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Pagamenti digitali

Benedetti (Polimi): Come superare i ritardi di PagoPA nel 2017

Foto di Kurtis Garbutt rilasciata in cc - https://flic.kr/p/9udqrt

A che punto siamo?

L’introduzione del sistema nazionale PagoPA ha creato i presupposti per un’ampia diffusione degli strumenti di pagamento elettronico anche nella PA anche se, come evidenza il Rapporto sull’adesione pubblicato lo scorso 30 giugno da AgID, c’è ancora strada da fare per arrivare a regime: il 60,87% delle PA ha formalmente aderito al sistema, ma solo il 14,37% di questi sono enti attivi, cioè con almeno 1 servizio di pagamento in esercizio. I comuni sono un po’ più indietro: solo 2,33% degli enti aderenti, equivalente al 16,3% degli attivi, sono stati beneficiari di almeno un pagamento.

Questo Governo ha prodotto molte riforme e introdotto molte innovazioni: cosa è già "usabile" tra quanto approvato? Cosa ci portiamo a casa?

Abbiamo il Nodo dei pagamenti, cioè la piattaforma tecnologica per l’interscambio dei flussi informativi tra gli aderenti al sistema PagoPA (PA e Prestatori di Servizi di Pagamento), operativa già da giugno 2012. Inoltre AgID ha elaborato linee guida dettagliate che hanno standardizzato le regole e le modalità di effettuazione dei pagamenti elettronici a favore della PA, garantendo all’utente una user experience omogenea a livello nazionale.

Molti provvedimenti sono ancora non in sospeso, cosa pensa che sarà impossibile raggiungere degli obiettivi che erano posti? A cosa dovremo rinunciare, almeno per ora?

Siamo in attesa delle Regole Tecniche di attuazione del nuovo CAD, che regolamenteranno il nuovo strumento che la PA dovrà mettere a disposizione dei cittadini per i micropagamenti: il credito telefonico.

Al di là di questo, diversi Enti hanno già disatteso l’obbligo di adesione al sistema pagoPA entro il 31.12.2015, e sarà ovviamente impossibile raggiungere l’obiettivo di mettere in esercizio tutti i servizi di pagamento esistenti entro il 31.12.2016.

Cosa si può fare ora nel campo dell'innovazione digitale che non ha bisogno della politica, ma solo dell'azione fattiva dell’amministrazione?

I dati del Rapporto AgID evidenziano che ci sono difficoltà sia nell’implementazione da parte della PA (gap tra aderenti e attivi), sia da parte del cittadino (gap tra attivi ed effettivi). Le PA devono affacciarsi a PagoPa con un approccio di tipo progettuale, coinvolgendo tutti i settori dell’ente e mettendo in campo competenze informatiche per integrare i propri sistemi gestionali con la piattaforma utilizzata per i pagamenti; in seconda battuta, comunicare con il cittadino per promuovere l’utilizzo dei nuovi strumenti evidenziando i benefici associati al loro uso.