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Partecipazione e Accountability: le amministrazioni finaliste del Premio OpenGov Champion

Il Premio OpenGov Champion è organizzato e promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con l’Open Government Forum. Ecco le 10 amministrazioni finaliste per la categoria “Partecipazione e Accountability".

Foto di digitaljournal.com in licenza CC - https://www.flickr.com/photos/digitaljournal/2926760169/in/photolist

Riconoscere e valorizzare nelle organizzazioni pubbliche italiane l’adozione di pratiche ispirate ai principi fondanti dell’amministrazione aperta. Questo l'obiettivo del Premio OpenGov Champion, organizzato e promosso dal Dipartimento dellaFunzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con l’ Open Government Forum .

Le organizzazioni della società civile che aderiscono all’Open Government Forum hanno valutato le 232 candidature ammesse al Premio e selezionato 31 amministrazioni finaliste. La prossima settimana verranno comunicate le tre amministrazioni Champion, una per ciascuna categoria.

Ecco le amministrazioni finaliste per la categoria “Partecipazione e Accountability”.

AUTORITA’ DI BACINO DISTRETTUALE DELLE ALPI ORIENTALI
INIZIATIVA: UN PERCORSO INNOVATIVO DI CONSULTAZIONE PUBBLICA PER I PIANI DI GESTIONE DELLE ACQUE E DEL RISCHIO DI ALLUVIONI

L’Unione Europea riserva ai cittadini un ruolo chiave nel processo di redazione dei piani e programmi derivanti da direttive comunitarie, incoraggiandone la partecipazione attiva.

Nell’ambito della Direttiva Alluvioni (2007/60/CE) e della Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE) l’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali ha pubblicato a marzo 2016 rispettivamente il “Piano di gestione del rischio di alluvioni” e il “Piano di Gestione delle acque” (d’ora in poi per brevità Piani), per la gestione coordinata a scala di distretto, funzionale alla tutela DALLE acque e alla tutela DELLE acque; il territorio interessato è il distretto idrografico delle Alpi orientali con un’estensione di circa 35000 kmq e corrispondente sostanzialmente al Triveneto.

Incentivare il dialogo e la mediazione, come richiesto a livello comunitario, è stato strategico nell’elaborazione dei Piani.

Il percorso di partecipazione è durato oltre due anni e mezzo garantendo informazione costante a 3000 soggetti portatori d’interesse (Stakeholders) individuati inizialmente mediante una mappatura preliminare che comprendesse le principali componenti delle amministrazioni, della società civile, delle comunità locali e delle realtà produttive potenzialmente interessate dagli effetti dei Piani. Durante il percorso la partecipazione è stata lasciata comunque sempre aperta per garantire un auspicato processo di auto-configurazione che ha portato di fatto a raddoppiare i contatti.

Un’accurata organizzazione di 76 incontri in 11 sedi (focal point) distribuite nel territorio e circa 13000 km percorsi, hanno favorito il confronto diretto tra i soggetti portatori di interesse e i tecnici dell’Autorità di bacino e delle Amministrazioni regionali e provinciali durante tutte le fasi di costruzione dei Piani.

Un’opportunità colta da circa 3000 soggetti complessivamente presenti agli incontri (in media sono state registrate 40-50 presenze per incontro).

Alle tradizionali modalità di illustrazione dei contenuti sono state affiancate altre modalità di facilitazione e di scambio costruttivo di idee e contributi, attraverso: mappe delle questioni, confronti per ambiti tematici o focus group, gruppi di discussione, confronto con altre esperienze europee.

I portatori di interesse hanno dunque potuto contribuire in maniera sostanziale alla definizione delle scelte di piano, quali ad esempio il quadro conoscitivo, le questioni in gioco e le linee di azione.

Le modalità utilizzate durante il percorso per la definizione delle priorità con i partecipanti, sono state anche replicate in successive iniziative di formazione per docenti in Regione Veneto.

Durante la fase finale del percorso è stata sperimentata anche la partecipazione in streaming, che ha notevolmente ampliato le presenze con oltre 300 visualizzazioni durante gli eventi o successivamente.

