Modena, crescono i progetti per estrarre valore dagli Open Data - FPA

Modena, crescono i progetti per estrarre valore dagli Open Data

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Il progetto Open-linked data per le Politiche Giovanili, esempio di
collaborazione tra gli assessorati alle Politiche Giovanili del Comune e
della Regione, e del Dipartimento di Ingegneria, che ha permesso di
identificare ed integrare sorgenti dati open e proprietarie critiche per
le Politiche Giovanili

11 Marzo 2016

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Laura Po, DBGroup

La prima edizione dell’Open Data Day modenese [i] è riuscita nel suo intento: riunire e sensibilizzare più attori territoriali Normal 0 false false false IT JA X-NONE /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:”Table Normal”; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-parent:””; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin-top:0cm; mso-para-margin-right:0cm; mso-para-margin-bottom:8.0pt; mso-para-margin-left:0cm; line-height:107%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:Calibri; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin;}sulle potenzialità degli Open Data e su una realtà che si sta diffondendo sempre di più anche a livello del singolo comune, mettendo a confronto chi produce Open Data e chi li “consuma”, per valutare cosa manca e come si può migliorare il processo di accesso ai dati.

Notevoli sono gli sviluppi in campo di infrastrutture digitali e servizi accessibili al cittadino avvenuti negli ultimi anni sul territorio modenese. Ad oggi il portale open data di Modena consta di più di 150 dataset principalmente riferiti ai settori ambiente, amministrazione e popolazione.

Ma la trasparenza non si ottiene pubblicando dati aperti, la trasparenza è una scelta politica, i dati aperti sono un mezzo per permettere un accesso più efficiente alle informazioni. Quello che ancora manca e sul quale è necessario lavorare nella PA nei prossimi anni è una condivisione interna dei dati, un open data “interno”.

Diversi sono i progetti sviluppati sul territorio modenese che hanno saputo estrarre valore dagli open data e fornire ad amministratori, aziende e cittadini nuovi indicatori di analisi, come il progetto “ Open-linked data per le Politiche Giovanili ”, esempio di collaborazione tra gli assessorati alle Politiche Giovanili del Comune e della Regione, e Normal 0 false false false IT JA X-NONE /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:”Table Normal”; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-parent:””; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin-top:0cm; mso-para-margin-right:0cm; mso-para-margin-bottom:8.0pt; mso-para-margin-left:0cm; line-height:107%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:Calibri; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin;}del Dipartimento di Ingegneria, che ha permesso di identificare ed integrare sorgenti dati open e proprietarie critiche per le Politiche Giovanili. Il progetto, finanziato all’interno dell’Accordo di Programma Quadro GECO (Giovanili Evoluti e Consapevoli), ha rivelato l’incidenza dei finanziamenti sul territorio regionale e ha reso accessibili tali informazioni tramite dashboard per l’elaborazione di grafici e attraverso la pubblicazione di Linked Open Data.

Sul fronte delle aziende, ci sono diversi esempi su come estrarre valore da open data anche nelle realtà aziendali. Qui i punti di forza per le aziende sono legati alla creazione di visualizzazioni efficaci dei dati (ad es. rappresentazioni geolocalizzate dei dati), per poter integrare e confrontare i dati aziendali con Open Data di mercato, socio-economici, o informazioni sui concorrenti, ed infine garantire l’autonomia dell’utente nell’utilizzo dello strumento di analisi dati in tempi rapidi.

Normal 0 false false false IT JA X-NONE /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:”Table Normal”; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-parent:””; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin-top:0cm; mso-para-margin-right:0cm; mso-para-margin-bottom:8.0pt; mso-para-margin-left:0cm; line-height:107%; mso-pagination:widow-orphan; font-size:11.0pt; font-family:Calibri; mso-ascii-font-family:Calibri; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Calibri; mso-hansi-theme-font:minor-latin;}

Importanti insegnamenti vengo anche da altri territori, come l’ampio e capillare progetto fiorentino che sfrutta e produce open data con un notevole impatto sul territorio. Qui il modus operandi mira a rendere i dati “semanticamente interoperabili” al fine di estrarre nuova conoscenza a partire dalle informazioni integrate. A partire da dati statici e dati in real time, provenienti da archivi di dati privati, open, social, o collezionati da reti di sensori, il progetto ha integrato su un unico portale diversi strumenti di analisi e monitoraggio per operatori e utenti finali che permettano di controllare e gestire le infrastrutture cittadine.

Bisogna infine fare i conti con il tema della qualità dei dati. Purtroppo ad oggi si è osservato che la qualità dei dati esposti dalle PA risulta spesso scadente, motivo che ha portato le aziende a rinunciare ad utilizzare tali dati. Ci sono d’altra parte diversi strumenti, già disponibili, che è necessario inserire nel processo di creazione e pubblicazione dei dati al fine di migliorare la qualità dei dati. Le PA devono ancora lavorare per migliorare la qualità dei dati, ma non per questo devono rinunciare a pubblicare e fornire dati ai cittadini.



[i] L’evento è stato organizzato dall’Ing. Laura Po per il DBGroup, con il patrocinio del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” di Modena, e il pubblico era composto da amministratori locali e regionali, data journalist, studenti, aziende del territorio ed esperti in open data e smart city.