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L’innovazione comincia dalle persone?

Uso per questo editoriale il titolo della “famosa” intervista  a Luca Attias che realizzammo nel maggio scorso e che è diventata un “caso” con quasi 35mila lettori e 320 commenti. Un vero e proprio forum costituito in forma spontanea, che abbiamo preferito non regolare e che da allora cresce ogni giorno con interventi spesso di grande interesse.  Vi ricordo il contesto: Luca Attias vinse lo scorso anno, con un plebiscito della nostra community, il premio per gli innovatori nel campo dell’ICT e lo andammo a sentire. Scoprimmo così un giovane dirigente che in sette anni di lavoro alla Corte dei Conti aveva introdotto nella sua area un approccio basato sulla valorizzazione delle competenze, riorganizzando le attività del suo ufficio in funzione delle attitudini dei singoli collaboratori.

Uso dicevo lo stesso titolo quindi, ma aggiungendo un punto interrogativo che vi devo spiegare.

Uso per questo editoriale il titolo della “famosa” intervista  a Luca Attias che realizzammo nel maggio scorso e che è diventata un “caso” con quasi 35mila lettori e 320 commenti. Un vero e proprio forum costituito in forma spontanea, che abbiamo preferito non regolare e che da allora cresce ogni giorno con interventi spesso di grande interesse.  Vi ricordo il contesto: Luca Attias vinse lo scorso anno, con un plebiscito della nostra community, il premio per gli innovatori nel campo dell’ICT e lo andammo a sentire. Scoprimmo così un giovane dirigente che in sette anni di lavoro alla Corte dei Conti aveva introdotto nella sua area un approccio basato sulla valorizzazione delle competenze, riorganizzando le attività del suo ufficio in funzione delle attitudini dei singoli collaboratori.

Uso dicevo lo stesso titolo quindi, ma aggiungendo un punto interrogativo che vi devo spiegare.

Su Saperi Pa trovi articoli ed approfondimenti sul tema dei cosiddetti Fannulloni e della Riforma Brunetta.

La maggior parte dei tantissimi commenti che da maggio in poi, ossia da quando Brunetta ha riportato l’attenzione nazionale sulla PA - nel bene o nel male - mette in evidenza una situazione disastrosa nella gestione delle risorse umane nelle amministrazioni. È impossibile riportare per intero l’elenco delle “magagne” che i nostri commentatori segnalano, ma possiamo farne grandi famiglie:

  • La prima piaga in assoluto è considerata l’assenza di meritocrazia nelle nomine (specie dirigenziali), negli incarichi, negli avanzamenti di carriera: la causa è individuata nella politicizzazione, nelle raccomandazioni, nell’assoluta assenza di valutazione.
  • Poi viene unanimemente segnalata la generale inadeguatezza della dirigenza, che è figlia di criteri di scelta così viziati. Non che non si riconoscano eccezioni, ma appunto sono eccezioni.
  • Anche la politica ha la sua parte: lontana, rapace, incapace di strategie o di pianificazione di lungo termine.
  • Infine moltissimi denunciano un Paese bloccato dalle lobby, dalle corporazioni, dagli interessi di piccoli o grandi gruppetti di potere che alla fine si scelgono l’un l’altro in una cooptazione continua.
Su saperi PA trovi articoli ed interviste dedicati ai vincitori del premio Protagonisti dell'innovazione 2008

Questo è il senso del punto interrogativo: l’innovazione può e deve cominciare dalle persone, ma può farlo se e solo se si ripristinano le regole e si aprono porte e finestre ad un’aria nuova, fatta di merito, risultati e promozione dei talenti. Altrimenti la frase diventa uno slogan vuoto.

A questo assunto e ai teoremi che ne derivano il FORUM PA di maggio dedicherà uno dei suoi approfondimenti (li abbiamo chiamati Zoom). Parleremo di criteri di selezione, di valutazione, di concorsi, di immissione dei giovani, di dirigenza, di quella “imparzialità” garantita dalla Costituzione e negata da tanta pratica. Vorremmo che ne foste protagonisti voi, tantissimi amici che in questi mesi avete scritto commenti e espresso giudizi nei nostri dibattiti: vorremmo vedervi in faccia, stringervi la mano, far sì che vi conosciate l’un l’altro per sentirvi un po’ meno soli. Stiamo studiando il modo di darvi la parola: le tecnologie sono dalla nostra parte…

Voglio chiudere con una citazione, questa volta non da un libro, ma da un commento di uno della nostra comunità virtuale che si firma A.S. 73 (spero che ‘73 sia la sua data di nascita: avrebbe 35 anni, giovanissimo per una PA che invecchia sempre più…):

Leggendo i numerosi commenti all’intervista di Luca Attias emerge un quadro più che sconfortante. Viviamo a detta di tutti nel regno delle raccomandazioni, dove la meritocrazia non viene neppure presa in considerazione. Siamo in Europa solo formalmente, aggrappati all’euro, ma in termini di senso civico non c’è nessuno più di noi che è fuori dall’Europa. L’individualismo raggiunge degli eccessi di difficile comparazione. Abbiamo i cervelli che, appena si rendono conto delle prospettive, scappano all’estero. Siamo il paese delle lobby intoccabili, quasi peggio delle caste indiane. Per uno che lavora ce ne sono almeno cinque che non fanno nulla. Non c’è nessuno che creda minimamente nell'esistenza della Giustizia. C’è un chiaro problema nel settore pubblico ma non è che il privato sia tanto meglio. La managerialità è meno di un miraggio. Se qualcuno si occupa di risorse umane diventa tristemente una specie di eroe nazionale. In questo quadro quello che è veramente arduo è trovare delle soluzioni complessive ed è il compito che propongo a tutti i lettori di questo forum per il prossimo anno. Non bastano i piccoli centri di eccellenza e i singoli fenomeni serve qualcosa di diverso e globale. Siamo pronti a qualsiasi idea ma, per favore, non proponete l’uomo forte, il dittatore, o qualcosa di simile, ci siamo già passati ed è stato senza nessun dubbio il periodo peggiore della nostra storia.
Auguro a tutti un sereno 2009.

Che dire: ci ha lanciato una bella sfida! Saremo capaci di raccogliere la palla?