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FORUM PA Sardegna. Pellegrino: oltre 300 milioni di euro per l’Agenda Digitale regionale

L’Agenda Digitale regionale è al centro dei lavori del FORUM PA Sardegna, l’evento organizzato da FPA e Regione Sardegna che si è aperto oggi 28 aprile a Cagliari e vedrà domani la sua sessione conclusiva. È infatti uno dei temi approfonditi all’interno delle tre sessioni di lavoro parallele, assieme alle iniziative per la prevenzione della corruzione e all’efficienza degli enti locali. Antonello Pellegrino, Direttore Generale degli Affari generali e della società dell’informazione della Regione, ha introdotto proprio la sezione di lavori dedicata all’Agenda digitale. A lui abbiamo chiesto quali sono le azioni messe in campo finora, quale la strategia che sta alla base e quali gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

“Il nostro territorio – esordisce Pellegrino – ha avuto, sin dalle origini delle applicazioni telematiche, un ruolo guida nel settore. La struttura che dirigo attua il coordinamento tecnico sul complesso di interventi previsti dall’Agenda Digitale della Sardegna che sino al 2020 (e oltre) hanno l’ambizioso e coinvolgente obiettivo di mantenere e rafforzare questo ruolo. Si tratta di interventi di ampio respiro, per i quali sono già stati stanziati oltre 300 milioni di euro, la cui realizzazione avrà un’importanza notevole sul miglioramento della qualità di vita dei cittadini e nel rapporto fra essi, le imprese e la pubblica amministrazione”.

Ecco quindi la visione che sta dietro l’Agenda Digitale regionale : “Vogliamo immaginare – sottolinea Pellegrino – una regione in cui accesso ai servizi, agilità dell’amministrazione, semplificazione della burocrazia e strumenti di partecipazione siano alla portata di tutti. In cui le infrastrutture telematiche non si concentrino solo nei poli a più alta densità di popolazione ma si diffondano sull’intero territorio, finalmente considerate come requisiti essenziali per una degna qualità di vita e capillarmente diffuse alla stregua della rete viaria, energetica e di fruizione della risorsa idrica”.

Uno degli elementi centrali è il pragmatismo “orgogliosamente ingegneristico”, come lo definisce Pellegrino, perché “la visione va fatta progressivamente divenire realtà, attraverso pianificazione, programmazione, progettazione e realizzazione di interventi su una delle più complesse strutture tecnologiche: l’ecosistema digitale costituito da reti di trasmissione sicura dell’informazione ad alta velocità, nodi di servizio in cui gli elaboratori centrali (i server) non galleggino più come monadi ognuno nel proprio ristretto brodo amministrativo, bensì collaborino per garantire continuità ed economicità delle prestazioni, superando le barriere che tradizionalmente nella Pubblica Amministrazione li vogliono incasellati verticalmente per livello territoriale (Stato, Regioni, Comuni e loro aggregazioni) e orizzontalmente per funzione (amministrativo-contabile, sanitaria, territoriale,…)”.

Tutto questo, sottolinea Pellegrino, “non per mera coazione alla spendita delle risorse finanziarie (in calo, ma pur sempre importanti) che i Piani Europei mettono a disposizione degli interventi pubblici. Né per giustificare l’autoconservazione della macchina tecnico-amministrativa esistente. Insomma, non perché dobbiamo farlo. Semplicemente perché possiamo, e vogliamo farlo. Con l’attenzione necessaria per affrontare l’articolata spendita di oltre 300 milioni di euro in pochi anni, che il rigore dei tecnici ci consente di strutturare nel rispetto delle norme europee, statali e regionali”.

Entrando nel dettaglio, la strategia che definisce l’Agenda Digitale Sarda è stata approvata tramite la Delibera di Giunta Regionale n. 49/3 del 6 ottobre 2015 (con coordinamento tecnico affidato alla Direzione Generale degli Affari generali e della società dell’informazione della R.A.S.).

Gli obiettivi prioritari che si vogliono raggiungere con l’attuazione dell’Agenda Digitale della Sardegna sono:

  • sostenere la domanda di servizi digitali della Pubblica Amministrazione migliorandone l’offerta sia in termini quantitativi che qualitativi;
  • ridurre il divario di disponibilità infrastrutturale e cultura digitale di cittadini e imprese, sia a livello regionale che rispetto alle altre regioni;
  • generare valore aggiunto attraverso lo sviluppo su base tecnologica di innovazioni di mercato;
  • stimolare la crescita di fornitori di servizi evoluti;
  • aumentare l’attrattività tecnologica del territorio regionale.

L’articolazione della strategia è basata su quattro macroaree tematiche, rivolte principalmente a investimenti con ricaduta diretta su cittadini e imprese:

  • INFRASTRUTTURE, SISTEMI E SERVIZI DIGITALI per € 181.053.000,00
  • SCUOLA, SICUREZZA e CITTADINANZA DIGITALE per € 16.450.000,00
  • OCCUPAZIONE, COMPETITIVITA’ e ATTRATTIVITA’ per € 10.500.000,00
  • SOCIETA’ INCLUSIVA (SALUTE E POLITICHE SOCIALI) per € 14.524.000,00

cui vanno sommati interventi di spesa gestionale ed evolutiva sui sistemi informativi dell’Amministrazione per circa 85 milioni di euro, portando il complesso finanziario al valore di 307 milioni di euro sino al 2020 , importo che, sottolinea Pellegrino, è destinato sicuramente ad aumentare.

In conclusione Pellegrino ricorda come su questi temi e iniziative, la cui centralità è evidente in termini sia economici che sociali, sia fondamentale lo “scambio di idee e stimoli, mettendosi in gioco per la contaminazione di esperienze e pratiche che può (già sta avvenendo) incrinare ammuffiti stereotipi e untuose consuetudini, da superare quanto prima. Nella diversità di cultura e approccio (noi sardi abbiamo il Master in orgoglio d’appartenenza, primi fra gli altri e secondi a nessuno) ma con la consapevolezza della basilare necessità di arrivare a garantire, sull’intero territorio italiano, parità di accesso per cittadini e imprese alle tecnologie del millennio che si apre”. Il FORUM PA Sardegna, come gli altri FORUM territoriali, si pone proprio questo obiettivo: far conoscere le migliori esperienze territoriali e favorire la condivisione e lo scambio.

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