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Cantiere Scuola digitale, un dibattito aperto su ricerca e innovazione

Il Cantiere di FPA per la Scuola digitale è stata una occasione ottima per approfondire alcuni dei temi sollevati dal PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale). Proponiamo la lettura dell'articolo a firma di Paolo Paolini uscito su cantieripadigitale, in cui propone alcune osservazioni generali per una scuola italiana sempre più efficace e sempre più capace di incidere positivamente sull’evolversi della società italiana

Foto di Daniel Wehner rilasciata in cc https://flic.kr/p/nKkXaL

Il Cantiere di FPA per la Scuola digitale è stata una occasione ottima per approfondire alcuni dei temi sollevati dal PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale). Prima di affrontare i temi specifici, potrebbe essere utile fare alcune osservazioni generali, partendo dalla premessa che il PNSD ha dato una scossa benefica al mondo della scuola, ponendo tutte le sue componenti di fronte al problema di come introdurre innovazione efficace nella scuola in conseguenza dei mutamenti nella società e nell’approccio alla didattica, in un’epoca in cui le tecnologie stanno radicalmente modificando organizzazioni, metodi e rapporti tra soggetti.

Scarica il report "Le condizioni abilitanti per l’attuazione del PNSD", edizioni ForumPA

La prima osservazione generale riguarda la carenza di uno spazio vero e condiviso di approfondimento sui temi della scuola. Il MIUR sostanzialmente presenta dei documenti già elaborati e pronti per l’uso. I media si occupano della scuola pressoché esclusivamente in modo ideologico, o per problemi sindacali, o per aneddoti “eclatanti” (positivi o negativi). Le varie componenti sono ossessionate (magari giustamente) dai problemi operativi: cosa faccio oggi? Cosa faccio domani? Manca, e se ne sente la mancanza, un vero dibattito generale e preliminare: a cosa serve la scuola oggi? Quali obiettivi dovrebbe conseguire? Quali sono le direttrici perseguibili o auspicabili? Quali possono essere le novità forti e strategiche? Il dibattito, preliminare e approfondito, non c’è e non c’è nemmeno una sede in cui proporlo. Il dibattito dovrebbe PRECEDERE le azioni del MIUR (o delle altre componenti) e non seguire le emanazioni di direttive e la emissione di bandi. Dal dibattito nascerebbe una migliore consapevolezza (per ciascun attore coinvolto): non dovrebbe riguardare scelte immediate ed operative, ma approfondire i temi ... continua a leggere su Cantieri della PA digitale