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Sedotta e abbandonata

In questa confusione politica con il Governo dimissionario, le elezioni alle porte, molte giunte in prematuro scioglimento, vedo spesso, non sempre e non dovunque, ma spesso, una pubblica amministrazione in stato confusionale, che mi lascia alquanto perplesso.

In questa confusione politica con il Governo dimissionario, le elezioni alle porte, molte giunte in prematuro scioglimento, vedo spesso, non sempre e non dovunque, ma spesso, una pubblica amministrazione in stato confusionale, che mi lascia alquanto perplesso.
Questo deve essere il momento della dignità del civil servant che ha coscienza del proprio ruolo, che si sente al servizio della qualità della vita dei cittadini e della competitività delle imprese. Questo deve essere il momento dell'orgoglio della professionalità, non quello della paralisi isterica (in senso psichiatrico...) della ...sedotta e abbandonata.
Certo forse questa PA qualcosa di troppo ha concesso in questi anni alla politica, certo ha detto forse qualche sì più del dovuto, certo ha spesso aspettato direttive in campi e su temi in cui aveva il diritto e il dovere di decidere da sola. Ma questo è il momento in cui è necessario sentirsi un corpo dotato di dignità professionale, pieno di talenti, ricco di sapere e di saper fare...
Ripartiamo quindi da qui: dal ruolo della PA in una nazione democratica, dalla sua indipendenza sancita dalla costituzione, dai principi guida di efficienza, efficacia ed economicità che per un lungo periodo non sono stati ricordati che con un sorrisetto di condiscendenza, come se si stesse parlando di virtù del tutto desuete...

Noi dal canto nostro teniamo la posizione e rilanciamo. Se la politica è distratta e perennemente "altrove" ripartiamo mettendo in evidenza quel che c'è e lanciando temi e riflessioni di alto profilo.
Per dimostrare subito che questo impegno è vero e che, almeno noi, non stiamo disinvestendo dal settore pubblico, oggi vi presentiamo due nuove iniziative, ma altre aspettano alla porta.

La prima, di cui siamo molto orgogliosi, è data dal programma del nostro convegno inaugurale della mattina del 12 maggio. Già dal primo giorno si capirà che l'aria è cambiata: non passerelle formali, ma un vero confronto con grandi guru mondiali.
Il titolo sarà "Creatività, innovazione, sviluppo" e il tema sarà posto dalle domande "La creatività può essere ancora alla base dell'innovazione italiana? Può ancora essere un asset chiave per il Paese e se sì a che condizioni?" Ne parleremo con Edward Prescott (premio Nobel per l'economia nel 2004 con uno studio sui cicli di sviluppo economico); Edward de Bono (il teorico della creatività, inventore del "pensiero laterale"), Isaac Getz (Management dell'innovazione; gestione delle idee e della creatività) e il nostro Giuseppe De Rita. La politica? Se ci sarà, sarà la benvenuta, altrimenti penso che di discorsi interessanti se ne possano fare lo stesso!

La seconda novità è data da un modo nuovo e più moderno di comunicare: abbiamo aperto un canale su YouTube e già questo editoriale è in audiovideo offrendo alcune possibilità di interazione in più (ad esempio chi è registrato a youtube può rispondere sia in forma testuale che video, inviando commenti o domande).
Ma ci siamo spinti un po' più in là: ci siamo messi nei panni di chi volesse sapere qualcosa di più di noi e delle nostre proposte e abbiamo realizzato sei piccoli filmati di quattro minuti ciascuno per raccontarvi cosa stiamo facendo e perché.

Per ora vi lascio con questi annunci, ma altri ne seguiranno a brevissimo...

Buona lettura e buon lavoro


Carlo Mochi Sismondi