In definitiva l’intensa attività di consultazione sopra descritta, interamente attuata con risorse finanziarie ed umane interne, rappresenta un esempio molto significativo di partecipazione pubblica per la capacità che ha dimostrato di raccogliere dal territorio istanze, questioni e competenze che hanno contribuito alla redazione di due Piani più completi e condivisi.

AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE ADRIATICO ORIENTALE
INIZIATIVA: IL SINFOMAR, PORT COMMUNITY SYSTEM DEL PORTO DI TRIESTE

PORT COMMUNITY SYSTEM (PCS) - La digitalizzazione e la dematerializzazione dei processi chiave del Porto di Trieste è ormai una realtà grazie all'attivazione del Sinfomar, la piattaforma ad uso condiviso destinata a soggetti pubblici e privati, locali e nazionali.

Il PCS, realizzato nel 2014 con software di tipo open source gratuito e finanziato anche con contributi derivanti da fondi europei, consente ad un importante numero di utenti, ma in prospettiva ad numero illimitato, di dialogare informaticamente sia tra di loro, che con le singole autorità locali e nazionali (Autorità di Sistema Portuale, Prefettura, Polizia di Frontiera, Guardia di Finanza, Dogana, Ufficio di Sanità Marittima, Punto di Ispezione Frontaliera, ecc.) in maniera integrata e senza aggravio di costi.

Sinfomar è stato progettato per poggiarsi su tre pilastri: navi e merci, persone, treni.

Il modulo navi e merci è l'unica piattaforma portuale italiana ad essere interconnessa al mondo doganale (sistema AIDA), ed è alimentata dagli agenti marittimi, che con le stesse modalità operative dettate dal mondo doganale, operano la trasmissione digitale delle informazioni inerenti il viaggio nave e le merci trasportate.

In questo contesto è stata realizzata la prima e più importante fase di integrazione: la gestione completamente dematerializzata della definizione e riscossione della tassa di imbarco e sbarco delle merci. In passato la gestione veniva operata attraverso una modalità esclusivamente cartacea con un enorme dispendio di risorse.

Gli spedizionieri hanno la possibilità di prenotare il pagamento e quindi movimentare le merci immediatamente, riducendone drasticamente le tempistiche e recandosi presso gli uffici doganali con cadenza quindicinale per la sola esazione del dovuto.

Il modulo treni, avviato in produzione da pochi mesi e sostenuto da specifica ordinanza, ha dettato nuove regole per la gestione dei convogli ferroviari in arrivo e partenza dal porto di Trieste. Nel mese di luglio è previsto un ulteriore passo in avanti verso la parificazione del movimento dei treni con quello delle navi, utilizzando regole similari, di sicuro più rodate e certificate.

Il modulo persone è invece costituito dal censimento dei soggetti operanti all'interno del mondo tecnologico portuale. In seguito ad una mappatura dei processi, ogni azione compiuta dai soggetti attivi è stata tracciata con lo scopo di ricostruire la catena di responsabilità ed aumentare progressivamente la qualità dei dati monitorati. Tra i prossimi step, da sottolineare la realizzazione del ""preavviso di arrivo delle merci su strada"", che insieme ai moduli ""nave"" e ""treno"" chiuderà la tracciabilità delle modalità di arrivo e partenza delle merci in porto; e la realizzazione di un'interoperabilità system-to-system che riduca ulteriormente i tempi di alimentazione dei dati e i margini di errore nell'inserimento.

COMUNE DI ANCONA
INIZIATIVA: IL BILANCIO PARTECIPATO
CITTADINI che si trasformano in AMMINISTRATORI E PROGETTISTI !!!

Potremmo riassumere con queste 2 parole l’innovativa iniziativa che questa Amministrazione ha ideato: un Bilancio Partecipato in cui alcuni cittadini, scelti con casualità, per alcuni mesi diventano dei veri progettisti su idee espresse da loro concittadini. L’iniziativa, che rappresenta un innovativo strumento di ascolto, confronto ed elaborazione di progetti, si è rilevata un’occasione unica e diversa dalle precedenti esperienze, perché ha consentito a tutti i cittadini di manifestare in modo fattivo le loro esigenze comuni, mettendoli nelle condizioni - attraverso adeguata formazione - di ideare e realizzare in prima persona i loro progetti.

