Report AgID: spesa ICT della PA in crescita, analisi dei dati e prospettive future

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La spesa ICT nella pubblica amministrazione registra un incremento del 5,8% nel 2022, con un investimento complessivo di oltre 7 miliardi di euro. Piattaforme e infrastrutture rappresentano il fulcro della spesa, mentre l’utilizzo del cloud risulta diffuso al 100% tra le amministrazioni locali, al 95% tra le Regioni e Province autonome e all’89% tra gli enti centrali. I nuovi Report dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), oggi pubblicati, offrono un quadro dettagliato sulla spesa ICT sia nella PA che nella sanità pubblica territoriale. Il Sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, sottolinea l’impegno nel promuovere un ambiente favorevole all’innovazione

2 Agosto 2023

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Redazione FPA

Foto di Precondo CA su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/OlSGcrLSYkw

La spesa ICT della pubblica amministrazione è in costante crescita, ha raggiunto la cifra di oltre 7 miliardi di euro, registrando nel 2022 un aumento del 5,8% rispetto al 2021; favorita anche dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che pone particolare attenzione sugli interventi di razionalizzazione del patrimonio ICT pubblico.

I principali ambiti di investimento ICT

Secondo stime contenute nei due Report “La spesa ICT nella PA italiana 2022” e “La spesa ICT nella sanità territoriale 2022”, pubblicati oggi dall’Agenzia per l’Italia Digitale nell’ambito delle attività relative al “Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione”, piattaforme e infrastrutture rappresentano i principali segmenti in termini di spesa, rispettivamente con il 49% e il 20% del totale, seguiti dai servizi (14%), dati (8%), sicurezza informatica (4%), governance (3%) e interoperabilità (2%).

L’utilizzo del cloud è ampiamente diffuso, adottato dal 100% delle PA locali, dal 95% delle Regioni e Province autonome e dall’89% delle PA centrali. Risultati in linea con il raggiungimento degli obiettivi della “Strategia Cloud Italia” fissati per il 2025, che stabiliscono che almeno il 75% delle pubbliche amministrazioni dovrà migrare in cloud tutti i suoi dati e i suoi servizi. Continua a scendere l’utilizzo di nome utente e password per l’accesso da parte dei cittadini ai servizi di alcune PA, a favore delle identità digitali Spid, Cie e Cns.

Aumenta e migliora invece l’indice di digitalizzazione complessivo delle PA, rispetto alle scorse rilevazioni: è cresciuta, infatti, la percentuale di amministrazioni appartenenti ai cluster dei Digital leader (12%) e degli Advanced (66%), mentre cala quello delle PA classificate come Digital starter (21%) e Growing (1%).

“I crescenti investimenti ICT nella Pubblica Amministrazione rappresentano il motore trainante dell’innovazione, dell’efficienza e della trasformazione digitale”, dichiara il Sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti.

“Stiamo lavorando – continua Butti – per promuovere un ambiente favorevole all’innovazione tecnologica, investendo nelle infrastrutture digitali per garantire una connettività rapida e affidabile su tutto il territorio nazionale. Se vogliamo migliorare i servizi offerti a cittadini e imprese, la Pubblica Amministrazione italiana deve essere all’avanguardia nell’adozione delle tecnologie digitali. Per questo i nostri sforzi sono volti a rafforzare efficienza, trasparenza e accessibilità, grazie ad un utilizzo intelligente dell’ICT”.

La spesa ICT nella PA

La rilevazione della spesa ICT 2022, giunta alla sua quinta edizione, ha coinvolto 77 amministrazioni centrali e locali, intercettando più del 90% della spesa della PA. L’analisi dei dati raccolti mostra un trend in crescita della spesa ICT della PA (+5,2%), nel periodo 2021-2024, determinato principalmente dall’utilizzo dei fondi del PNRR e in misura decrescente dagli effetti della pandemia Covid-19, ormai marginali.

La maggior parte dei progetti 2021 si è focalizzata sull’attuazione degli obiettivi dal Piano Triennale per l’Informatica della Pubblica Amministrazione e in particolare sulla progettazione di digital solution e servizi al cittadino che indirizzano al mobile first. In particolare, il settore Education registra un aumento significativo del 17,5% e un valore pari a 470 milioni di euro, finalizzati alla digitalizzazione delle attività didattiche tramite l’adozione di sistemi di videoconferenza e strumenti (come ad esempio il registro elettronico) per la gestione del rapporto tra alunni, insegnanti e genitori.

I principali ambiti di investimento che guideranno la crescita nei prossimi anni includono il potenziamento della cybersecurity in tutti i settori della PA per contrastare gli attacchi informatici, la migrazione verso il cloud secondo la Strategia Cloud Nazionale, lo sviluppo delle piattaforme dati per una scelta strategica basata sui dati, l’evoluzione dei servizi online per cittadini e imprese, e l’implementazione di un’identità digitale nazionale unica come passo fondamentale verso il portafoglio elettronico (EUDI Wallet).

La digitalizzazione e la spesa ICT nella sanità pubblica territoriale: un quadro variegato e in evoluzione

L’indagine sulla digitalizzazione e la spesa ICT nella sanità pubblica territoriale, che estende la suddetta analisi periodica della spesa ICT nella PA centrale e locale, rivela un panorama eterogeneo in Italia, caratterizzato non poche volte da casi di eccellenza e vivacità progettuale. La spesa ICT delle strutture sanitarie territoriali è stata valutata su un campione di 168 enti rispondenti, tra Asl, Aziende Ospedaliere e IRCSS, con un’alta copertura del bacino d’utenza corrispondente all’89% della popolazione italiana e una copertura del 90% dei posti letto per la sanità pubblica.

Per quanto riguarda i progetti ICT, si evidenzia un forte focus sulla “cybersecurity” segno di una crescente sensibilità e attenzione verso questa tematica. Il Rapporto mette in luce come la “telemedicina” continui ad essere un ambito di investimento significativo, con un numero considerevole di progetti avviati nel 2022 e nel 2023. L’aumento previsto delle attività progettuali in questo settore richiede anche una crescita delle infrastrutture, al fine di modernizzare ed estendere i sistemi, migrare verso il cloud e rinnovare reti e infrastrutture che abilitano i servizi di assistenza e monitoraggio a distanza.

I progetti legati alla “Cartella Clinica Elettronica” registrano un’accelerazione rispetto al passato, supportati dalla necessità di estenderne l’adozione a tutta la struttura ospedaliera e potenziare i servizi di telemedicina. Ciò ha spesso comportato la necessità di integrare e ampliare le funzionalità in questo ambito. Tuttavia, va sottolineato che le attuali e future progettualità si concentrano principalmente sull’aggiornamento delle soluzioni esistenti, mentre gli investimenti verso l’introduzione di soluzioni digitali innovative basate sui dati rimangono ancora limitati, nonostante un previsto aumento nel 2023.

Cybersecurity, Telemedicina, FSE, sono tutti temi che approfondiremo anche durante FORUM Sanità 2023.

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