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Agenda 2030, FORUM PA 2017 accetta la sfida. Giovannini: "Dal Governo pochi segnali, il modello di sviluppo sostenibile parta dalle città"

Un piano strategico nazionale per lo sviluppo sostenibile, una politica energetica e azioni contro la povertà e l'inclusione attiva. E ancora, un rafforzamento delle politiche del lavoro e un piano nazionale per i comuni. Queste sono alcune delle azioni che il Governo dovrebbe realizzare per rispondere agli obiettivi per lo sviluppo sostenibile che l'ONU ha individuato con priorità entro il 2030. L'edizione 2017 di FORUM PA sarà all'insegna della sostenibilità e di come la pubblica amministrazione debba lavorare per il raggiungimento. Ne abbiamo parlato con Enrico Giovannini, ex Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta e oggi portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile

Foto di Stefano Corso per FPA

Giunto alla ventottesima edizione, FORUM PA accoglie la sfida lanciata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre 2015: lavorare per uno sviluppo sostenibile dei territori, delle città e della qualità della vita delle persone ponendosi 17 SDGs (Sustainable Development Goals) e 169 sotto-obiettivi, che riguardano tutte le dimensioni della vita umana e del Pianeta e che dovranno essere raggiunti da tutti i paesi del mondo entro il 2030. Dal 23 al 25 maggio, presso il Roma Convention Center – La Nuvola, FORUM PA offre una programmazione fitta di convegni, tavoli di lavoro e momenti di networking orientati a far sì che gli SDGs divengano un impegno pluriennale e persistente di tutti i soggetti economici e sociali. Con l’adozione dell’Agenda 2030 da parte dell’ONU, il cui avanzamento viene monitorato dall’High Level Political Forum (HLPF), non solo è stato espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, ma si è superata l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale, a favore di una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo.

“E’ la prima agenda integrata per politiche economiche, sociali e ambientali che il mondo abbia mai condiviso” commenta a forumpa.it Enrico Giovannini, ex Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Letta e oggi portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis). “Significa – prosegue - riconoscere le disuguaglianze, le tensioni sociali e la crisi di governance attuale come risultanze di un modello di sviluppo che non regge più e va ripensato integralmente”.

Un cambiamento epocale, quindi, in cui governi, imprese e società civile di tutti i paesi sono chiamati a contribuire. La prova può essere vinta solo disegnando processi decisionali e attuativi aperti e partecipati. Va da sé che al centro del cambiamento si colloca la pubblica amministrazione: “La PA è uno snodo fondamentale di ogni società, non solo perché definisce le regole e il funzionamento delle istituzioni che presiedono agli elementi chiave dell’Agenda 2030 – prosegue Giovannini – ma perché viene richiesta una visione integrata dei diversi aspetti. E questo è compito della politica, ma più di tutto dei governi locali. Se si vuole evitare che lo sviluppo sostenibile rimanga lettera morta, questo deve realizzarsi prima di tutto sui territori e le Regioni hanno un ruolo chiave in questo passaggio”.

"Agenda 2030: una sfida per il paese, una sfida per la PA" il convegno di FORUM PA 2017 con la partecipazione di Jeffrey Sachs, Director of The Earth Institute, Columbia University

E’ a livello locale, infatti, che l’insostenibilità esplode, per buona pace delle strategie e dei piani di innovazione definiti dalle cabine di regia. Pensiamo alla città di Taranto e al caso Ilva: ambiente, salute e lavoro diritti fondamentali entrati in tale conflitto da danneggiare profondamente la vita di una comunità. Oggi sono proprio quella comunità e amministrazione locale che devono lavorare ad un nuovo modello di sviluppo sostenibile. “Non è pensabile – ci dice a questo proposito l’ex ministro – che non vi sia un piano nazionale per i comuni, in particolare per le città metropolitane. C’è bisogno di una Strategia per le aree urbane , in analogia a quanto già fatto per le aree interne, sostenuta da investimenti pluriennali orientati alla mitigazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico, dal dissesto idrogeologico e da quelli naturali, come il rischio sismico e dovrebbe essere una priorità”.

