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FORUM PA 2021 Preview. Geoff Mulgan: “Usiamo questa crisi per affrontare veramente il problema delle disuguaglianze”

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Nel nostro percorso #road2forumpa2021, abbiamo intervistato Sir Geoff Mulgan, professore di Intelligenza collettiva, innovazione sociale e politiche pubbliche presso la UCL di Londra. Personalità di riferimento assoluto nel mondo dell’innovazione sociale, Mulgan sarà ospite della nostra manifestazione nello Scenario del 25 giugno dal titolo “Ridurre le disuguaglianze, favorire la coesione sociale e territoriale e la parità di genere”

19 Maggio 2021

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Redazione FPA

Geoff Mulgan

Nel nostro percorso di avvicinamento a FORUM PA 2021, abbiamo intervistato Sir Geoff Mulgan, professore di Intelligenza collettiva, innovazione sociale e politiche pubbliche presso la UCL di Londra. Personalità di riferimento assoluto nel mondo dell’innovazione sociale, Sir Mulgan è stato direttore della Young Foundation dal 2004 al 2011 e CEO dal 2011 al 2019 di NESTA UK, la più importante organizzazione britannica per l’innovazione sociale. Riconosciuto esperto mondiale in materia di politiche di innovazione, insieme a lui abbiamo introdotto i temi che saranno affrontati più nel dettaglio nel corso del suo intervento previsto per il 25 giugno al FORUM PA 2021 nello Scenario dal titolo “Ridurre le disuguaglianze, favorire la coesione sociale e territoriale e la parità di genere”.

L’intervista è stata realizzata da Mauro Tommasi (redazione FPA).

Emergenza e disuguaglianze

L’ultimo anno ha evidenziato la necessità di innovazione sociale, in tutto il mondo c’è stato un enorme sviluppo di nuovi metodi per fornire sostegno alle persone durante la pandemia, in particolare a quelle isolate e sole. “Ma la cosa più interessante – sottolinea Sir Geoff Mulgan – sarà vedere nei prossimi 12 mesi come le società e i governi rafforzeranno la propria capacità di affrontare le enormi diseguaglianze che sono state acuite dalla crisi”.

Parliamo di disuguaglianze nel modo in cui la crisi ha colpito le diverse minoranze etniche, o gli uomini rispetto alle donne. E ancora del diverso impatto sul mercato del lavoro a seconda dei settori. “I sondaggi mostrano che i cittadini vogliono vedere i rispettivi governi utilizzare la crisi per affrontare alcuni dei problemi fondamentali della società, quali le disuguaglianze, il cambiamento climatico, e così via. Credo però che sarà il modo in cui questo generale desiderio di cambiamento verrà tradotto in risposte precise per l’assistenza agli anziani, la salute mentale, le nuove opportunità per i giovani, a essere l’elemento chiave”.

Il ruolo della Pubblica Amministrazione nel processo di ripartenza

“Penso che il governo cambierà – sottolinea Mulgan – e somiglierà alle aziende nella ricerca costante delle migliori innovazioni, per esempio nella didattica online, dove abbiamo visto nell’ultimo anno una straordinaria ondata di sperimentazione in tutto il mondo, o nella gestione dei sistemi di welfare, nell’aumento delle tasse, nell’organizzazione della democrazia…”. Dunque, mettersi alla ricerca di innovazioni, dare loro un senso, in alcuni casi adattarle e adottarle, e in altri casi fare esperimenti formali per capire se si riesce a farle funzionare. Si tratta di una visione molto diversa della PA rispetto a quella legale, tradizionale, con approccio top-down, una visione che chiama in gioco il “governare attraverso l’utilizzo dei dati, della creatività, mobilitando le intelligenze, ovunque si trovino”. Ma è un modo di governare ancora molto estraneo ad alcuni dei governi più tradizionali del mondo. Servono nuove competenze e strutture, ma anche una nuova mentalità.

Innovazione democratica e intelligenza collettiva

“Alcuni, qualche anno fa, pensavano che saremmo passati dalla democrazia rappresentativa parlamentare ai cittadini che si esprimono premendo pulsanti o facendo clic su ‘mi piace’ o ‘non mi piace’, un referendum perpetuo – commenta Mulgan – negli ultimi 10 anni, ci siamo resi conto che questo era tanto negativo quanto il sistema che si proponeva di sostituire. Abbiamo bisogno di democrazie che valorizzino davvero l’intelligenza della società e che utilizzino anche le piattaforme non per polarizzare, ma per incoraggiare le persone a parlare”.

“Per me, è d’importanza cruciale innovare la democrazia, ma è un compito alquanto difficile – conclude Mulgan -. Non si tratta, semplicemente, di sostituire l’attività del Parlamento con un referendum perpetuo, si tratta piuttosto di migliorare e amplificare i metodi che, per così dire, trasformano il pensiero collettivo di 40-60 milioni di persone, in qualcosa di più simile a un cervello realmente funzionante, capace di pensare, ponderare, giudicare ed essenzialmente essere anche più saggio”.

Per ascoltare Sir Geoff Mulgan vi diamo appuntamento il 25 giugno al FORUM PA 2021, in occasione dello Scenario dal titolo “Ridurre le disuguaglianze, favorire la coesione sociale e territoriale e la parità di genere.

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