Aziende ICT e mercato pubblico: l’importanza di un approccio data driven

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Business Intelligence e Predictive Analytics possono essere un valido alleato per le aziende ICT che vogliono conoscere e analizzare le tendenze del mercato pubblico. Lo stanno sperimentando, in Spagna e Portogallo, oltre 400 imprese con una piattaforma progettata per offrire, in un unico punto di accesso, le informazioni su tutti i bandi di gara, le aggiudicazioni e gli acquisti centralizzati del settore ICT della PA, e a restituire analisi puntuali e personalizzate. Un’esperienza che a breve sarà possibile testare anche nel nostro paese

13 Settembre 2023

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Michela Stentella

Direttrice testata www.forumpa.it

Foto di Clint Adair su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/BW0vK-FA3eg

La spesa ICT della PA italiana vede un trend in costante crescita, lo evidenziano i recenti dati diffusi da AgID. È quindi un momento di grandi opportunità non solo per le pubbliche amministrazioni ma anche per le aziende innovative, che non sempre però hanno una conoscenza adeguata per coglierle. Ci sono però alcuni strumenti, basati su business intelligence e predictive analytics, che possono accompagnare questo percorso.

La spesa ICT della PA italiana: quali sono i trend

I dati diffusi da AgID parlano di un aumento del 5,8% per il 2022 rispetto al 2021, raggiungendo la cifra di oltre 7 miliardi di euro; un trend in crescita del 5,2% nell’intero periodo 2021-2024 e determinato principalmente dall’utilizzo dei fondi del PNRR. Secondo le stime di AgiD, a guidare la crescita nei prossimi anni saranno principalmente il potenziamento della cybersecurity in tutti i settori della PA, la migrazione verso il cloud secondo la Strategia Cloud Nazionale, lo sviluppo delle piattaforme dati, l’evoluzione dei servizi online per cittadini e imprese, l’implementazione di un’identità digitale nazionale unica come passo fondamentale verso il portafoglio elettronico (EUDI Wallet).

Come accennato, la spinta per questi investimenti arriva soprattutto dal PNRR in cui ricordiamo che oltre 6 miliardi di euro sono destinati a trasformare la PA in chiave digitale (qui il nostro focus). Oltre ai fondi PNRR, ci sono poi le risorse del ciclo di programmazione 2021-27 dei fondi UE, in cui la transizione digitale è il primo dei cinque obiettivi strategici adottati.

Tante opportunità quindi per la PA, ma anche per le imprese che offrono o vorrebbero offrire i loro servizi alle pubbliche amministrazioni. Non è però semplice restare aggiornati su tutte le opportunità aperte, in un mercato che vede diversi strumenti di acquisto e negoziazione (Convenzioni Consip, Accordi Quadro, MePA, SDA) e gare bandite da diversi soggetti, dalle gare centralizzate bandite da Consip a quelle dei soggetti aggregatori regionali che operano come centrali di committenza, a quelle promosse dalle singole amministrazioni.

L’importanza dell’approccio data driven

Orientarsi può essere complesso soprattutto per le piccole e medie imprese che vogliono competere su questo mercato e che, spesso, non hanno le risorse adatte non solo per un monitoraggio costante e attento delle opportunità aperte, ma anche per l’analisi dei dati raccolti. Il tema dell’utilizzo dei dati è del resto centrale anche per le grandi organizzazioni: dalla survey 2022 dell’Osservatorio Big Data & Business Analytics del Politecnico di Milano, solo quattro aziende su dieci dichiara un alto livello di pervasività nell’utilizzo dei dati nei processi decisionali. Questo nonostante l’83% dica di avere competenze sull’analisi dei dati e il 69% sostenga di utilizzare strumenti di Data Visualization avanzati. Come invece è ormai noto, l’approccio data driven è fondamentale in tutti i campi per prendere decisioni strategiche e, in questo caso, anche per non perdere opportunità competitive.

Proprio l’approccio data driven è il cuore delle piattaforme di business intelligence.

