Charles Landry a FORUM PA 2021: "Le burocrazie sono nate con l'obiettivo di generare bene comune e valore pubblico" - FPA

Charles Landry a FORUM PA 2021: “Le burocrazie sono nate con l’obiettivo di generare bene comune e valore pubblico”

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Nella quarta giornata di FORUM PA 2021 è andata in onda l’intervista a Charles Landry, autorità internazionale sui temi legati all’uso dell’immaginazione e della creatività nel cambiamento urbano, e presidente del Creative Bureaucracy Festival. Potete rivedere la conversazione integrale

24 Giugno 2021

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Redazione FPA

Nella quarta giornata di FORUM PA 2021 è andata in onda l’intervista a Charles Landry, autorità internazionale sui temi legati all’uso dell’immaginazione e della creatività nel cambiamento urbano, e presidente del Creative Bureaucracy Festival. Le parole di Landry forniscono una visione nuova della burocrazia tradizionalmente intesa con accezione negativa e aiutano a comprendere quali siano le differenze tra le varie burocrazie europee e quali azioni da intraprendere per intraprendere il percorso di trasformazione da burocrazia difensiva a burocrazia creativa.

Potete rivedere qui la conversazione con Charles Landry sui temi della rigenerazione delle amministrazioni così come le conosciamo.

Ecco alcuni spunti emersi.

La prospettiva umana della burocrazia creativa

L’utilizzo dell’espressione burocrazia creativa è innanzitutto una provocazione per stimolare la curiosità: non tutti coloro che stanno nelle burocrazie sono pigri o noiosi, ci sono moltissime persone stimolanti e creative che però spesso si trovano ingabbiate in un sistema. La storia ci insegna infatti che le burocrazie sono nate per avere come obiettivo il valore pubblico, ma anche che c’è stata la tendenza ad applicare le logiche del privato al settore pubblico, dimenticando però che non sempre il criterio dell’interesse pubblico coincide o va d’accordo con la generazione di profitto.

L’importanza dell’essere creativi oggi

Per Landry essere creativi significa essere disposti a fare un passo indietro, a pensare in maniera orizzontale, rimettere in discussione concetti, ma soprattutto a considerare insieme delle problematiche che prima venivano considerate separatamente. Questo si rivela particolarmente vero in un’epoca come la nostra, caratterizzata da problemi complessi, interconnessi tra loro, e che si influenzano l’un l’altro.

Le caratteristiche del nuovo burocrate

È importante specificare che un burocrate non deve necessariamente essere sempre e in ogni momento volto all’innovazione e usare la creatività, servono infatti anche metodologie precise e ripetitive, serve un’organizzazione dettagliata e la definizione di una routine più o meno definita. Quel che secondo Landry fa la differenza però sono l’atteggiamento di apertura e flessibilità, la capacità di ascolto e l’abilità sia di divergere che di conformarsi a determinate idee. Altre attitudini fondamentali sono la visione d’insieme, la capacità di previsione e soprattutto il saper lavorare e comunicare in gruppo.

Gli elementi che consentono un cambiamento

Innanzitutto, le crisi possono diventare delle grandi opportunità, ma lo sono anche le rivoluzioni dettate dalla diffusione di un concetto, come per esempio quello della sostenibilità, della resilienza organizzativa o della parità di genere. Ciò che è interessante di questo tipo di cambiamenti è che si rivelano particolarmente interessanti per i giovani, e ciò significa che un’organizzazione come la PA ha bisogno di essere flessibile e suscettibile ai cambiamenti di pensiero.