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Data management

Città accessibili, pianificarle con gli open data

Incrociare le fonti e cercare di creare un sistema autosostenibile che alimenta entrambe le fonti, fornendo anche un servizio di utilità sociale e di pianificazione urbana: ecco un esempio dallo “SmartHackathon Lecce Città AccessibiLE”

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I dati aperti sappiamo possono essere di origine comunitaria o governativa (in alcuni casi di business). A volte però si possono incrociare le fonti e cercare di creare un sistema autosostenibile che alimenta entrambe le fonti. Se poi in tutto questo processo si fornisce anche un servizio di utilità sociale e di pianificazione urbana, ritengo si sia raggiunto il massimo dell’efficacia.

A Lecce, il 29 e 30 Aprile scorso, si è tenuto il primo “SmartHackathon Lecce Città AccessibiLE”.

Andiamo per ordine. L’assessorato ai LL.PP. guidato da Gaetano Messuti aveva l’intenzione di redigere il P.E.B.A. - Piano Eliminazione Barriere Architettoniche. Ll’intuizione è stata quella, da subito, di spostare l’asse da mero adempimento a concetto generale di “città accessbile” e quindi creare un laboratorio permanente con le associazioni portatrici di interesse che fornisse anche una sensibilizzazione nelle scuole, una partecipazione civica, un censimento oggettivo.

Sì, perché per redigere i vari PEBA spesso si appalta a professionisti il censimento delle barriere architettoniche, seguendo schemi tecnici abbastanza codificati (pendenze, spazi di manovra ect) ma non si sente la “voce” dei portatori di interesse.

E’ stato coinvolto quindi l’assessorato alle Politiche Giovanili e all’Innovazione , guidato da Alessandro Delli Noci (delegato ANCI Italia per l’Innovazione) e l’assessorato alle Politiche sociali, guidato da Nunzia Brandi. E’ stata chiamata un’associazione che già si è distinta per queste operazioni di partecipazione e divulgazione sul tema: Movidabilia. Già nel 2014 abbia fatto esperimento su scala ridotta. E’ maturato il momento di farlo diventare una prassi funzionale ad un opengov compiuto.

Abbiamo(1) organizzato alcuni tavoli di lavoro e redatto un piano operativo.

Lo schema è stato il seguente: un gruppo di alunni degli Istituti De Pace e Deledda di Lecce, insieme ad alcuni disabili in carrozzella, e a sordi e ciechi, avrebbero girato per la città “mappando” tutte le barriere. Alcuni altri avrebbero censito per grado di accessibilità gli edifici pubblici e privati di interesse pubblico. Avremmo fatto una giornata di sensibilizzazione anche in una scuola Media. Il progetto convinceva tutti. Bene si parte.

Il 29 Aprile tutti in plenaria ad imparare le apps e il processo operativo: 80 persone sono state divise in squadre per area della città da mappare. Il 30 dalle 9 alle 14 tutti in giro a censire quello che avevamo deciso secondo lo deciso secondo lo schema condiviso.



Abbiamo fatto quindi 3 operazioni:

  1. pubblicazione sul portale opendata di tutte le barriere incontrate;
  2. creazione di una mappa realtime che evidenzia anche le future mappature di luoghi accessibili in modo da essere sempre aggiornata;
  3. Inserimento dentro openstreetmap degli stalli per disabili censiti, del grado di accessibilità degli edifici e di nuovi luoghi appena censiti.

Questo per permettere a chiunque di sviluppare App, servizi o quant’altro risulti utile. La licenza e formato aperto serve proprio a questo. Sono stati individuate 1140 barriere (da pali che ostruiscono il passaggio a marciapiedi senza scivolo per carrozzella a pavimentazioni sconnesse).

Il processo è estremamente replicabile:

  1. Abbiamo usato openstreetmap quindi chiunque, formato anche a livello base, può usare App come WheelMap (multipiattaforma) per censire il grado di accessibilità dei luoghi.
  2. Abbiamo usato anche App più specifiche come osm tracker (Android) per registrare i percorsi GPX e le note. Questo è utile perchè in post-produzione per mezzo dell'editor offline di openstreetmap (Josm) si possono riallineare i percorsi con la mappa di fondo, correggendo le sbavature che nel caso delle barriere architettoniche non possono essere di troppi metri...
  3. Già l'anno scorso ci fu un contest del Comune di Lecce sul riuso dei dati aperti del Comune e il tema sull'accessibiltà è stato oggetto di almeno 3 webapp . Sono presenti nella sezione AppStone sul sito dati.comune.lecce.it.
  4. I dati rilevati sono in numero cospicuo per avere l'ordine di grandezza del problema. Ci sono 1140 barriere solo nelle vie principali di inter scambio tra settori colorati che avevamo rilevato come assi primari della città. La partecipazione è stata alta e già le classi degli Istituti superiori ci hanno chiesto di fare altri eventi su altri argomenti (b&b, turismo, beni monumentali, sentieristica).

A questo punto abbiamo(2) “bonificato” i dati censiti tramite tracciati GPX. L’openData Manager del Comune, Raffaele Parlangeli, ha voluto fortemente la creazione della sezione “cittadinanza attiva” sul portale openData dell’Ente. Il Comune ha avuto il coraggio di coinvolgere la comunità per evidenziare , si sapeva, le criticità presenti. ora deve redigere il PEBA con questo “dono comunitario” e chiedere un finanziamento regionale per farlo attuare. L’abbattimento delle barriere mentali e di accessibililtà ai dati, è iniziato in maniera massiva.

Speriamo che il cerchio si chiuda.


(1) Il gruppo di lavoro era costituito anche dall’arch Rossi dei LLPP, Maria Pia De Santis di Movidabilia, Federico Cortese (esperto riconosciuto di openStreetMap Puglia).

(2) Il gruppo di lavoro era costituito questa volta anche da Salvatore Maletesta (ing. informatico), Federico Cortese (esperto riconosciuto di openStreetMap Puglia), Claudio Mastropaolo (esperto web)