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Garante privacy: presto linee guida su protezione dati in sanità

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Il Garante Francesco Pizzetti intervenendo nel fine settimana a Bologna, ad un convegno sul rapporto tra tutela della privacy e sanità ha assicurato che sono in corso di elaborazione presso l’Autorità garante per la privacy – le linee guida per la protezione dei dati sanitari (anche per il web), con un primo provvedimento che riguarderà il fascicolo sanitario elettronico e il sistema in rete per la diffusione, anche, dei modelli migliori.

12 Novembre 2008

Articolo FPA

Il Garante Francesco Pizzetti intervenendo nel fine settimana a Bologna, ad un convegno sul rapporto tra tutela della privacy e sanità ha assicurato che sono in corso di elaborazione presso l’Autorità garante per la privacy – le linee guida per la protezione dei dati sanitari (anche per il web), con un primo provvedimento che riguarderà il fascicolo sanitario elettronico e il sistema in rete per la diffusione, anche, dei modelli migliori. “È inutile che spendiamo così tanto per dare una dimensione elettronica al trattamento dei dati sanitari – ha detto Pizzetti – se poi tra Asl e Asl non si dialoga, tra Regione e Regione non si dialoga”.

Riguardo alle sperimentazioni in corso, il Garante ha osservato come si registri in questo settore una differenza di rapidità di sperimentazione di nuove tecnologie fra diverse aree del Paese. “Ciascuna realtà usa le sue impostazioni. La Lombardia è già arrivata al fascicolo sanitario elettronico a cui si accede attraverso una smart card in possesso del paziente. In Emilia-Romagna si dà più importanza al fatto che la tecnologia serva ai medici per informarsi tra di loro (progetto Sole). Il paziente – ha osservato Pizzetti – ha diritto di sapere, ma non è lui il padrone dell’utilizzazione di queste tecnologie. In altri casi invece le tecnologie sono usate per modalità più limitate, cioé per le prenotazioni e per il ritiro delle analisi”.

Per il Garante è evidente che ci sono Regioni che corrono più di altre. “Tutto ciò è una risorsa per il Paese se si riesce a socializzare le esperienze”. L’importante è che l’Autorità non venga “assunta dagli operatori come una controparte, ma come un soggetto che, proprio perché esperto, può aiutare a capire di più la delicatezza dei dati usati nelle specifico caso sanitario”.

Fonte: IlBisturi.it

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