Domenico Pennone: “L’informazione è stata colta impreparata dal COVID-19” - FPA

Domenico Pennone: “L’informazione è stata colta impreparata dal COVID-19”

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Gianni Dominici intervista Domenico Pennone, capo ufficio stampa della Città metropolitana di Napoli. Le tematiche affrontate vertono soprattutto sulla comunicazione istituzionale: come è stata gestita l’emergenza causata dal Coronavirus?

16 Settembre 2020

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Redazione FPA

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Una nuova intervista si aggiunge a #road2forumpa2020, il percorso di avvicinamento alla manifestazione “FORUM PA Restart Italia”, che si terrà dal 2 al 6 novembre, organizzata da FPA.

Questa volta parliamo di comunicazione istituzionale e informazione; la crisi generata dal diffondersi dell’epidemia in tutto il mondo ha messo in allarme anche il mondo del giornalismo e della pubblica amministrazione. Fornire dati veritieri e corretti durante il lockdown non è stato semplice.

Ma perché ci sono state queste carenze? Ne parliamo con Domenico Pennone, capo ufficio stampa della Città metropolitana di Napoli, che, intervistato da Gianni Dominici, direttore generale di FPA, fa il punto sulla situazione al giorno d’oggi.

L’intervista

“La città metropolitana di Napoli ha 3,2 milioni di abitanti e i Comuni che ne fanno parte dovevano dialogare con i cittadini” esordisce Pennone riferendosi alla pandemia, “si è scelto di utilizzare la città metropolitana di Napoli come punto di riferimento: siamo riusciti a lavorare sul campo e a fare informazione seria e corretta”.

Il problema della comunicazione dei dati sulla pandemia è stato (ed è) impellente; istituzioni, giornali ed enti, fornivano dati differenti tra loro: “L’informazione è stata colta impreparata da una situazione così grave”, dice Pennone, “Durante la pandemia c’è stato un problema di comunicazione dei dati: il data journalism ha senso se vengono stabilite delle regole deontologiche che oggi ancora non esistono”.

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