Bilancio e prospettive delle politiche di coesione: i focus dell’Agenzia per la coesione territoriale - FPA

Bilancio e prospettive delle politiche di coesione: i focus dell’Agenzia per la coesione territoriale

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Offrire un quadro ampio delle attività svolte, raccontare e analizzare a che punto siamo con le politiche di coesione e mettere a disposizione delle amministrazioni strumenti, attraverso analisi basate sui dati, per un confronto con le strategie e i risultati delle altre realtà europee, individuare e segnalare percorsi virtuosi di innovazione: questo l’obiettivo della Rubrica PA organizzata dall’Agenzia per la Coesione Territoriale a FORUM PA 2021. Sono disponibili tutte le registrazioni

22 Luglio 2021

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Redazione FPA

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Supportare l’attuazione della programmazione comunitaria e nazionale, accompagnando le Amministrazioni centrali e regionali titolari di Programmi e gli enti beneficiari degli stessi, primi fra tutti gli Enti locali. Questo l’obiettivo strategico dell’Agenzia per la coesione territoriale, creata nel 2013 per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale e per rimuovere gli squilibri economici e sociali attraverso il rafforzamento dell’azione di coordinamento e sostegno della politica di coesione. L’Agenzia svolge, quindi, attività di sorveglianza, monitoraggio e vigilanza sull’attuazione dei programmi europei e nazionali e di supporto alla promozione e al miglioramento della progettualità e della qualità, della tempestività, dell’efficacia e della trasparenza delle attività di programmazione e attuazione degli interventi. La Rubrica organizzato all’interno di FORUM PA 2021 è stata l’occasione per raccontare e analizzare a che punto siamo con le politiche di coesione, evidenziando alcuni temi, come la centralità dei dati, il ruolo della comunicazione e le azioni attivate per la ripresa resiliente (tra attuale e prossima programmazione dei fondi strutturali). Sono disponibili tutte le registrazioni. Ecco gli spunti emersi da alcuni degli appuntamenti in agenda.

Le partnership europee per l’innovazione: mappatura di soggetti e relazioni presenti sul territorio italiano

Nel corso di questo incontro i relatori hanno illustrato un’analisi condotta dall’Agenzia per la Coesione territoriale sulla partecipazione dei soggetti italiani alle reti europee di innovazione, con l’obiettivo di far comprende il possibile impiego dei dati per definire la collaborazione fra regioni e a livello internazionale negli ambiti tematici S3 (smart specialization strategy).

Giorgio Martini, Autorità di Gestione PON Metro – Agenzia per la Coesione Territoriale, ha introdotto il lavoro svolto sui temi della ricerca e dell’innovazione, utile per accompagnare le regioni nella progettazione e nell’implementazione delle strategie, poi illustrato nei dettagli da Luigi Reggi, Esperto – Agenzia per la Coesione Territoriale. L’analisi ha l’obiettivo di favorire il contatto fra esperienze positive e reti di cooperazione internazionale a livello europeo, portando ad esempio le realtà più avanzate. Il prodotto del lavoro è una mappatura dei soggetti pubblici e privati che hanno partecipato a progetti Horizon2020 e delle loro relazioni, andando a mettere in luce non solo i player più noti e strutturati ma anche i soggetti più piccoli che hanno svolto un ruolo chiave. Lo sviluppo prevede di ampliare l’analisi oltre i bandi H2020, per comprendere anche attività di ricerca e innovazione con un respiro internazionale.

I progetti risultano più diffusi al centro nord con una concentrazione attorno a grandi centri, come Milano, Roma e Torino. Importante anche la mappatura delle relazioni che evidenzia i 1500 soggetti con più di 100 partner che evidenzia quali siano i soggetti “centrali” oltre quali siano gli intermediari più attivi.

L’obiettivo del lavoro non è stilare classifiche ma offrire uno strumento di lavoro in progress, che evolverà anche sulla base del confronto con gli utenti, utile per le analisi delle amministrazioni locali e delle regioni, per farne uno strumento ad hoc.

Adriana Agrimi, Dirigente – Regione Puglia, uno degli interlocutori a cui il lavoro si rivolge, apprezzando gli stimoli emersi e la potenziale collaborazione, ha chiesto che l’analisi non si limiti ai progetti H2020 ma si ampli a esperienze di dimensioni diverse ma pur sempre interessanti. Ha auspicato che le regioni rafforzino le relazioni con i cluster tecnologici da cui trarre reciproco vantaggio.

L’utilizzo dei dati elaborati dal Sistema Conti Pubblici Territoriali (CPT) nei Progetti Comuni di Ricerca

“Siamo parte di un sistema pubblico di produzione dati che vogliamo indirizzare vero i decisori politici, le persone che operano nella PA, che devono essere aggiornate sulla situazione, i cittadini e la comunità scientifica”, è la premessa all’incontro finalizzato a mostrare i risultati ottenuti “scavando” in profondità nei dati, fatta da Andrea Vecchia, Coordinatore NUVEC Settore monitoraggio investimenti politiche di coesione e Conti pubblici territoriali – Agenzia per la Coesione Territoriale.

