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Il mosaico dell’innovazione italiana. L’intervista di Marco Bani (AgID) a InnovaTiVi

Nella PA italiana ci sono molte professionalità diverse. Compito di AgID è guidarle e offrire infrastrutture immateriali per accelerare il percorso verso l’innovazione con un obiettivo: mettere il cittadino al centro. Il punto di Marco Bani, Capo Segreteria Tecnica Agenzia per l'Italia Digitale in questa intervista alla web tv di FORUM PA 2017 che è stata realizzata a pochi giorni dalla pubblicazione del Piano triennale.

Foto di Pato sin charco in licenza CC - https://www.flickr.com/photos/130567304@N02/32963469460/

La metafora scelta da Marco Bani, Capo Segreteria Tecnica Agenzia per l'Italia Digitale, per descrivere le attività di AgID è quella del mosaico: per innovare la PA ci vogliono tante competenze e ognuna va messa al proprio posto, perché se c’è qualche tassello fuori posto o il collante non è adeguato il risultato finale non sarà mai perfetto. Compito di AgID, quindi, è guidare le diverse professionalità presenti nella PA centrale e locale, coinvolgendo anche altri attori (privati associazione etc), nel dare una visione più moderna e semplice della PA, che metta il cittadino al centro. Come farlo? AgID è una sorta di “acceleratore” sottolinea Bani, che offre alle amministrazioni la possibilità di utilizzare alcune infrastrutture immateriali, per esempio SPID.

“Spero che presto non ci sia più bisogno del nostro lavoro, perché non dovrebbe più essere necessario usare l’aggettivo ‘digitale’ - sottolinea Bani -. Ormai il governo è digitale oppure non è, un servizio o è anche digitale o non è”. Quali sono le criticità che ancora bloccano questo percorso? Prima di tutto la discrasia tra l’offerta di servizi e il loro utilizzo: siamo uno dei paesi in Europa con maggiore offerta di servizi ma anche uno di quelli che li utilizza meno. Questo potrebbe dipendere, secondo Bani, da un problema di scarsa connettività, di scarse competenze, ma anche dalla qualità del servizio. Su quest’ultimo punto, Bani sottolinea la necessità di puntare sul design dei servizi, che non è un orpello ma deve rientrare a pieno all’interno della progettazione del servizio stesso.