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FORUM PA 2021 Preview. Sangeet Paul Choudary: “Il modello delle piattaforme può essere applicato alla PA”

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Si avvia verso la conclusione il nostro percorso #road2forumpa2021, questa volta vi proponiamo l’intervista a abbiamo intervistato Sangeet Paul Choudary, imprenditore, fondatore di Platformation Labs e autore di “Platform revolution”. Esperto mondiale nel campo della platform economy e consigliere di numerosi governi sui temi legati alla transizione digitale, Sangeet Paul Choudary al prossimo FORUM PA 2021 sarà ospite dello Scenario del 22 giugno dal titolo “La trasformazione digitale del Paese”

31 Maggio 2021

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Redazione FPA

Nel nostro percorso di avvicinamento a FORUM PA 2021, abbiamo intervistato  Sangeet Paul Choudary, imprenditore, fondatore di Platformation Labs e autore di “Platform revolution”, esperto mondiale nel campo della platform economy e consigliere di numerosi governi sui temi legati alla transizione digitale. Nell’intendere la PA come una piattaforma ciò che può fare davvero la differenza è la capacità degli enti pubblici di collaborare tra di loro e, così facendo, generare un maggiore valore pubblico: con questa riflessione Sangeet Paul Choudary anticipa alcuni dei temi che saranno al centro del suo intervento al prossimo FORUM PA 2021, nello Scenario del 22 giugno dal titolo “La trasformazione digitale del Paese”.

Più nello specifico, Sangeet Paul Choudary sostiene che dobbiamo sfruttare questa occasione di ripartenza per dotare le pubbliche amministrazioni delle abilità necessarie per sfruttare al massimo l’interoperabilità dei dati in loro possesso, puntando molto sulla partnership tra pubblico e privato e non su modelli di lavoro gerarchico e basati sull’adempimento.

L’intervista è stata realizzata da Mauro Tommasi (redazione FPA).

Pensiero digitale e settore pubblico: è il momento giusto per un salto di qualità

L’emergenza sanitaria e la crisi che stiamo vivendo rappresenta un’opportunità senza precedenti affinché il settore pubblico adotti il pensiero digitale e la tecnologia digitale. Ne è convinto Sangeet Paul Choudary, che ricorda come l’adozione della digitalizzazione, anche nel settore privato, sia sempre stata guidata da fattori esterni come questo. Il decollo dell’e-commerce dopo l’epidemia di SARS in Cina che ha portato all’espansione di Alibaba è un ottimo esempio da analizzare. Di solito, è proprio in questi momenti che si creano comportamenti del tutto nuovi, che vengono adottate nuove tecnologie su larga scala e in maniera massiccia.

“Quando pensiamo all’adozione di nuove tecnologie da parte dei governi in situazioni come questa – aggiunge però Sangeet Paul Choudary – dovremmo sempre mettere al centro aspetto quali la riservatezza e l’azione individuale, specialmente se pensiamo alle tecnologie di sorveglianza e di tracciamento dei contatti”.

Il rapporto tra PA e piattaforme

Se partiamo dal presupposto che quanto ha funzionato per i modelli di profitto del privato può essere applicato anche ai governi, la cosa importante da fare è articolarsi come una piattaforma, in qualsiasi settore. Ma se sei una piattaforma dovresti saper comprendere i vari interlocutori, farlo in tempo reale, comprendere i loro dati in maniera dettagliata, e usare le conoscenze per il coordinamento e la creazione di partenariati.

“Penso che per la Pubblica Amministrazione, che non si è digitalizzata e trasformata tanto quanto avrebbe dovuto, la vera sfida sia rappresentata dal fatto che ha una posizione di centralità, ma invece di creare soluzioni su cui costruire, crea degli intoppi”, sottolinea Sangeet Paul Choudary.

“Inoltre, per essere davvero una piattaforma, devi aiutare gli altri a migliorare. Se concepissimo la PA come una piattaforma, l’importante sarebbe assicurarsi che gli enti governativi e non governativi che vi collaborano siano capaci di migliorare grazie ad essa”.

Un ottimo esempio ce lo offre l’India, con la sua piattaforma IndiaStack, creata secondo un modello di partenariato tra pubblico e privato. IndiaStack fornisce un insieme comune di possibilità con cui accertare l’identità delle persone, gestire la privacy e la custodia dei dati, gestire diversi sistemi di pagamento. E ora aziende come Google e Facebook stanno lavorando su questo, piuttosto che agire separatamente dall’azione del governo.

Insomma, serve un meccanismo tramite cui il governo e la PA usino abilmente l’interoperabilità e il repository di dati, nonché l’infrastruttura digitale, per lavorare all’interno di un modello di cooperazione pubblico-privato, piuttosto che fare affidamento su meccanismi di comando e controllo.

Il rapporto pubblico-privato

“Credo che il settore pubblico abbia i suoi punti di forza e le sue debolezze così come il settore privato, ed entrambi non sono in grado di creare, da soli, grandi soluzioni sistemiche, dunque deve per forza esserci un partenariato pubblico-privato – sottolinea Sangeet Paul Choudary – e credo che man mano che andremo avanti il partenariato si baserà sempre più su una definizione di standard comuni e un’infrastruttura digitale comune e condivisa”.

In sostanza, un modello in cui il pubblico crea l’infrastruttura e il privato, a partire da questa base, costruisce innovazione. “Un’area come l’Unione Europea potrebbe essere aiutata a crescere e migliorare molto più in fretta da un modello simile, se tutti i Paesi potessero lavorare a standard e infrastrutture comuni, che permetterebbero poi al privato di entrare in gioco e migliorarli”.

“Vedremo una nuova forma di globalizzazione incentrata sull’esportazione di standard e infrastrutture a livello globale – conclude Sangeet Paul Choudary – e la collaborazione tra Paesi per infrastrutture e standard comuni per i beni digitali rappresenterà, in larga misura, la cooperazione globale in futuro”.

Per ascoltare Sangeet Paul Choudary vi diamo appuntamento il 22 giugno al FORUM PA 2021, in occasione dello Scenario dal titolo “La trasformazione digitale del Paese”.