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Codice Appalti, la cabina di regia al lavoro sul digitale

Entro il 18 aprile di quest’anno dovrà essere emanato il Decreto Ministeriale indicato dall’art. 44 del d.lgs.50/2016 “Digitalizzazione delle procedure”, nel quale dovranno essere definite le modalità di digitalizzazione delle procedure di tutti i contratti pubblici, ossia circa 4 milioni di transazioni di acquisto e negoziazione (sia gare sia affidamenti diretti) ogni anno. Una scadenza che in molti sembrano sottovalutare

Insediata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri a dicembre 2016, la Cabina di regia sul nuovo Codice dei Contratti e delle Concessioni, come indicato dall’art.212 dello stesso codice, ha iniziato i lavori a gennaio di quest’anno. Il gruppo di lavoro coordinato da Maria Pia Giovannini, responsabile Area Pubblica Amministrazione di AgiD, ha il compito di “curare, se in caso con apposito piano di azione, la fase di attuazione del presente codice coordinando l’adozione, da parte dei soggetti competenti, di decreti e linee guida, nonché della loro raccolta in testi unici integrati, organici e omogenei, al fine di assicurarne la tempestività e la coerenza reciproca”.

Scarica il report “Il procurement pubblico: strumenti innovativi e innovazione dei processi d’acquisto”, Edizioni ForumPA

I lavori – in questa prima fase – si stanno concentrando sulle attività da effettuare ai fini della predisposizione del piano nazionale di e-procurement relativo alle procedure telematiche di acquisto. La volontà del legislatore nazionale ed europeo è infatti chiara: estendere le procedure digitali a tutti gli ambiti del processo di acquisto per motivi di trasparenza, lotta alle frodi e semplificazione e che l’orizzonte temporale entro cui ciò dovrebbe avvenire è molto vicino.

Entro il 18 aprile di quest’anno dovrà essere emanato il Decreto Ministeriale indicato dall’art. 44 del d.lgs.50/2016 “Digitalizzazione delle procedure”, nel quale dovranno essere definite le modalità di digitalizzazione delle procedure di tutti i contratti pubblici, ossia circa 4 milioni di transazioni di acquisto e negoziazione (sia gare sia affidamenti diretti) ogni anno. Una scadenza che in molti sembrano sottovalutare.

Tutto il lavoro di AgID degli ultimi anni è funzionale a questo risultato e la digitalizzazione delle procedure di acquisto e negoziazione dovrà essere naturalmente coerente con le “Regole tecniche aggiuntive per garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra sistemi telematici di acquisto e di negoziazione” recentemente pubblicate.

Anche il MIT sta convergendo nella stessa direzione, visto che la stessa BDOE (la Banca Dati nazionale degli Operatori Economici) così come descritta nel Decreto Ministeriale di prossima approvazione da parte del MIT ha tenuto conto sin dalle fasi iniziali di progettazione delle stesse Regole aggiuntive di AgID e dell’ecosistema informativo in esse disegnato.

FPA sta supportando il MIT nel processo di costruzione della BDOE e nel più generale processo di digitalizzazione del procurement pubblico.

Insomma, lo sforzo in atto da parte di tutte le Istituzioni coinvolte è davvero grande e tende ad un obiettivo comune: far comunicare davvero i sistemi tra loro uscendo dal proprio “orticello” in cui ognuno è proprietario delle informazioni e dei dati. L’obiettivo è digitalizzare i processi e semplificare le procedure sia per chi deve partecipare che per chi deve controllare; costruire insieme le regole di un pezzo del “Sistema Paese” significativo per impatto economico in termini di operatori coinvolti e fatturato: il procurement pubblico.