In sintesi i principali obiettivi che il bilancio partecipato ha perseguito sono:

•facilitare il confronto con la cittadinanza e promuovere scelte e decisioni condivise;

•far comprendere le effettive leve finanziarie e tecniche su cui un amministratore può agire per soddisfare i bisogni della collettività amministrata;

•rispondere in modo più efficace alle necessità dei cittadini e assicurare una maggiore corrispondenza tra bisogni da soddisfare e risorse disponibili;

•coinvolgere i cittadini nel processo della gestione pubblica attraverso forme di democrazia.

•far acquisire loro competenze tecniche che avvicinano il cittadino al dipendente ed amministratore pubblico.

In base ad un regolamento consiliare, il percorso del Bilancio Partecipato ha alternato fasi in cui tutta la città è stata coinvolta a fasi in cui un gruppo di cittadini, estratti casualmente su base anagrafica, ha sviluppato progetti in diretta collaborazione con gli uffici comunali. In particolare, il cronoprogramma con le fasi di attuazione si è articolato in questo modo:

1.(gennaio-febbraio 2016) Estrazione del gruppo dei partecipanti al Bilancio Partecipato di almeno 100 cittadini residenti su base anagrafica. Sono stati spediti 686 inviti per raggiungere la composizione prevista dal regolamento.

2.(marzo-aprile 2016) Formazione del gruppo dei partecipanti ad opera degli uffici del Comune di Ancona e dell’Università Politecnica delle Marche

3.(maggio-giugno 2016) Call a tutta la città: “Dì la tua” richiesta di idee per rendere la città più vivibile. Ricevute 90 proposte da parte dei residenti.

4.(luglio 2016) Il gruppo dei 100 cittadini estratti esamina le idee e sceglie quali trasformare in veri progetti. Vengono selezionate 4 idee e si formano altrettanto sottogruppi affidati ad un funzionario-tutor del Comune di Ancona.

5.(agosto-ottobre 2016) Ciascun sottogruppo elabora un progetto con l’assistenza del tutor e lo presenta alla città. Il progetto presentato poteva essere considerato progetto definitivo cantierabile, da parte della Direzione comunale competente, in quanto era dotato di budget e di un capitolato di massima.

6.(novembre 2016) I progetti sviluppati e presentati alla città (attraverso stampa, social e televisioni locali) sono votati on-line dai cittadini. Ogni sottogruppo si è impegnato per pubblicizzare il proprio progetto. I componenti hanno socializzato tra loro ed hanno speso energie psico-fisiche fondamentali per la riuscita dell’iniziativa. Ciò ha comportato anche un effetto “trascinamento” della cittadinanza che si sta già replicando nella seconda edizione, attualmente in corso.

7.(dicembre 2016) sulla base della capienza del budget, i progetti più votati vengono finanziati con apposite risorse del bilancio preventivo 2017/2019.

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
INIZIATIVA: PARTECIPAZIONE SUL PIANO PER LA SALUTE DEL TRENTINO 2015-2025

