Dossier

Valutazione e merito nelle Autonomie locali

di Redazione FORUM PA

In un momento in cui, sulla spinta della riforma Brunetta, si parla tanto di efficienza, valutazione e misurazione delle performance, non bisogna dimenticare che ci sono amministrazioni che hanno già accettato e vinto questa sfida. Le loro storie sono state raccontate in un ciclo di interviste e interventi pubblicati sul portale versione integrale dell'articolo.

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Palagi, senza alimentare una polemica sterile e riconoscendo alla riforma diversi meriti, soprattutto riguardo la contrattazione collettiva e le norme disciplinari, mette in evidenza due criticità.

La prima è che il decreto legislativo 150 quando parla di produttività fa prevalentemente riferimento alla produttività personale del singolo, mentre il più delle volte sono gli uffici e le organizzazioni ad essere efficienti o inefficienti. “In concreto – scrive Palagi – la maggior parte delle disposizioni riguardano la performance individuale, per misurarla, premiarla, promuoverla o superare situazioni di standard qualitativi non adeguati. Come si accennava, la produttività dipende sicuramente dagli sforzi individuali e dal sistema delle regole, ma anche - e soprattutto - dai modelli organizzativi, dalle procedure di elaborazione e attuazione degli obiettivi e dalla capacità reale di utilizzazione delle risorse, sempre più distribuite nel territorio”.

La seconda è che la riforma, così come è scritta, fa riferimento ad una pubblica amministrazione di stampo “ministeriale” mentre, al contrario, “L’Amministrazione pubblica è ormai prevalentemente sul territorio, per servizi erogati, risorse impiegate, sfide lanciate e  innovazioni realizzate, soddisfazione dei cittadini registrata o smentita. È sul territorio che si gioca prevalentemente la partita del merito e della produttività del lavoro pubblico”.

Quel che dice Palagi in maniera esplicita è che misurarsi sulle performance richiede “autonomia” e responsabilità, e non un modello centralizzato come quello che ha il compito di individuare l’Autorità sulla valutazione. Ma, implicitamente, dal discorso di Palagi emerge anche un’altra considerazione: al contrario della maggior parte degli enti centrali, le amministrazioni locali, costrette dal giudizio immediato dei cittadini/elettori si sono già mosse per individuare strumenti e modelli di valutazione e molti sono già applicati con successo. Perché buttare tutto all’aria?

Leggi l'articolo di Giuliano Palagi, Direttore Generale della Provincia di Pisa