Roma Open Lab: la casa dell’innovazione tecnologica di Roma Smart City

Roma Open Lab: la casa dell’innovazione tecnologica di Roma Smart City

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Frutto di una collaborazione fra soggetti pubblici e privati dell’ecosistema innovazione di Roma, la Casa delle Tecnologie Emergenti è un vero e proprio laboratorio dove fare ricerca, sviluppare prodotti e servizi innovativi, sperimentare l’applicazione delle nuove tecnologie digitali e trasferire il know-how a tutti quei soggetti che possono trarre particolari benefici dal digitale

3 Giugno 2021

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Raffaele Gareri

Capo Dipartimento Trasformazione Digitale, Roma Capitale

Photo by Mika Baumeister on Unsplash - https://unsplash.com/photos/Y_LgXwQEx2c

Si chiama Open Lab ed è la Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE) di Roma, primo living lab permanente, con sede nell’hub della Stazione Tiburtina, che si candida ad essere officina delle idee e cuore pulsante della futura Roma Smart City.

CTE di Roma: la carta d’identità

Il progetto, finanziato per una parte dal bando del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) e per l’altra da partner industriali, è promosso dall’Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro con i Dipartimenti Trasformazione Digitale e Sviluppo Economico – Attività Produttive di Roma Capitale in collaborazione con le Università, Centri di Ricerca, imprese e partner specializzati nel progresso tecnologico. Frutto di una collaborazione fra soggetti pubblici e privati dell’ecosistema innovazione di Roma, la Casa delle Tecnologie Emergenti è un vero e proprio laboratorio dove fare ricerca, sviluppare prodotti e servizi innovativi, sperimentare l’applicazione delle nuove tecnologie digitali e trasferire il know-how a tutti quei soggetti che possono trarre particolari benefici dal digitale. Pensiamo ad esempio alle piccole e medie imprese che, grazie ai progetti di innovazione, hanno la possibilità di veder crescere la propria competitività sul mercato, con importanti ricadute anche in termini di aumento dell’attrattività dei territori e rilancio dell’economia.

Turismo e Mobilità: l’innovation lab di Roma Smart City   

La smart city è una città 4.0 che, per definizione e vocazione, gestisce le risorse in modo intelligente, sa essere economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, e si dimostra attenta ai bisogni dei city user, garantendo nel complesso un’elevata qualità della vita. Ma per fare tutto questo una città intelligente ha bisogno di un centro di eccellenza per lo sviluppo di applicazioni legate alle tecnologie emergenti: Intelligenza artificiale (Artificial Intelligence), Blockchain, Internet delle cose (Internet of things) e 5G, che saranno declinate per perseguire gli ambiti di innovazione nel contesto urbano. Mobilità e Turismo i settori strategici scelti per sperimentare progetti di innovazione tecnologica all’interno di Roma Open Lab:  il primo perché non può esistere una smart city se non ci sono le condizioni per attuare una vera smart mobility con soluzioni in grado di  snellire il traffico e ridurre l’inquinamento (una necessità resa ancora più evidente con la pandemia da Covid-19); il secondo perché rappresenta il tratto distintivo di una città come Roma che, con un patrimonio storico-culturale unico al mondo, gioca un ruolo rilevante in termini di flussi turistici.  

Nella stazione Tiburtina il cuore dell’innovazione

La Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma non è solo una piattaforma di connessione e contaminazione dove sviluppare e condividere idee, ma è anche un luogo fisico. Il posto scelto come centro di open innovation è la stazione Tiburtina. Lo scorso aprile la Giunta Capitolina ha dato via libera all’attuazione della convenzione siglata nel 2005 tra Roma Capitale e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), per la riqualificazione urbanistica e funzionale dell’area della stazione. Gli spazi interessati (una superficie di 805 mq) sono stati destinati alla Casa delle Tecnologie Emergenti di Roma con diritto d’uso trentennale. Un locale a livello della galleria commerciale della stazione, la “bolla” sospesa sovrastante e ad uno spazio distaccato, interno alla stazione ferroviaria, sul lato dell’ingresso di via di Pietralata: è qui che sviluppatori, pionieri, talenti digitali e startupper del cambiamento lavoreranno alla ricerca di soluzioni innovative e vincenti, secondo l’approccio dell’ecosistema e del partenariato pubblico – privato per la realizzazione di un modello innovativo di “Startup City”.

“Roma guarda al futuro”

La Rubrica di Roma Capitale e ACEA al FORUM PA 2021

A FORUM PA 2021 (21-25 giugno) dieci appuntamenti che vedranno come filo conduttore l’“innovation appeal” dei progetti di Agenda Digitale dell’ente capitolino. Iscriviti online (partecipazione gratuita)

ON LINE, 21 Giugno 2021

Le direttrici della CTE di Roma

Roma è tra le cinque città italiane ad essersi aggiudicata il bando del MiSE volto ad incentivare lo sviluppo della competitività del nostro Paese sul fronte dell’innovazione del sistema produttivo, della digitalizzazione della PA e della valorizzazione delle eccellenze tecnologiche. L’iniziativa, che fa del dialogo e della collaborazione fra soggetti pubblici e privati il vero valore aggiunto, rientra in quel percorso avviato da Roma Capitale per l’incremento della competitività del tessuto produttivo, finalizzato al potenziamento dei servizi per lo sviluppo di startup e imprese innovative, di ricerca e trasferimento tecnologico verso le PMI, mettendo a sistema saperi e creatività, secondo tre principali direttrici:

  • rafforzare l’ecosistema dell’innovazione a Roma ossia potenziare la rete di coloro che, a vari livelli e in vari settori, operano nel campo dell’innovazione. L’emergenza Covid-19 ha infatti messo in evidenza, una volta di più, che per rendere maggiormente competitivo il tessuto produttivo è necessario orientare le piccole e medie imprese verso nuovi modelli di business che attraverso le tecnologie emergenti consentono di creare valore ed elaborare soluzioni ecosostenibili sia dal punto di vista ambientale che sociale, in linea con quanto stabilito dal piano europeo Next Generation EU;
  • cooperare per superare il gap di know-how tecnologico: le buone idee non sempre trovano manager capaci di interpretarle e portarle sul mercato con successo. Secondo un approccio multistakeholder, il progetto individua le modalità di cooperazione tecnica tra i soggetti che si occupano dei programmi di ricerca e di trasferimento delle competenze tecnologiche per colmare la distanza che a volte separa l’innovazione dal mercato;
  • conseguire la sostenibilità finanziaria pubblico-privata: grazie alla vasta platea di operatori privati che investono in open innovation, Roma Capitale dovrà favorire forme di partenariato pubblico-privato per attrarre risorse e talenti utili a rispondere alla domanda di innovazione della Città in ottica Smart City, partendo dallo sviluppo di infrastrutture, prodotti e servizi tecnologici al fine di migliorare il benessere del city user (cittadini, pendolari, aziende, turisti etc. etc.).