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Nonsolofannulloni.it: ma ha ancora senso la strategia delle buone pratiche?

Carissimi, mai come in questi giorni il dibattito sul nostro sito è stato acceso e ricco di spunti oltre che di diversi e spesso critici pareri. Nella rubrica “parliamo di…” cercheremo di raccontarveli sommariamente e di trarre qualche conclusione, qui vorrei, invece, dire la mia sulla strategia delle buone pratiche che il Ministro Brunetta ha rilanciato e che, anche con il nostro contributo, ha dato origine al sito e allo slogan “nonsolofannulloni”. Proverò quindi a dirvi come la penso, che c’entra FORUM PA e come pensiamo di proseguire.

Carissimi, mai come in questi giorni il dibattito sul nostro sito è stato acceso e ricco di spunti oltre che di diversi e spesso critici pareri. Nella rubrica “parliamo di…” cercheremo di raccontarveli sommariamente e di trarre qualche conclusione, qui vorrei, invece, dire la mia sulla strategia delle buone pratiche che il Ministro Brunetta ha rilanciato e che, anche con il nostro contributo, ha dato origine al sito e allo slogan “nonsolofannulloni”. Proverò quindi a dirvi come la penso, che c’entra FORUM PA e come pensiamo di proseguire.

Non è una novità
Come chiunque si sia occupato di PA sa, quella di mettere in evidenza i buoni esempi non è un’iniziativa nuova. Ci sono progetti in tal senso più o meno strutturati in quasi tutti i Paesi sviluppati e anche in Italia c’è una tradizione lunghissima che nasce almeno dal 1993 quando (era Ministro Sabino Cassese) partì il concorso “cento progetti al servizio dei cittadini” proposto al Dipartimento della Funzione Pubblica da due giovani studiosi (Filippo Bucarelli e Luca Lo Schiavo). Da allora decine e decine di premi hanno testimoniato degli sforzi di piccole unità operative o di grandi amministrazioni verso una maggiore qualità del servizio. Noi stessi di FORUM PA abbiamo dato vita a tante iniziative premiali: da “Regionando” a “FORUM PA Salute”, da “PA Aperta” a “SFIDE”, sino al premio “Innovatori della PA” che quest’anno ha visto per la prima volta la partecipazione come giudice della nostra community (oltre 50.000 votanti).

Cosa c’è di nuovo questa volta
La novità evidente di oggi non è, quindi, nell’idea di divulgare le best practice e neanche di “premiare i bravi” (più o meno lo sento dire da una ventina d’anni), ma nell’autorevolezza del “commitment” politico. Per la prima volta la spinta non parte dagli studiosi o dai comunicatori o da noi stessi del FORUM PA (che per altro, come sapete, siamo una realtà privata), ma direttamente dal Ministro che ha inteso in questo modo comunicare chiaramente una strategia. Lo ha fatto chiarendo anche che è solo un primo passo verso una generale introduzione della premialità e del riconoscimento del merito che dovrà avere poi riscontro nella tornata contrattuale in atto. Qui è la scommessa: usare questi esempi come “bandiera” per proclamare la fine della distribuzione a pioggia degli incentivi e delle valutazioni  tutte uguali (specie dei dirigenti) e l’avvento del tempo della meritocrazia.

Cosa si è fatto
Per metter su questo sito di esempi-bandiera il Dipartimento della Funzione Pubblica e FORUM PA hanno raccolto esempi di cose già fatte e abbondantemente note e le hanno presentate perché fossero da una parte da stimolo per un inventario più ampio, dall’altra parlassero a tutti i cittadini italiani raccontando, seppur sommariamente, di “un’altra PA” rispetto a quella dei disservizi, delle file, della burocrazia ottusa che pure in tanti sperimentano ogni giorno. Un invito, quindi, a guardare oltre e a formulare giudizi meno sommari e più meditati. Così abbiamo raccontato, a solo titolo esemplificativo e senza alcun intento di affermare che siano in assoluto le migliori, cento “storie” di buona pubblica amministrazione in cui ci siamo imbattuti in questi ultimi mesi. Altre cento arriveranno a breve.

I rischi e le opportunità

E’ chiaro che appena qualcuno fa una lista dei “bravi” c’è subito qualcun altro che protesta o che ne contesta la validità. Ora, come ho detto, l’intenzione del Ministro (e modestamente la nostra) non era quella di segnalare “i migliori”, ma di mettere in evidenza letteralmente “alcuni buoni esempi”. Si tratta inoltre di “fatti”, di risultati, non di persone, che sono citate solo per permettere approfondimenti e per legare un nome a ciascuna attività.