Il ruolo del Governo

Quali sono allora le azioni prioritarie su cui il Governo dovrebbe impegnarsi? L’Agenda 2030 declina un modello di sviluppo da perseguire con una strategia integrata e non settoriale, che valorizzi le interconnessioni tra gli ambiti di intervento e superi la dimensione a breve termine per privilegiare collaborazioni strutturate tra vari soggetti chiamati a titolo diverso alla sua definizione. E’ qui che si inserisce l’intervento di una regia centrale. Purtroppo l’Italia non si è ancora dotata di tale documento di indirizzo, la legge 221/2015 attribuisce la definizione della Strategia al Ministero dell’Ambiente, ma ad oggi queste linee di indirizzo – che andrebbero definite di concerto con gli altri Ministeri vista la non esclusività del fattore ambientale su tale missione - non hanno ancora visto la luce. A pesare il quadro politico sempre più complicato. Anche nella legge di Bilancio non si fa riferimento alla cosiddetta economia circolare, che estesa anche agli aspetti sociali riuscirebbe non solo a ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente, e quindi a migliorare le condizioni di vita delle persone, ma anche ad offrire nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionali.

A queste azioni si aggiungono politiche che, secondo Giovannini, non sono più rinviabili: “Una chiara posizione in materia di energia, un piano nazionale contro la povertà - i fondi stanziati per l’inclusione attiva non sono infatti ancora sufficienti – e un rafforzamento delle politiche attive del lavoro”.

All’Istat poi il compito di formulare una base dati ufficiale con gli indicatori esistenti per l’Italia tra gli oltre 230 selezionati dalle Nazioni Unite, per predisporre un adeguato strumento di monitoraggio per il conseguimento degli obiettivi. Vanno assicurate tempestività e dettaglio, perciò i dati devono essere riferiti non solo alle medie nazionali, ma anche alle disaggregazioni territoriali (in particolare per le città), per gruppi socio-economici rilevanti e per genere.
L’Istat a dicembre ha rilasciato una prima serie di indicatori. Dice a forumpa.it Giovannini: "Ma con grande ritardo e con delle limitazioni, essendo tutti facilmente riconducibili a quelli previsti già dal BES (Indicatori del Benessere Equo e Sostenibile), progetto nato dall’azione congiunta del CNEL e Istat. Sarebbe invece stato preferibile - aggiunge - costituire degli indicatori nuovi e unici , raffrontando i dati in possesso di altri enti di ricerca che producono dati rilevanti per lo sviluppo sostenibile, pensiamo all’ENEA o a ISPRA".

Se da una parte il sistema Italia zoppica, dall’altra invece c’è chi sta lavorando in piena ottica Agenda 2030. E’ il Miur che a gennaio pubblica un Avviso quadro che anticipa il piano di 10 azioni (ed altrettanti avvisi su temi specifici) che da qui a due mesi stanzierà 830 milioni di euro del PON Scuola per un sistema scolastico più aperto, inclusivo e innovativo. Ne parliamo a FORUM PA 2017.

Primi deboli segnali, in attesa che arrivi una presa di posizione forte da parte del Governo, che dia la direzione chiara alla politica italiana. Come hanno fatto ad esempio già la Francia e la Svizzera, che hanno inserito nella propria Costituzione tra i principi fondamentali lo sviluppo sostenibile.

In questo quadro FORUM PA 2017 promette di essere un evento cruciale, e non solo perché si inserisce nel calendario di eventi che caratterizzano il Festival dello sviluppo sostenibile in Italia (22 maggio – 7 giugno), ma perché si presenta come uno dei pochi luoghi deputati alla discussione, al confronto tra le amministrazioni che stanno lavorando bene (perché ci sono) e alla presa in carico di impegni da parte delle amministrazioni su temi ormai cruciali per la crescita e lo sviluppo del nostro Paese.