LIBERIAMO LA PA! Indagine sugli ostacoli al cambiamento della PA

FORUM PA ha chiesto ad un panel di “esperti” - operatori e stakeholder della PA – quali sono gli ostacoli al cambiamento della nostra Pubblica Amministrazione. Lo ha fatto attraverso un questionario: 4 domande a risposta chiusa e appena due giorni per rispondere. Ci hanno risposto in 1.929: e non sono esattamente le risposte che ci aspettavamo.

Le ricerche di FORUM PA - LIBERIAMO LA PA!

Perché un’indagine
Una PA efficiente, snella, chiara nelle risposte: è un’esigenza che l’amministrazione pubblica sente al proprio interno, ma ancora più è una richiesta forte di cittadini e stakeholder.

La riforma ha razionalizzato il quadro normativo, ma oggi le pastoie non sono più tanto le leggi quanto i comportamenti, i modelli di gestione, la pratica quotidiana del fare amministrazione, le condizioni organizzative e di contesto: mancanza di formazione, blocco del turnover, scelta non meritocratica dei dirigenti, proliferazione di enti inutili e di organizzazioni non efficienti, allocazione non ottimale delle risorse.

Per far correre la PA occorre liberarla da pesi che sono organizzativi e comportamentali più che normativi.

FORUM PA ha individuato alcuni di questi “pesi” e li ha raggruppati in quattro aree principali: capitale umano; assetti istituzionali e complessità organizzativa; etica pubblica; innovazione tecnologica. Ha poi chiesto ad un panel “esperto” di metterli in ordine di peso, indicando quali sono i fattori che maggiormente impediscono alla PA di prendere slancio.

I risultati

I limiti maggiori vengono individuati nella stessa struttura organizzativa della Pubblica Amministrazione. Se si analizzano trasversalmente gli item indicati dal panel quali prioritari nell’impedire alla riforma della PA di produrre un vero cambiamento, in ciascuna delle aree tematiche appare evidente che è la forma stessa dell’organizzazione ad aver bisogno di una revisione:

  • gerarchizzazione dei rapporti, impossibilità di esprimere capacità, meriti e talenti individuali;
  • autoreferenzialità: organizzazioni non tarate rispetto allo scopo che perseguono;
  • ingerenza della politica nell’amministrazione;
  • mancata coerenza tra innovazione organizzativa e innovazione tecnologica.

Queste sono innanzitutto i quattro pesi di cui disfarsi.

Ci sono altre dimensioni prese in considerazione, a cui il nostro panel attribuisce, però, un peso inferiore. Prima fra tutti la dimensione economica: l’appiattimento retributivo, i tagli lineari alle risorse economiche, la scarsità e l’incertezza degli investimenti non sono ininfluenti nel favorire il processo di modernizzazione, ma certo non sono determinanti. Allo stesso modo le dimensioni istituzionali – per esempio il federalismo – è, come dire, l’ultimo dei problemi inerenti la sfera istituzionale.

Carta d’identità di una PA vulnerabile
Il nostro Panel percepisce una PA fatta di enti isolati e poco integrati, più preoccupati di sopravvivere che di evolvere. Una PA da una parte “vecchia” dall’altra incapace di aprirsi a innovazione e talento. Ma anche una PA vulnerabile, alle prese con l’invadenza di una politica che in modo plebiscitario è individuata come il massimo ostacolo alla modernizzazione.

In definitiva l’impressione è che accanto alle necessarie manovre “micro”, giocate sulla lotta all’assenteismo, la valutazione, la premialità, la responsabilità individuale, il nostro panel senta il bisogno di una riforma “macro” che abbia il coraggio di ripensare i fondamentali di qualsiasi azienda: la missione, la visione di medio-lungo periodo, la strategia, i mezzi e l’organizzazione necessaria.


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In caso di estrazione e utilizzo di parti della ricerca si prega di citare la FONTE:
“LIBERIAMO LA PA! Indagine sugli ostacoli al cambiamento della PA" – maggio 2010, realizzata da FORUM PA.