di allinearsi ai modelli europei.

Mentre si aspettano gli aggiornamenti su più fronti, il DESI 2018 continua a registrare la staticità italiana, che in termini di utilizzo di internet si tiene stretta il suo penultimo posto in classifica.


[1] Il discorso integrale è stato pubblicato in data 5 giugno da La Repubblica, disponibile a questo link.

[2] In Cultura e competenze digitali nella Pubblica Amministrazione: cosa fare, ne La formazione nell’era delle Smart Cities (marzo 2018).