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Cittadinanza digitale

Nicolini: "Servizi pubblici digitali, la vera sfida è coinvolgere i privati"

Foto di shared interest rilasciata sotto licenza cc - https://www.flickr.com/photos/sharedinterest/2901047701

A che punto siamo?

La strada percorsa in termini di definizione e di normazione della cittadinanza digitale è tanta, tuttavia ad oggi i risultati concreti disponibili per cittadini e imprese sono davvero pochi, per non dire pochissimi e quindi la strada percorsa sembra molto breve. E' come se si fosse accumulato un enorme potenziale che non è stato scaricato a terra. Solo in poche realtà territoriali ed in pochi ambiti si possono concretamente far valere i diritti di cittadinanza digitale e quindi fruire correttamente di servizi digitali in grado di migliorare e semplificare la vita e il rapporto con la PA in particolare.

Questo Governo ha prodotto molte riforme e introdotto molte innovazioni: cosa è già "usabile" tra quanto approvato? Cosa ci portiamo a casa?"

La fatturazione elettronica, verso la pubblica amministrazione e verso il privato, i pagamenti elettronici, tramite PagoPA, e le credenziali SPID è quello che ci portiamo a casa. Non tutti sono "usabili" da parte di tutti i cittadini o le imprese, nemmeno se si tratta di volenterosi digitali, infatti le infrastrutture immateriali nazionali divengono "usabili", se le singole pubbliche amministrazioni riescono ad integrarle con i loro sistemi e a tradurle in servizi finali, questo processo può essere lungo e complesso per mille diversi fattori.

Molti provvedimenti sono ancora non in sospeso, cosa pensa che sarà impossibile raggiungere degli obiettivi che erano posti? A cosa dovremo rinunciare, almeno per ora?

Dovremo rinunciare almeno per ora all'anagrafe nazionale della popolazione residente, che ancora per il 2017 riguarderà un numero contenuto di comuni e quindi non sarà efficace, anche se gli abitanti di quei primi comuni ne potranno già fruire, mentre gli altri servizi gradualmente nel corso del 2017 li vedremo crescere, compreso Italia Login che offrirà un primo set di servizi ad ogni cittadino con credenziali SPID nel corso del 2017.

Cosa si può fare ora nel campo dell'innovazione digitale che non ha bisogno della politica, ma solo dell'azione fattiva dell'amministrazione?

Nel corso del 2017 e del 2018, compatibilmente con le risorse umane e finanziarie disponibili, ogni pubblica amministrazione potrà fare molto per garantire servizi digitali in logica di vera cittadinanza digitale, ma la vera sfida nei prossimi due anni sarà quella di saper coinvolgere in questo processo i soggetti privati che concorrono a garantire la vera cittadinanza digitale a cittadini e imprese. Se posso accedere con le credenziali SPID al mio fascicolo sanitario elettronico, devo poter accedere anche al mio conte corrente on line o al portale dei servizi dei diversi fornitori di energia, meglio ancora dovrei poter utilizzare i miei dati e i miei servizi digitali, erogati da pubbliche amministrazioni o soggetti privati in modo indifferente ed utile per tutti, a quel punto potremo davvero cominciare a parlare di cittadinanza digitale.