Ciò detto è chiaro che ci saranno in Italia per ciascuna “storia” esposta altre storie analoghe o forse anche migliori che non sono state messe in evidenza. E’ altrettanto certo che i meriti delle storie citate non sono ascrivibili solo ai nomi citati, ma sono sempre lavori di squadra.

Vale la pena allora di fare un elenco? A mio parere comunque sì perché costituisce materia di riflessione, perché rende tangibile e verificabile l’impegno di tanti dipendenti coraggiosi, perché dà una prova concreta che “si può fare”.  Si tratta, inoltre, di un elenco aperto che contiene un esplicito invito a proporre la propria storia, a segnalare un caso, a far sentire la propria voce.

Qualcuno, infine, si è lamentato del titolo dell’iniziativa “non solo fannulloni!” , rilevando che ci sarebbe in questo un implicito giudizio che additerebbe tutti gli altri appunto come fannulloni. A me sembra invece che questo titolo si rivolga a tutta l’opinione pubblica, martellata almeno da due anni (dalle prime uscite di Ichino) da sommari giudizi sui dipendenti pubblici, e che voglia affermare che, se è vero che esistono anche i fannulloni nella PA, come dappertutto, c’è però ben altro: c’è impegno, professionalità, creatività, dedizione.

Come far sì che tutto questo sia utile

Se ci fermassimo qui avremmo solo buttato un sasso in uno stagno facendo più schizzi che utile. Come proseguire allora? A mio parere tre sono le strade da percorrere: la prima deve portare ad un’iniziativa premiale, rigorosa e con parametri di valutazione chiaramente esplicitati, che individui tramite un concorso le amministrazioni che hanno ottenuto concreti e misurabili risultati nel miglioramento del servizio e/o nella riduzione dei costi. Si tratta del concorso che gli Uffici del Ministro Brunetta stanno preparando e che vedrà la luce tra pochi giorni. Non più, quindi, segnalazioni, ma valutazioni formalmente corrette. La seconda strada, ed è la più difficile, deve puntare a far sì che questa iniziativa trovi riscontro nei contratti sotto forma di effettivo riconoscimento del merito. La terza, infine, non può che essere l’ascolto interessato e attento di tutte le storie di buona pubblica amministrazione che non sono ancora emerse e che meritano invece riconoscimento e divulgazione.

Ma che c’entra FORUM PA?
Se le prime due strade non possono che essere di competenza delle Istituzioni, proprio quest’ultimo compito, quello dell’ascolto, è quello che FORUM PA vuole svolgere. Da oggi ci occuperemo quindi scovare e di dare spazio a tutte le storie di cui nessuno ha ancora parlato e lo faremo con tre mezzi:

  • dando voce alle vostre voci: mandateci idee, commenti, storie, esempi e noi ne faremo tesoro;
  • attivando le decine di “reti” (formali e informali) e di associazioni che intercettiamo nel nostro lavoro  perché segnalino le “buone pratiche” di cui sono testimoni;
  • costruendo appuntamenti nelle regioni e nei territori per ascoltare direttamente “sul posto” le storie di buona pubblica amministrazione, ma anche per discutere insieme di ostacoli, rischi e opportunità che si presentano a chi ha il coraggio di cambiare.

Insomma, in una parola, anche in questo caso cercheremo di fare il nostro lavoro: essere il luogo di ritrovo degli innovatori ed essere broker  dell’innovazione nella PA. Ce la faremo solo se ci aiuterete, come state facendo, anche con le vostre critiche che, anche se a volte aspre, sono sempre gradite e danno testimonianza di una relazione ricca e vitale.

Rispondo in conclusione alla domanda del titolo: ha ancora senso una strategia basata sulle buone pratiche? La risposta è sì, ma … solo se:

  • non è episodica, ma diventa un habitus di tutta la PA a cominciare dai suoi vertici politici;
  • è impegnata a trarre insegnamenti e modelli che siano generalizzabili e ad usarli per assegnare risorse e premialità;
  • è seria: definisce criteri e obiettivi e non li cambia ogni stormir di foglie;
  • spinge le amministrazioni a comunicare e a mettere in comune, su scala nazionale e non solo locale, i risultati conseguiti in un’ottica si scambio, di confronto e, perché no?, di giusto riconoscimento del merito per i settori responsabili.
  • last but not least è umile: sa che quel che si vede e solo una piccola parte della realtà ed è, quindi, disposta ad ascoltare e a muoversi dal palazzo per andare incontro sul territorio alle singole amministrazioni.