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Scuola digitale

Curricoli digitali, un bando per le competenze del 21esimo secolo

Con l’obiettivo dichiarato di generare curricoli riconoscibili e facilmente replicabili nelle scuole, il Miur pone il tema della costruzione dei curricoli digitali. Ecco come

In una fase di grande cambiamento metodologico per la scuola italiana, nel passaggio da una didattica legata all’uso quasi esclusivo del libro di testo (guida privilegiata agli apprendimenti), all’utilizzo di un grande “catalogo” di materiali vari, diffusi e granulari, sostanzialmente digitali e reperibili nel web, mancano ancora percorsi di riferimento chiari, coesi, esaustivi e soprattutto validati scientificamente.

E’ riconoscibile un certo disorientamento, che pone i docenti nelle condizioni di dover selezionare e organizzare, quasi quotidianamente, i tanti materiali digitali a disposizione, con il rischio che le buone pratiche non vengano documentate, riconosciute e si disperdano, già all’interno dello stesso istituto.

Il Miur, in linea con le migliori esperienze internazionali, sceglie di indirizzare ad una progettazione trasversale, interdisciplinare e verticale per lo sviluppo delle competenze digitali, escludendo che nei programmi di studio si identifichino con una quota parte del monte ore settimanale ed una sola disciplina.

L’obiettivo dichiarato è quello di generare curricoli riconoscibili e facilmente replicabili nelle scuole, su argomenti particolarmente significativi.

Scuole, docenti e comunità scolastiche potranno così promuovere nuove competenze insieme ad un pieno utilizzo delle infrastrutture che parallelamente si stanno finanziando con altre azioni (connettività, nuovi spazi di apprendimento, laboratori, biblioteche innovative…)

E’ stato così pubblicato il 10 ottobre l’avviso pubblico da 4,3 milioni di euro destinato allo sviluppo di 25 percorsi didattici innovativi (finanziabili per un massimo di 170.000 euro), che saranno messi a disposizione di tutte le scuole.

Il bando si riferisce all’azione #15 del Piano Nazionale Scuola Digitale ed è stato fortemente voluto dal Ministero per accelerare l’introduzione di alcuni temi rilevanti per i percorsi di istruzione.

Agli Istituti, che dovranno organizzarsi in rete e ricercare il supporto di partner esterni, si chiede di elaborare percorsi formativi completi sulle seguenti aree tematiche:

  • diritti in Internet;
  • educazione ai media (e ai social);
  • educazione all’informazione;
  • STEM (sviluppo delle competenze digitali, ad esempio, per la robotica educativa, making e stampa 3D, Internet delle cose);
  • big e open data;
  • coding;
  • arte e cultura digitale;
  • educazione alla lettura e alla scrittura in ambienti digitali;
  • economia digitale;
  • imprenditorialità digitale.

Questo ulteriore finanziamento all’interno del Piano Nazionale scuola Digitale vuole promuovere un concreto supporto alla didattica, attraverso la selezione di 25 percorsi strutturati, sui 10 temi previsti, che saranno messi a disposizione di tutte le scuole, con licenze aperte, in modo da garantirne il pieno riutilizzo, senza costi aggiuntivi di fruizione, e successivamente ampliati e sfruttati dall’intera comunità scolastica.

Si tratta di un cambio di paradigma che indurrà, nella prima fase di selezione prevista dal bando (con scadenza 10 novembre), a facilitare l’apertura alla collaborazione con soggetti esterni che possano garantire un know how soprattutto rispetto alla validazione dei contenuti.

A differenza di alcuni bandi precedenti, riferibili ad azioni infrastrutturali o di routine metodologica, questa non è un’azione che finanzia la quotidianità: si punta invece a favorire la generazione di un vivaio di prototipi, una raccolta di esperienze “alte”, validate e scalabili a livello nazionale.

Il dettaglio dei temi (contenuto negli allegati all’avviso) ed il livello del partenariato richiesto spinge di sicuro in avanti l’esistente. E’ un bando speciale, perché ha carattere di ricerca pedagogica, proposta metodologica, selezione di contenuti e di modalità applicative.