La legge sulla tutela della salute della Provincia di Trento (Lp 23 luglio 2010, n. 16) prevede l'attivazione di processi partecipativi per la definizione e l'attuazione di politiche della salute. Sulla base di tale norma, il “Piano per la salute del Trentino 2015-2025” – con valenza strategica e di indirizzo per le politiche provinciali sulla salute nei prossimi dieci anni - è il risultato di un percorso di partecipazione e consultazione pubblica che ha coinvolto sia i portatori di interesse della sanità e del sociale, sia la cittadinanza. La consultazione pubblica è avvenuta in due fasi: dicembre 2014/gennaio 2015 per gli “esperti” (operatori del settore, professionisti impegnati nei servizi, enti e istituzioni, che si occupano di salute); aprile/giugno 2015 per tutti i cittadini. La prima bozza di Piano è stata elaborata dal Dip. Salute e solidarietà sociale, è stata presentata in molte occasioni pubbliche e messa online su ioPartecipo (piattaforma sul modello dei media civici in uso a livello internazionale) in modo da favorire la partecipazione di tutti, oltre che dare massima visibilità e trasparenza all’iniziativa. I contenuti emersi nel corso del processo partecipativo sono stati valutati in base a: coerenza; fattibilità (esperienze già maturate in altre realtà), rinviando le proposte di dettaglio alle fasi attuative del Piano. Perché attivare un percorso partecipativo? Per supportare un cambiamento culturale sulla salute, non solo assenza di malattia: salute e apprendimento, rispetto per l’ambiente, produttività del lavoro e coesione sociale. Per poter raccogliere osservazioni e contribuiti provenienti da tutte le realtà, sono stati coniugati strumenti informatici con tecniche più classiche di partecipazione, in modo da andare incontro ai cittadini e accogliere il loro punto di vista. Inoltre, su ioRacconto (piattaforma web) è stata fatta comunicazione di tutte le iniziative (promozione e restituzione). La partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni di categoria in entrambe le fasi è stata buona: ca 5500 gli accessi, 3400 la partecipazione attiva che ha formulato 137 nuove proposte, ca 19000 gli accessi in visualizzazione delle pagine. Il documento di Piano è stato riscritto, integrato e modificato rispetto alla versione iniziale. Sono stati integrati in forma sintetica circa due terzi dei contributi (commenti, proposte, osservazioni); aggiunti nuovi ambiti di intervento mantenendo la struttura del Piano agile e fruibile. La fase di restituzione è avvenuta in occasione di presentazioni pubbliche, oltre all’invio di email per comunicare a ciascun partecipante cosa era avvenuto del suo contributo. Il piano è stato oggetto di una pubblicazione monografica della World Health Organization (WHO)–Europe, dove si evidenzia come il processo partecipativo della Provincia di Trento nell’elaborazione del “Piano Salute” sia un’esperienza da proporre a livello internazionale come best practice.

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
INIZIATIVA: OPEN GOVERNMENT PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DI SERVIZI PER IL TRASPORTO PUBBLICO

La Direzione generale dei trasporti della Regione Autonoma della Sardegna gestisce circa 65 contratti di servizio con aziende di trasporto pubblico locale e regionale (urbane e extraurbane) per le tre modalità gomma, ferro e mare (16.000 corse in tutto il territorio regionale), con un contributo pubblico di 210 milioni di euro (170 regionali e 40 statali). Principale oggetto dei contratti di servizio sono i programmi esercizio: linee, corse, orari dei servizi. La carenza di risorse umane e finanziarie appositamente destinate non ha mai consentito di eseguire il monitoraggio e la vigilanza efficace dei servizi.

La pubblicazione degli Open data sull’ intera offerta di trasporto pubblico della Sardegna (vedasi progetto “OPEN DATA offerta Trasporti pubblici della Sardegna” finalista nella Categoria “Trasparenza e Open Data”) ha consentito, attraverso la nascita spontanea di applicazioni dedicate, la diffusione delle informazioni sui servizi presenti nel territorio, rendendo maggiormente edotti i cittadini sulla strutturazione dei servizi.

Prevedendo che la maggiore trasparenza avrebbe potuto stimolare la partecipazione civica, la direzione generale ha messo a disposizione degli utenti un servizio web (http://www.sardegnamobilita.it/disservizi/) , con attenzione all’usabilità e all’esperienza utente, dove gli utenti del trasporto pubblico locale e regionale possono segnalare i disservizi rilevati nel territorio regionale.

Al momento dell’invio della segnalazione, il sistema inoltra una notifica automatica sia all’azienda di trasporto che alla Regione. L’azienda, come da circolare appositamente emanata dalla Direzione generale, deve gestire la segnalazione e comunicare periodicamente alla Direzione quali sono state le azioni correttive in riferimento a ogni singola segnalazione.

Il servizio è stato strutturato sulla base dei parametri che caratterizzano la qualità, che sono oggetto di obbligazioni giuridicamente vincolanti, assunte dalle aziende nei contratti di servizio.

