di 

Whistleblowing, nasce la piattaforma sicura e gratuita per le PA

La legge del 2017, che regolamenta il whistleblowing, ha obbligato le PA ad utilizzare modalità informatiche e ricorrere a strumenti di crittografia per garantire la riservatezza dell’identità del segnalante, del contenuto delle segnalazioni e della relativa documentazione. WhistleblowingPA è un software gratuito per le PA, pensato da Transparency International Italia e del Centro Hermes per la Trasparenza e i Diritti Umani Digitali, per ricevere le segnalazioni e dialogare con i segnalanti, in modo sicuro, confidenziale e anche anonimo

Photo by Ben White on Unsplash

Chi meglio di un lavoratore può conoscere se si verificano illeciti o irregolarità all’interno dell’ente in cui lavora? Probabilmente nessuno. Eppure, fino al 2012 in Italia non era prevista alcuna norma per la tutela dei whistleblower, coloro che segnalano illeciti di cui vengono a conoscenza sul luogo di lavoro. Con la legge n.190/2012 (cosiddetta legge Severino) per il contrasto alla corruzione sono stati introdotti anche degli strumenti preventivi, tra cui il whistleblowing, seppur in maniera molto limitata e con riferimento al solo servizio pubblico.

Whistleblowing in Italia: i primi risultati

L’art. 54bis del d.lgs. n.165/2001 (Testo Unico sul Pubblico Impiego), introdotto dalla legge Severino, ha previsto un impianto di tutela limitato per il whistleblower nel settore pubblico e ha introdotto al tempo stesso alcuni oneri per le PA. Tra questi, l’obbligo di prevedere una procedura per la ricezione delle segnalazioni e un canale specifico per l’invio delle stesse dai dipendenti al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione, il soggetto istituito presso ogni ente pubblico deputato a monitorare l’applicazione delle norme di prevenzione della corruzione.

L’applicazione del whistleblowing da parte delle PA nei primi anni di utilizzo non è stata certamente in linea con le aspettative, soprattutto per quanto riguarda le segnalazioni interne ai singoli enti, siano essi pubblici o privati.

Il fatto che i volumi delle segnalazioni interne siano contenuti, d’altro canto, non significa che il whistleblowing non stia prendendo piede in Italia o che i potenziali segnalanti abbiano del tutto rinunciato a comunicare quello di cui hanno avuto conoscenza. Ci sono alcune rilevazioni infatti che mostrano un aumento del numero delle segnalazioni rilevanti, a partire dai dati raccolti e pubblicati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione e quelli di Transparency International Italia.

Infatti, stando ai dati del Rapporto di ANAC è evidente l’incremento di segnalazioni che l’Autorità sta ricevendo, con una lievitazione delle stesse nei primi mesi del 2018. Quest’incremento dei numeri può essere legato all’introduzione di una piattaforma informatica da parte dell’Autorità. Lo stesso Presidente Cantone, in una recente nota, ha raccomandato ai segnalanti l’utilizzo della stessa piattaforma rispetto agli altri canali abilitati, in quanto garantisce un maggior livello di sicurezza e una miglior trattazione delle informazioni.

Transparency International Italia, attraverso il servizio Allerta Anticorruzione, dà assistenza a coloro che vogliono segnalare casi di corruzione. Le segnalazioni arrivano su una piattaforma informatica, attraverso la quale è possibile dialogare anche anonimamente con i segnalanti. Nell’ultimo anno sono state ben 157 le segnalazioni ricevute.

Come cambia il whistleblowing dal 2017

A dicembre 2017 è entrata in vigore la legge 179/2017, una normativa specifica per il whistleblowing che prevede una regolamentazione del settore pubblico e privato.

Questa legge ha incrementato le tutele dei whistleblower, andando a regolamentare molti aspetti della materia che erano scoperti. Tra le principali novità della normativa la nullità delle discriminazioni nei confronti dei whistleblower, l’onere della prova in controversie tra ente e soggetto discriminato a carico dell’ente, sanzioni amministrative per chi compie ritorsioni e per i responsabili anticorruzione che non adempiano alla norma, criteri più stringenti per la protezione della confidenzialità del segnalante.

