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Pagamenti digitali

Polimi: "Epayment, in sanità il banco di prova che divide il Paese"

Sarà presentata a #forumpa2016 la ricerca sui trend e i bisogni delle amministrazioni sanitarie in materia di pagamenti digitali, sviluppata dagli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano e FORUM PA, in collaborazione con MasterCard. la diffusione dei pagamenti elettronici nel nostro Paese si conferma a macchia di leopardo, con Regioni più virtuose e altre ancora molto indietro nello sviluppo di piattaforme e servizi

Foto di gotcredit rilasciata sotto licenza cc - https://www.flickr.com/photos/jakerust/16953640217

La trasformazione digitale in corso richiede alle pubbliche amministrazioni di ripensare i propri processi in un’ottica di maggiore efficienza. I servizi offerti al cittadino devono rispondere a requisiti di facilità d’uso e rapidità e i pagamenti elettronici ne sono l’esempio più evidente: il cittadino entra in contatto direttamente con l’amministrazione quando si tratta di pagare un’imposta, un servizio o una prestazione sanitaria. E’ proprio quet’ultima categoria che abbiamo voluto indagare come Osservatorio Mobile Payment & Commerce. La ricerca "Moneta digitale e la sua diffusione per i pagamenti dei servizi della PA. Il caso della sanità pubblica", sviluppata dalla School of Management del Politecnico di Milano e FORUM PA in collaborazione MasterCard, vuole infatti indagare proprio come le amministrazioni sanitarie stiano promuovendo servizi volti alla digitalizzazione dei pagamenti a favore dei cittadini. La ricerca, le cui considerazioni complessive sui trend e bisogni della PA in tema di pagamenti digitali saranno presentate a FORUM PA 2016 in occasione del convegno "Moneta digitale e la sua diffusione per i pagamenti dei servizi della PA" [qui per iscriversi], parte da due tipologie di offerta: la possibilità di pagamento allo sportello tramite POS e i pagamenti invece da remoto, attraverso piattaforme on line.

PagoPA ha dato una forte spinta all’implementazione di quest’ultime, ma per avere un quadro complessivo fedele dell’offerta dei servizi messi a disposizione dalle amministrazioni sanitarie dobbiamo attendere ancora un po’. La data limite di adesione era infatti fissata da AgID a dicembre 2015, ma per l’implementazione e il lancio dei servizi le amministrazioni hanno poi ancora due anni tempo. Quindi entro il 2017 vedremo davvero gli effetti di questo progetto infrastrutturale.

Ciò che possiamo già dire è che sono ancora forti, in alcune aziende sanitarie, le difficoltà per i cittadini di pagare agli sportelli, in modalità quindi on site. Ci sono infatti ancora alcune amministrazioni che non hanno affatto questa possibilità, quindi non semplicemente limitata, ma addirittura nulla. La diffusione sul territorio italiano si conferma a macchia di leopardo: da una parte ci sono Regioni con sistemi già avanzati, penso a titolo esemplificativo a Toscana e Friuli Venezia Giulia, dall’altra invece Regioni che devono ancora lavorare sulle proprie infrastrutture.

La causa sembra essere erroneamente ricondotta ai costi eccessi delle transazioni; dico erroneamente perché in realtà la normativa italiana ed europea sta andando proprio nella direzione della riduzione dei costi. Manca quindi da parte dell’amministratore una consapevolezza delle potenzialità dei nuovi strumenti e delle evoluzioni anche normative che toccano il mondo dei pagamenti digitali. Le condizioni per ampliare l’ambito dei pagamenti elettronici quindi ci sono e il settore sanitario è un ambito privilegiato per poter mettere subito in pratica tale evoluzione tecnologica, ma anche culturale.