La Regione si è inoltre dotata di un sistema di reportistica, in back office, che permette l’immediata catalogazione delle segnalazioni. Tale sistema consente ai funzionari di eseguire delle estrazioni per rilevare le segnalazioni pervenute per periodo temporale, per modalità di trasporto, per azienda, per tipologia di disservizio.

Dal dato statistico rilevato è possibile individuare quale, tra i parametri che caratterizzano la qualità, è maggiormente rilevante per gli utenti e quindi intervenire, in accordo con le aziende di trasporto, con azioni indirizzate all’aumento della domanda di trasporto pubblico.

La partecipazione civica ha il duplice fine di rendere più efficace il monitoraggio e la vigilanza da parte della Regione e aumentare la soddisfazione degli utenti, i quali avranno evidenza, nei rapporti periodici sulle segnalazioni pubblicati dalla Regione, delle attività messe in atto dall’Amministrazione e dalle aziende, per la soluzione delle criticità rilevate.

Il servizio è attivo da settembre 2016, è stato pubblicizzato attraverso l’affissione di locandine adesive in tutti i mezzi, le fermate e le stazioni del trasporto pubblico della Sardegna e sono pervenute (al 31 maggio 2017) circa 200 segnalazioni. Tutte le azioni descritte sono state realizzate con l'unico costo della stampa pubblicitaria. I servizi web, la progettazione e gestione dei database, sono stati realizzati grazie alla valorizzazione delle competenze della direzione generale dei trasporti.

REGIONE CAMPANIA
INIZIATIVA: CAMPANIA PARTECIPA: I CITTADINI PROTAGONISTI E LA POLITICA RESPONSABILE

La Regione Campania, con la Legge Regionale 11/2015 «Legge di semplificazione 2015», ha introdotto nel proprio ordinamento una disciplina organica volta al miglioramento della qualità della regolamentazione e alla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali regionali, prevedendo che tutti i disegni di legge di Giunta siano preventivamente condivisi con i cittadini e gli stakeholders secondo modalità trasparenti, anche al fine dell’Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR).

Secondo la normativa regionale, ogni qual volta l’autorità politica o amministrativa avvia la redazione di un disegno di legge, deve preventivamente redigere le linee generali dell’intervento normativo e sottoporle alla consultazione pubblica e trasparente di cittadini e stakeholders. Le consultazioni possono essere svolte per via telematica attraverso il sito internet istituzionale della Regione o secondo le modalità tradizionali dell’incontro in presenza.

Sulla base delle consultazioni pubbliche, viene elaborato il testo del provvedimento che è corredato da una AIR dettagliata in cui sono registrate e documentate tutte le consultazioni, gli esiti delle stesse ed il recepimento o meno delle proposte avanzate dai cittadini, rendendo la procedura e le proposte pubbliche trasparenti. Secondo la legge regionale, il mancato rispetto di questa procedura impedisce l’esame del DDL da parte del Consiglio regionale.

Dall’entrata in vigore della procedura istituzionalizzata (dal 15/05/2016 al 31/03/2017), sono state elaborate 16 AIR per altrettanti disegni di legge presentati, invitando alle riunioni in presenza più di 50 soggetti (tra associazioni, singoli e organizzazioni), ovvero, tramite comunicazione formale più di 150 organizzazioni operanti nel territorio regionale, in aggiunta ai numerosi contatti ricevuti tramite il sito internet istituzionale.

L’istituzionalizzazione della procedura ha determinato 3 risultati:

1. ha permesso di coadiuvare il legislatore regionale nell’adozione di norme che garantiscono la coerenza e l’efficacia delle politiche pubbliche, l’incremento dell’efficienza e la riduzione degli oneri burocratici, la trasparenza dei processi decisionali, l’accountability della Pubblica amministrazione, il controllo della burocrazia;

2. ha innovato il rapporto dell’Amministrazione con il cittadino e con la società civile, coinvolgendo effettivamente gli stakeholders nel processo decisionale della Giunta regionale e creando così un canale di comunicazione bidirezionale;

3. ha consentito di dare piena e concreta attuazione alla normativa europea e nazionale vigente in materia, realizzando anche un riassetto interno delle competenze e delle procedure in modo da assicurare un’approvazione tempestiva e condivisa dei disegni di legge.

