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RomaSemplice e il XVI Municipio: la sfida di rendere un ossimoro realtà

Mentre analisi, pagelle e "scoop", comprensibilmente, si sprecano, la neo-insediata giunta capitolina inizia a lavorare. A Flavia Marzano, assessore alla RomaSemplice l’arduo compito di trasformare un ossimoro in realtà, nei prossimi cinque anni. Nella telefonata di “buona fortuna” (trasformato per l’occasione in un obbligato “in bocca alla lupa”) abbiamo raccolto le sue primissime valutazioni alla vigilia di una missione forse possibile.

Roma di "Ho visto Nina volare" in CC www.flickr.com/photos/41099823@N00/4571823074

Primo punto: non è un assessorato all'innovazione e non è un assessorato alla semplificazione. La scelta per la capitale è stata di istituire un Assessorato alla Roma Semplice e di affidarlo a Flavia Marzano, docente universitaria e da anni decenni consulente in progetti di innovazione per la PA. Esperta di comunità virtuali e gestione di contenuti, consulente per la Pubblica Amministrazione e le imprese per l'innovazione e per lo sviluppo della Società dell'Informazione e della Conoscenza. Presidente dell'Associazione Stati Generali dell'Innovazione e ideatrice della rete WISTER Women for Intelligent and Smart TERritories.

“Il mio assessorato - spiega Flavia - si chiama RomaSemplice ma non è l’assessorato alla semplificazione. Semplice è declinato in Smart city, Open government, Agenda digitale”.

Come procedere, considerando che stiamo parlando della Capitale d’Italia, in ottima posizione, su scala nazionale, in quanto a “connessione famiglie” ma in penultima posizione per informatizzazione nelle scuole, stando all'ultima rilevazione ICityRate?
Partiamo dalla realtà. “Le tecnologie – ricorda la neo-assessora - sono uno strumento e come tale possono essere sia un handicap che un aiuto. Tutti d’accordo che se diventano un aiuto è meglio, dunque per questo lavoreremo: far sì diventino un modo per semplificare la vita dei romani, dei dipendenti che lavorano nel comune, dei turisti”.

Il XVI Municipio e la cittadinanza digitale
“La nostra idea – spiega Flavia – è di lavorare sul XVI Municipio. In una città che ha quindici Municipi “fisici”, il XVI Municipio è Internet: già abitato da milioni di romani, turisti, stranieri, lavoratori e disoccupati ma con pochissimi servizi. Il XVI Municipio è il “luogo” dove daremo concreta attuazione al diritto di cittadinanza digitale”. “Il XVI Municipio – precisa – non è un’idea mia, ma mi è piaciuta molto e dunque in piena linea open la riuso, citando la fonte: Marco Calvo, presidente Liber Liber”.

Insomma, in pieno stile Co.Co.Co: Collaboro per Condividere Conoscenza, acronimo con cui Flavia Marzano si presenta in rete.Sorridendo, aggiunge: “nel mio nuovo ruolo, mi sento di aggiungere due “Co” per descrivere il mio stato d'animo a caldo. Contenta perché è una grande opportunità: dopo 26 anni di consulenze nella PA chiedendo alla politica di far qualcosa adesso tocca a me farla; Consapevole perché so che è una cosa enorme, perché Roma è Roma, nel bene e nel male. Noi ce la mettiamo tutta”.

Un metodo di lavoro
Veniamo al famoso “primo passo”. Abbastanza intuitivamente si tratta di fare "una fotografia dell’esistente”. A questo proposito spiega Flavia Marzano “è fondamentale il metodo e l’approccio di lavoro. Proprio su questo ho visto sbagliare tante volte sia politici che dirigenti. Quello che spesso succede è che arrivando sparecchino tirando via la tovaglia, buttando via le cose brutte e sporche che sono sulla tovaglia ma anche le posate d’argento e i bicchieri di cristallo che varrebbe invece la pena lavare: sono fantastici, sono ancora bicchieri di cristallo e posate d’argento. Voglio fare questa fotografia perché voglio partire da quello che di buono è stato fatto, e sono certa che alcune cose buone sono state fatte. E capire quali sono le cose sbagliate o non fatte e su quelle intervenire. Sembrerebbe logico ma non l’ho visto fare molte volte”.

Sulle donne...
Storica attivista ed esperta in tema di questioni di genere, Flavia non può che notare che sulla carta la giunta capitolina parte bene: quattro assessore, cinque assessori e una sindaca. “Tutto sommato - conclude – sono contenta che non esista una delega specifica perché deve essere una prospettiva trasversale al lavoro dell’intera giunta. Spero che riusciremo a fare il bilancio di genere e sicuramente suggerirò un atto di indirizzo sul linguaggio di genere in atti pubblici, delibere e determina. E proporrò “Posto occupato” in Consiglio comunale”.

A Flavia Marzano, alla nuova Giunta e (speriamo) ai cittadini romani, buon lavoro!