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Mercato pubblico ICT: come orientarsi grazie alla Business Intelligence

Le aziende ICT non riescono sempre a cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale della PA, a causa di informazioni disaggregate e obsolete, che impediscono la tempestiva partecipazione a bandi e gare: oggi si può uscire dall’impasse sfruttando la potenza di business intelligence e predictive analytics. Scopri come!

2 Marzo 2024

Business Intelligence e Predictive Analytics alleati delle imprese

Acquisire dati da diverse fonti ed elaborare analisi e insight per guidare le decisioni e le scelte di sviluppo aziendale: questo l’obiettivo della Business Intelligence. L’uso di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale e il machine learning, consente di raccogliere e analizzare grandi quantità di dati in modo efficiente, automatizzato e in tempo reale, fornendo così informazioni utili a comprendere il mercato, prevedere e rispondere alle sue dinamiche e prendere decisioni informate e strategiche.

Se parliamo di raccolta e analisi dei dati per prendere decisioni, dobbiamo parlare anche di Predictive Analytics, un campo dell’analisi dei dati che si concentra sulla previsione di eventi futuri: attraverso l’analisi di grandi quantità di dati storici e l’uso di tecniche statistiche e di machine learning, è possibile individuare modelli e tendenze che possono aiutare a prevedere comportamenti futuri o risultati delle azioni avviate.

Oggi questi strumenti sono diventati sempre più accessibili anche per le piccole e medie imprese, aprendo nuove opportunità per il loro sviluppo e crescita. Inoltre attraverso piattaforme molto intuitive e user friendly, anche chi all’interno dell’azienda non ha specifiche competenze in materia di gestione dei dati può elaborare autonomamente le informazioni raccolte e usarle per basare i propri processi decisionali su dati oggettivi.

Naturalmente è fondamentale la qualità, integrità e completezza dei dati che si raccolgono, oltre alla promozione di una cultura data driven all’interno dell’azienda.

Spagna e Portogallo: un’esperienza di Business Intelligence per il mercato ICT della PA

Business Intelligence e Predictive Analytics possono quindi essere un valido alleato anche per le aziende ICT che vogliono conoscere e analizzare le tendenze del mercato pubblico. Lo stanno sperimentando le imprese di Spagna e Portogallo che hanno adottato la piattaforma AdjudicacionesTIC (che in Portogallo e in Italia si chiama TendersTool): un unico punto di accesso in cui trovare le informazioni su tutti i bandi di gara, le aggiudicazioni e gli acquisti centralizzati del settore ICT della Pubblica Amministrazione centrale, regionale e locale.

“La piattaforma è realizzata da AdjudicacionesTic, S.l. , una società neutrale e indipendente di analisi e consulenza parte del gruppo Digital360 – spiega Tommaso Prennushi, Country Manager Iberia, Digital360 -. Attraverso la piattaforma le aziende ottengono informazioni sulle intenzioni di spesa e sugli investimenti realizzati in progetti tecnologici nella PA, sono aggiornate sulle prossime date di scadenza degli appalti pubblici, trovano tutta la documentazione di aggiudicazione e di gara”.

Trasparenza e personalizzazione sono parole chiave per la piattaforma, che al momento è adottata da più d 400 aziende ICT in Spagna e Portogallo e sarà presto disponibile anche in Italia.  “Le informazioni sono affidabili perché provengono da fonti e portali ufficiali – aggiunge Prennushi – lo strumento consente ad ogni utente analisi in tempo reale con una logica altamente personalizzata, geolocalizzata e con grande attenzione alla user experience. Non un semplice repository quindi, ma una piattaforma di business intelligence che lavora con big data e offre consulenza e supporto alle imprese specializzate nel settore ICT, mettendo anche a disposizione strumenti predittivi su quanto potrebbe accadere nei mesi successivi”.

“Per l’Italia abbiamo cominciato a raccogliere i dati a partire da gennaio 2023 e progressivamente stiamo incorporando tutte le diverse fonti che presentano bandi e gare per progetti ICT. Progressivamente puntiamo a raccogliere il 100% delle informazioni, in modo da poter dimensionare il totale degli investimenti IT in Italia segmentati per categorie tecnologiche, criteri geografici, enti appaltanti, aziende, ecc.”, conclude Prennushi.

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