REGIONE EMILIA ROMAGNA
INIZIATIVA: IO PARTECIPO+ LE PIAZZE DELLA PARTECIPAZIONE

Nell’estate 2013 la Regione Emilia-Romagna ha messo online il nuovo sito di strumenti per la partecipazione ioPartecipo+. Partendo dalle significative esperienze di e-democracy realizzate fin dal 2004 il nuovo progetto - sviluppato con un’intensa attività di progettazione partecipata - si è posto l’obiettivo di realizzare uno spazio web che stimoli ed agevoli la partecipazione dei cittadini dell’Emilia-Romagna alla definizione, realizzazione e/o valutazione delle politiche regionali, offrendo un’informazione completa e sinottica e attuando anche un principio di trasparenza.

Il risultato è un ambiente che utilizza la metafora della “piazza” per ricreare in uno spazio virtuale relazioni e discussioni sulle politiche pubbliche. Le “piazze della partecipazione” offrono strumenti che vanno dai classici forum, ai blog, a sondaggi o questionari per discutere e scegliere tra le soluzioni possibili. Ma grande spazio è dato anche alla comunicazione, requisito di base per ogni processo di partecipazione che voglia essere trasparente e inclusivo, con una forte integrazione agli altri siti regionali e ai social media più diffusi (Facebook e Twitter) che possono essere utilizzati dai cittadini anche per accedere al sito senza ulteriori registrazioni.

Le risorse necessarie all’apertura di una nuova Piazza sono quelle relative alla disponibilità di personale interno da dedicare, ovvero di un Responsabile del processo (che risponda sia agli stakeholder interni sia a quelli esterni), una risorsa per la redazione dei contenuti, comunicazione e rendicontazione delle attività, e una risorsa dedicata alla moderazione delle discussioni.

Per mettere a sistema il know-how maturato, nel 2015 è stata realizzata la “Guida metodologica per la realizzazione di processi di partecipazione integrati”, che fornisce alle Strutture dell’amministrazione regionale indicazioni metodologiche ed operative per la realizzazione, la comunicazione e la valutazione di processi partecipativi, sulla base delle esperienze concrete realizzate dalla Regione.

Contemporaneamente attraverso un lavoro di codesign è stata “disegnata” la Mappa del servizio e messo a punto un Toolkit utile per la gestione dei processi, sia dal punto di vista metodologico che della loro promozione e verifica. Si tratta di strumenti e servizi che, consentendo di progettare e gestire processi in autonomia e con risparmio di risorse, hanno aperto una nuova frontiera: quella del supporto al sistema degli enti locali. Dal suo avvio ioPartecipo + ha ospitato complessivamente 21 policies e 30 piazze/processi. Dal punto di vista tecnologico la piattaforma è sviluppata su Plone, quindi è nativamente opensource e ne è possibile il riuso. Nell'anno in corso, dopo un’analisi dei bisogni rilevati attraverso interviste, sono stati progettati e sono in corso di sviluppo due strumenti: un Corso in e-learning (su piattaforma SELF -sistema di e-Learning federato della Regione) “Esperienze di partecipazione. Progettare e gestire processi partecipati” che rielaborando la Guida metodologica “PartecipAzioni: sostantivo, plurale.” intende fornire ai fruitori di ioPartecipo+ (strutture interne alla Regione, ma anche amministrazioni del territorio) competenze metodologiche ed operative per la gestione di processi partecipati, e alcuni tutorial online per supportare i redattori delle piazze. Questi strumenti saranno resi disponibili anche ad altri soggetti nell'ambito di progetti europei (altre regioni sia italiane che europee).

