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Giro di vite sul procurement pubblico: ribadito obbligo Consip

Foto di Steve Snodgrass rilasciata sotto licenza CC https://www.flickr.com/photos/stevensnodgrass/9990446055

Provvedimento importante nell’ambito del Programma per la razionalizzazione degli Acquisti della PA. La circolare del 31 agosto inviata dal Ragioniere Generale dello Stato, Daniele Franco, e dal Capo Dipartimento per l'Amministrazione Generale del Mef, Luigi Ferrara, a tutte le amministrazioni centrali ribadisce l’obbligo per tutte le amministrazioni centrali di effettuare acquisti di beni e servizi “escluivamente” attraverso le convenzioni Consip.

Inoltre il documento sottolinea che relativamente a 7 categorie merceologiche (energia elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile) l’obbligo vale non solo per le PA centrali, ma per qualunque tipo di amministrazione pubblica.

Secondo quanto riportato nella Circolare il provvedimento ha il duplice obiettivo di rendere più trasparente e “tracciabile” tutto il processo di procurement della macchina statale, e di ridurre drasticamente la spesa pubblica attraverso le ottimizzazioni di scala ottenute attraverso tutti gli strumenti messi a disposizione da Consip: convenzioni, mercato elettronico pubblico, accordi quadro. Tuttavia è evidente che il risultato più atteso è il recupero di nuove risorse economiche (le prime stime parlano di circa 2/2,5 miliardi) in vista nella nuova spending review che il Governo sta preparando per inserirla della legge di stabilità 2016 e che dovrebbe aggirarsi attorno ai 10 miliardi di euro.

Sanzioni ed eccezioni

La circolare precisa che – come per altro è avvenuto fino ad oggi – le amministrazioni hanno comunque la facoltà di acquistare beni e servizi al di fuori degli strumenti Consip a patto che si rivolgano ad altre centrali di acquisto (regionali) o comunque utilizzino lo strumento dell’evidenza pubblica ottenendo un prezzo inferiore a quello indicato da Consip. Tuttavia “In tali casi i contratti dovranno comunque essere sottoposti a condizione risolutiva con possibilità per il contraente di adeguamento ai predetti corrispettivi nel caso di intervenuta disponibilità di convenzioni Consip e delle centrali di committenza regionali che prevedano condizioni di maggior vantaggio economico. La mancata osservanza delle disposizioni del presente comma rileva ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale”. Cioè il prezzo “strappato” da Consip vale comunque come benchmack, anche dopo la stipula del contratto.

A questo va aggiunto che le stazioni appaltanti hanno subito una drastica riduzione passando alle oltre 32.000 a poche decine prevista nel dl 66/2014. Il 24 luglio scorso, infatti, nel corso della prima riunione del Tavolo Tecnico dei Soggetti Aggregatori per l’acquisto di beni e servizi che svolgono funzione di centrali di committenza per le pubbliche amministrazioni, risultavano iscritte al Tavolo solo 34 soggetti selezionati da ANAC.

Entro la fine del 2015 il Tavolo dovrà individuare le categorie merceologiche e le soglie di valore al di sopra delle quali le Pubbliche Amministrazioni dovranno ricorrere obbligatoriamente alle gare svolte dai soggetti aggregatori. In questo modo si punta a far salire la quota di spesa monitorata da Consip dagli attuali 38 miliardi agli oltre 87 del 2016.