Paolo Fontana (Pure Storage Italia): “I dati veloci sono dati agili”

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Nonostante il riconoscimento e l’opinione ormai diffusa che i dati siano un elemento chiave per guidare il cambiamento interno della PA e migliorare i servizi agli utenti, ci sono ancora molte barriere che si frappongono: dalla mancanza di competenze agli investimenti in infrastrutture di dati e in applicazioni, dai processi legacy alla mancanza di agilità. Come superarle? Ce ne parla Paolo Fontana, nuovo Country Manager di Pure Storage Italia

16 Dicembre 2021

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Redazione FPA

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Il tema dei dati e della transizione al cloud è sempre più centrale per le nostre pubbliche amministrazioni. Ricordiamo la Strategia Cloud Italia, presentata il 7 settembre scorso, e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che tra le altre cose dedica uno specifico investimento al PSN, il Polo Strategico Nazionale, che vedrà la luce nel 2022. Entro giugno 2026, circa 280 amministrazioni (centrali, sanitarie e locali) dovranno già aver migrato i loro dati e servizi nel PSN. Ma siamo davvero a un momento di svolta nel percorso verso la gestione in cloud di dati e servizi pubblici? Ne abbiamo parlato con Paolo Fontana, nuovo Country Manager di Pure Storage Italia.

“Sicuramente, ci vorrà del tempo – esordisce Fontana – ma, in una recente indagine che ha visto coinvolti i leader ICT delle amministrazioni pubbliche italiane, è emerso, direi in modo netto, che il 90% di loro ritiene di doversi muovere verso un’infrastruttura IT più veloce e flessibile e che l’85% dei soggetti ha raggiunto la consapevolezza che l’infrastruttura legacy stia ostacolando i loro progressi nella trasformazione digitale”.

“Semplice, veloce e accessibile sono parole che storicamente non sono state associate ai sistemi tecnologici delle amministrazioni – prosegue Fontana –. Ma ormai sappiamo che quando le amministrazioni pubbliche riescono a sfruttare le loro vaste riserve di dati, possono fornire una visione migliore, prendere decisioni più tempestive e pertinenti, elaborare politiche mirate e offrire servizi più efficienti e moderni ai propri utenti”.

Quali sono, dunque, le principali leve su cui agire e gli ostacoli da superare? Secondo Fontana: “Nonostante il riconoscimento e l’opinione diffusa che i dati siano un elemento chiave per guidare il cambiamento interno della PA e migliorare i servizi agli utenti, le maggiori barriere che si frappongono sono la mancanza di competenze ed esperienza digitale, gli investimenti in infrastrutture di dati e in applicazioni, i processi legacy e la mancanza di agilità”.

Naturalmente aziende come Pure Storage hanno proprio l’obiettivo di accompagnare le pubbliche amministrazioni nel percorso di transizione al digitale. Come? Attraverso una Modern Data Experience che, spiega Fontana “semplifica le applicazioni di base per le prestazioni delle applicazioni riducendo il costo dell’IT; alimenta gli sviluppatori con dati on-demand, rendendo lo sviluppo delle applicazioni più veloce e abilita l’agilità necessaria per DevOps e la pipeline continuous-integration-continuous-delivery. Fornisce analisi di nuova generazione, oltre a fungere da hub di dati. In breve, la Modern Data Experience offre alle amministrazioni la piattaforma di cui hanno bisogno per rimanere aggiornate”.

L’obiettivo delle soluzioni offerte (sia hardware che software) è: rinnovare l’IT rispettando il budget grazie alla velocità e all’efficienza della tecnologia all-flash; offrire un approccio moderno ai dati, sia on-premises che in-the-cloud, rendendoli veloci, condivisi e on-demand, affidabili e sicuri; estrarre il massimo valore dai dati, riducendo la complessità e le spese di gestione dell’infrastruttura che ne deriva.

“I dati veloci sono dati agili – conclude Fontana –. È questo il nostro focus…ridefinire la velocità con una potente agilità dei dati, offrendo la più bassa latenza, la più alta larghezza di banda e prestazioni potenti. E assicurare una gestione intuitiva, mentre gli ambienti tecnologici e le operazioni diventano sempre più complesse. Inoltre, con Evergreen Storage, gli aggiornamenti automatici di hardware e software consentono di stare al passo con l’evoluzione della tecnologia, senza tempi di inattività o impatto sulle prestazioni, risparmiando su costosi aggiornamenti e offrendo l’agilità di cui le amministrazioni hanno bisogno”.

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