REGIONE MARCHE
INIZIATIVA: LE “SOCIAL COMMUNITY” DELLA REGIONE MARCHE

I social network tradizionali (Facebook, twitter, Instagram,Google+, ecc.) rappresentano un ottimo strumento per far conoscere le attività dell’Amministrazione Regionale, per interagire con i cittadini e per promuovere, a livello turistico e culturale, le peculiarità del territorio. Non consentono, tuttavia, di gestire le regole di comunicazione, i livelli di accesso e di visualizzazione dei dati, la privacy, la tutela del diritto d’autore, la proprietà dei dati, gli elenchi di utenti, ecc.

Per questi motivi la Regione Marche ha acquistato e attivato la piattaforma di Enterprise Social Network TEAMMEE, attraverso la quale ha avviato alcune Community tematiche relative ad istruzione (istruzione.social.marche.it), ambiente (natura.social.marche.it), semplificazione (pa.social.marche.it), trasporti (trasporti.social.marche.it), cultura (culturasmart.social.marche.it) e innovazione (innovazione.social.marche.it) all’interno di un innovativo progetto di “social collaboration”.

REGIONE SARDEGNA
INIZIATIVA: SARDEGNA PARTECIPA 3.0

La piattaforma web Sardegna ParteciPA, luogo virtuale di dialogo tematico tra cittadini, stakeholder e decisori politici, contribuisce a stimolare la partecipazione ed il confronto da parte della collettività su temi di rilevante interesse sociale, economico ed istituzionale proposti dalla Regione Sardegna.

Questa piattaforma rappresenta il primo intervento del Progetto ParteciPA 3.0 realizzato con il POR FEASR Sardegna 2007/2013 e concluso nel dicembre 2015. Sardegna ParteciPA interagisce con la collettività, cittadini singoli e stakeholder, che hanno la possibilità – accreditandosi – di partecipare alle consultazioni.

Dal 2015 ad oggi sono stati pubblicati numerosi approfondimenti su tematiche di interesse regionale - chiamati tavoli di discussione – che promuovono il dibattito e mettono a disposizione degli interessati documenti, deliberazioni della Giunta regionale e contenuti di supporto.

L’attività consultiva si è protratta fino alla conclusione della prima fase del progetto nel luglio 2016, caratterizzata soprattutto dallo sviluppo della partecipazione democratica.

In tale contesto si stanno sviluppando gli interventi di evoluzione dalla partecipazione alla democrazia deliberativa, con il coinvolgimento nelle scelte della Regione dei singoli cittadini interessati e stakeholder, che si sono iscritti attraverso accreditamento web su Sardegna ParteciPA ad un albo di cittadinanza attiva, cui è possibile attingere per la creazione di laboratori deliberativi in presenza.

I cittadini aderenti all’Albo hanno poi partecipato ad alcuni laboratori sperimentali di cittadinanza attiva che si sono tenuti tra Sassari e Cagliari.

La Regione Sardegna ha quindi programmato di superare la difficoltà costituita dal digital divide ancora presente nella comunità sarda con una proposta orientata al change management per favorire lo sviluppo del progetto in senso deliberativo e dare ai cittadini l’opportunità di contribuire attivamente alle scelte del governo, nella logica di una comunicazione bidirezionale integrata e strutturale basata su:

• azioni integrate di sensibilizzazione sul territorio con apertura di Sportelli informativi e partecipativi territoriali strategici, nei quali attuare una sinergia tra strumento web Sardegna ParteciPA e laboratori di cittadinanza attiva in presenza;

• coinvolgimento dell’intera collettività, a partire dai giovani studenti di ogni ordine e grado;

• definizione degli standard operativi per l’ottimale gestione delle attività sulla Piattaforma web in sinergia con la gestione dei laboratori in presenza sul territorio, attraverso gli strumenti del project management.

Queste attività si inquadrano in un progetto a carattere territoriale più articolato, ricompreso tra gli obiettivi strategici dei programmi della Presidenza della Regione, resi operativi da una deliberazione della Giunta dell’ottobre del 2016 che, per la prosecuzione del progetto Sardegna ParteciPA 3.0, prevede fondi POR 2014/2020.

Il secondo intervento, denominato Sportelli ParteciPA, rappresenta uno degli strumenti che la Regione Sardegna ha individuato per potenziare la multicanalità nel rapporto con i cittadini.