Alessandra Tancredi, Componente NUVEC Settore monitoraggio investimenti politiche di coesione e Conti pubblici territoriali – Agenzia per la Coesione Territoriale, illustra le linee guida dell’ultima relazione annuale (prodotta da 25 anni) con vari focus sui conti pubblici. Il report si articola i tre sezioni: flussi spesa ed entrate relativi alla PA estesa analizzabili secondo diverse viste; focus particolari e spunti di analisi, come il monitoraggio delle imprese pubbliche locali e sui grandi investitori nelle ragioni meridionali; la separazione fra spesa ordinaria e aggiuntiva.

La relazione generale è accompagnata da schede regionali, illustrate da Silvia Marini, Funzionario – Agenzia per la Coesione Territoriale. Questa dimensione è particolarmente importante visto che, come ricorda Vecchia, la spesa pubblica (con 800 miliardi) rappresenta quasi metà del PIL italiano (2000 miliardi), ma mentre in alcune regioni rappresenta il 40% del Pil in altre il 70%. Gli stessi temi della relazione generale sono illustrati su scala regionale evidenziando le caratteristiche del territorio e degli enti che fanno spesa pubblica e le principali dinamiche locali. Particolare enfasi viene attribuita alla distinzione fra spesa corrente (che pesa per oltre il 95%) e spesa in conto capitale.

Un’ulteriore analisi riguarda l’allocazione della spesa pubblica, realizzata attraverso la raccolta e l’esame dei documenti di programmazione regionale, illustrata da Roberta Garganese, Responsabile dell’Area di ricerca Modelli e Processi Organizzativi per la Programmazione delle Policy – Fondazione IPRES. Ne merge un quadro difforme fra le diverse Regioni anche per quanto riguarda l’impiego di modelli econometrici e controlli interni. Ogni regione imposta l’analisi del contesto in maniera propria ma c’è un percorso comune che ricorre generalmente alle medesime fonti statistiche internazionali, mentre i dati CPT vengono utilizzati per analisi sulla finanza territoriale o, in alcune regioni, per focus sugli investimenti. Non è previsto l’uso di modelli econometrici strutturati, ma è frequente il ricorso a stime e previsioni che arrivano da istituti come Prometeia o Svimez.

L’attività di scavo nei dati prevede un progetto di analisi su diversi settori (con l’identificazione i 29). Il paradigma impiegato, illustrato da Gaetano Di Palo Responsabile Ricerche, Studi e Relazioni internazionali – Fondazione IFEL Campania, è stato sperimentato nel settore della mobilità e su quello della conoscenza per essere replicato negli altri.

Un’analisi a tutto campo sugli investimenti pubblici (nel periodo 2010-2018) è stata illustrata da Manuel Ciocci, Esperto Nuvec 3 – Conti Pubblici Territoriali – Consulente Studiare Sviluppo Srl. Ne emerge un andamento decrescente dal 2010 fino al 2017, con un cambio di rotta nel 2018; gli investimenti su beni immobiliari di tipo infrastrutturale resta prevalente ma si evidenzia la crescita di investimenti in beni mobili e macchinari, il cui valore si è triplicato da 16% al 43%. Nel complesso investiamo meno della media europea con una correlazione positiva fra investimenti pubblici e Pil, con un ritardo di 3 anni. La cattiva notizia è il peggioramento della qualità degli investimenti pubblici.

Anche per capire a cosa vada imputata la lentezza e la scarsa qualità degli investimenti, che nei prossimi mesi potrebbero compromettere i finanziamenti previsti dal PNRR, si è realizzata  survey che ha coinvolto i dipendenti pubblici attraverso un questionario strutturato molto partecipato, somministrato a 15mila responsabili unici di procedimenti e un ritorno di 3mila risposte complete. Ne è emersa, fra l’altro, la richiesta di maggior professionalità nel lavoro, da conseguirsi attraverso un approccio multidisciplinare per affrontare progetti di investimento di dimensioni significative e una miglior strumentazione di project management.

L’attuazione della strategia nazionale per le aree interne

Carla Cosentino, Dirigente ufficio VII Area Progetti e Strumenti- Programmi e progetti sperimentali – Agenzia per la Coesione Territoriale, ha illustrato nel terzo seminario i programmi, i progetti sperimentali, le strategie per le aree interne e la successiva fase attuativa, con l’obiettivo di invertire la tendenza allo spopolamento. Per farlo si punta soprattutto all’associazionismo tra comuni, all’incentivo ai servizi pubblici essenziali e alle attività produttive con utilizzo risorse della Comunità europea.

L’avvio dei progetti, che dispongono di 822 milioni complessivi destinati alle aree interne, si basa sulla definizione di un accordo di programma quadro che al momento ha coinvolto 72 aree per un totale di 13 milioni abitanti e prevede l’adesione di una molteplicità di sottoscrittori fra cui la regione titolare del POR FESR, il comune capofila, i diversi ministeri coinvolti. L’Agenzia svolge un ruolo di accompagnamento, di supporto e di vigilanza.

Ecco tutti gli altri appuntamenti realizzati all’interno della Rubrica:

La produzione dei dati del Sistema Conti Pubblici Territoriali e la rete dei Nuclei regionali

Le azioni attivate per la ripresa resiliente: orientarsi nel contesto della normativa emergenziale

Cohesion Magazine: un nuovo storytelling per le politiche di coesione.

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