Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Nasce il Geographic Information Manager: per un uso consapevole dei dati geografici

Home Città e Territori Nasce il Geographic Information Manager: per un uso consapevole dei dati geografici

Una
nuova figura professionale maturata immaginando il progresso delle
comunità intelligenti, soprattutto facendo riferimento a ciò che queste
rappresenteranno: spazi ibridi in cui non solo persone, ma anche
dispositivi e oggetti oscillano tra luoghi fisici e luoghi della Rete;
in cui le dimensioni spaziali e temporale assumono nuovi valori

11 Novembre 2015

S

Sergio Farruggia, Stati Generali dell’Innovazione

Rispetto allo sviluppo delle comunità intelligenti, è particolarmente critica la diffusione delle competenze digitali associate alla disponibilità in Internet di dati e servizi geografici.

D’altra parte, l’alfabetizzazione digitale nell’ambito delle competenze spaziali può essere fonte di progressi sociali ed economici per il nostro Paese. Gli utenti della Rete esprimono una crescente richiesta di dispositivi e servizi che fanno ampio uso dei dati geografici. Questa tendenza è in ulteriore e rapido sviluppo, sostenuta da un largo impiego di questa tipologia d’informazioni nel contesto di nuove tecnologie, quali, ad esempio, il web semantico, la realtà aumentata, i wireless sensor networks e l’Internet delle Cose.

L’idea originale del Geographic Information Manager, GIM, nuova figura professionale proposta circa un anno fa con un post sul geo-blog TANTO, è maturata immaginando il progresso delle comunità intelligenti, soprattutto facendo riferimento a ciò che queste rappresenteranno nel prossimo futuro: spazi ibridi in cui non solo persone ma anche dispositivi e oggetti oscillano tra luoghi fisici e luoghi della Rete; in cui le dimensioni spaziali e temporale assumono nuovi valori, non più soltanto quello legato alla descrizione del territorio, delle sue caratteristiche naturali e delle attività antropiche.

In questo contesto complesso, dai molti e diversi stakeholder, il GIM può trovare la sua collocazione più ambiziosa e proficua, per contribuire all’evoluzione del management dei dati geografici, sempre più basato su infrastrutture di dati interconnesse, secondo modelli distribuiti e smart, cioè efficienti per la produzione e per l’uso razionale dei dati geografici stessi.

La creazione di questa figura professionale contribuisce a risolvere la contraddizione tra lo straordinario sviluppo tecnologico e il ritardo sociale e istituzionale, partendo dai territori delle comunità intelligenti. Il GIM opera nell’ambito della catena di valore dell’informazione geografica digitale, sollecitando la partecipazione dell’intera collettività al suo sviluppo: collettività considerata in senso ampio, come social network , cioè struttura sociale potente e innovativa per il lavoro on-line.

Compito fondamentale del GIM sarà quindi quello di “favorire l’incremento della competenza digitale all’interno del network che costruisce una comunità intelligente, nei riguardi delle problematiche legate alla capacità di fruire dei dati territoriali (spatial enablement), sia intesa rispetto alla disponibilità di queste informazioni, sia come abilità conseguite per il loro sfruttamento”.

La presentazione sui social di questa proposta, è stata accompagnata con la consultazione di un target costituito da circa cento operatori del settore- tecnici, funzionari pubblici, liberi professionisti, ricercatori- ai quali sono state rivolte alcune domande per acquisire opinioni e commenti su questa idea in embrione. L’esito lusinghiero di tale prima inchiesta, sia in termini di partecipazione, sia di contributi ricevuti, ha indotto i promotori a organizzare spazi e strumenti condivisi per discutere pubblicamente e definire in maniera partecipata competenze e ambiti operativi di questa nuova figura professionale. Per incoraggiare un’analisi condivisa del materiale pervenuto è stato creato un unico documento, in cui sono stati riportati tutti i commenti e le proposte raccolte con i questionari. E’ stata aperta una “mailing list/gruppo di discussione” per costruire insieme questa idea di nuova figura professionale e renderla concreta. Il canale Twitter @biggimnow (hashtag #GIMnow), rappresenta un ulteriore strumento utile di discussione. Infine, lo spazio creato su http://www.big-gim.it raccogliere e sistematizza il frutto del confronto sul tema del GIM, oltre a rappresentare un punto di accesso unico agli strumenti citati.

Il lavoro di gruppo ha portato a un risultato importante: la predisposizione di un profilo del GIM, utilizzato per proporre l’inserimento di questa figura professionale tra quelli normati da UNINFO.

Quest’azione è stata possibile grazie all’interesse manifestato da AgID per il GIM e alla possibilità di partecipare alla consultazione pubblica riguardante le “Attività professionali non regolamentate – Profili professionali per l’ICT – Parte 3: Profili professionali relativi alle professionalità operanti nel Web” , aperta la scorsa estate.

La valutazione della commissione UNINFO ha aperto nuove prospettive per il GIM e, in generale, per lo sviluppo di competenze relative alla geo-ICT. Infatti, è stato deciso di non inserire questo nuovo profilo nell’ambito del professionista web, suggerendo invece di richiedere a UNINFO la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato alla normazione specifica per i profili del settore dell’Informazione Geografica, di cui quello del GIM può essere considerato archetipale, con possibilità di articolarlo ulteriormente in più skill. Sono in corso da parte di AgID iniziative per la richiesta e l’avvio di tale gruppo UNINFO.

In attesa di conoscere gli sviluppi di questa nuova proposta, è opportuno considerare che il reclutamento di un GIM con profilo adeguato rispetto alle competenze richieste per il suo ruolo garantisce l’organismo d’indirizzo di processi “smart” rispetto al “saper agire”, ma tale condizione non è comunque sufficiente. Occorre che il GIM sia inserito in un contesto che gli permetta anche di agire concretamente: è quindi indispensabile che anche l’organismo di governance possieda cultura e competenza “geospaziale” adeguata, per orientare processi cooperativi tra gli attori della comunità, all’interno dei quali il GIM potrà operare a beneficio di tutta la comunità “smart”.

Questo tema non riguarda soltanto gli addetti ai lavori del mondo geomatico!

Nei prossimi articoli vedremo i principali cambiamenti generati dal progresso tecnologico nei riguardi del mondo delle informazioni geografiche. Gli effetti della digitalizzazione e della Rete offrono lo spunto per considerare le competenze necessarie, non solo ai professionisti (GIM compreso) ma a tutte le componenti di una comunità intelligente, per contrastare la crescita di un ulteriore digital divide, legato alla capacità d’uso dei dati geografici.

Su questo argomento

APP PA: l'elenco delle app ufficiali della Pubblica Amministrazione