Oltre a questi elementi fondamentali, la legge prevede però un’implementazione tecnica volta a garantire maggiore sicurezza nella ricezione delle segnalazioni e un incremento della qualità delle stesse. Ogni PA, intesa in senso lato a ricomprendere anche società a partecipazione pubblica, ha l’obbligo di utilizzare modalità informatiche e ricorrere a strumenti di crittografia per garantire la riservatezza dell’identità del segnalante, del contenuto delle segnalazioni e della relativa documentazione.

Si tratta di utilizzare strumenti che già esistono e che Transparency International Italia usa dal 2014 e ANAC da inizio 2018.

Cos’è WhistleblowingPA

L’obbligo di utilizzare questo tipo di canali informatici prevede d’altro canto competenze tecnologiche non sempre in possesso dell’ente (pensiamo in particolare alle piccole amministrazioni locali, a consorzi di comuni o a enti partecipati che si occupano di servizi specifici).

WhistleblowingPA nasce dalla volontà di Transparency International Italia e del Centro Hermes per la Trasparenza e i Diritti Umani Digitali di offrire a tutte le PA un software informatico gratuito per ricevere le segnalazioni e dialogare con i segnalanti, in modo sicuro, confidenziale e anche anonimo. Partecipare dunque a questa iniziativa, frutto dell’esperienza pluriennale delle due associazioni in questo settore, permette di adempiere agli obblighi previsti dalla legge.

Ogni amministrazione che si iscrive al progetto WhistleblowingPA ha accesso alla propria piattaforma personale che sarà resa disponibile su internet ad un indirizzo specifico per ciascun ente. La piattaforma è predisposta con un questionario appositamente studiato da Transparency International Italia per il contrasto alle attività corruttive e conforme alla normativa.

L’idea alla base del progetto è che qualsiasi soggetto dell’ente, compreso lo stesso Responsabile per la Prevenzione della Corruzione, possa attivare la piattaforma senza la necessità di coinvolgere esperti informatici, di cui non sempre gli enti soprattutto meno strutturati hanno disponibilità. L’attivazione e la configurazione di una piattaforma richiedono poco più di cinque minuti, dopo di che è possibile consultare il questionario impostato e fare dei test sull’invio e la ricezione delle segnalazioni.

Non solo una piattaforma informatica

Insieme alla piattaforma informatica, il progetto prova ad assistere i Responsabili Anticorruzione anche nella predisposizione di tutte le attività complementari all’adozione di una piattaforma informatica. In particolare, vengono suggerite le modalità migliori per la pubblicazione - e la pubblicizzazione - dell’indirizzo web per le segnalazioni, vengono proposti dei testi per la comunicazione delle procedure di whistleblowing dirette ai dipendenti dell’ente e anche di coloro che collaborano con le imprese che forniscono beni o servizi all’ente stesso.

Inoltre, sono messi a disposizione materiali specifici per la comunicazione, come poster a descrizione dell’applicativo, e vengono ricordati i documenti e le sezioni dell’amministrazione trasparente da aggiornare in seguito alla modifica delle procedure di whistleblowing.

Personalizzazioni per le esigenze degli enti

Gli enti più strutturati potrebbero sentire la necessità di qualcosa in più rispetto alla piattaforma e al materiale aggiuntivo già illustrato. Proprio per questo sono possibili eventuali personalizzazioni, previa valutazione economica in rapporto alle ore di lavoro richieste.

Tra le possibili personalizzazioni ci sono l’adattamento del dominio internet, della grafica e layout della piattaforma, del questionario di segnalazione con supporto nella sua redazione, della tempistica di conservazione dei dati. È possibile inoltre organizzare sessioni di formazione, un’assistenza specifica al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione in caso di problematiche e, se richiesta, la ricezione congiunta delle segnalazioni insieme a Transparency International Italia.

Ogni contributo economico al progetto contribuisce a mantenere la piattaforma gratuita per le oltre 20.000 Pubbliche Amministrazioni italiane.