"Piano Nazionale per la mobilità elettrica”: i requisiti per aderire

“Piano Nazionale per la mobilità elettrica”: i requisiti per aderire e le opportunità per i Comuni

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Potete rivedere il webinar, organizzato da FPA in collaborazione con EnelX, per raccontare il “Piano Nazionale per la mobilità elettrica” di EnelX e l’esperienza di Viterbo, primo “Comune virtuoso d’Italia”, il primo Comune ad aver rispettato tutti i requisiti necessari per aderire al Piano

22 Luglio 2021

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Redazione FPA

La mobilità elettrica è un settore in crescita. Nel 2019 in Italia erano stati immatricolati meno di 20.000 veicoli elettrici; nel 2020 le vendite sono triplicate. Nel 2025 e nel 2030 il parco circolante di veicoli elettrici sarà, secondo MOTUS-E, rispettivamente di circa 1.000.000 e di 5.000.000. Anche lo Smart Mobility Report 2020 realizzato nell’ottobre scorso dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano prevede che entro il 2030 saranno 6 milioni le auto elettriche circolanti in Italia. Per sostenere questo processo, l’aumento delle infrastrutture di ricarica costituisce naturalmente un fattore fortemente abilitante. In questo contesto si inserisce il “Piano Nazionale per la mobilità elettrica” messo a disposizione da Enel X con l’obiettivo di implementare oltre 14mila punti di ricarica entro il 2021 per una copertura capillare a livello nazionale.

“Piano Nazionale per la mobilità elettrica”: cosa prevede

Cosa prevede in dettaglio questo Piano e quali caratteristiche devono rispettare i Comuni per poter aderire? Ne abbiamo parlato il 16 luglio scorso, in occasione di un webinar organizzato in collaborazione con EnelX, durante il quale abbiamo raccontato l’esperienza di Viterbo “Comune virtuoso”, il primo comune ad aver rispettato tutti i requisiti necessari per aderire al Piano, riuscendo così a installare in tempo record i punti di ricarica ad uso pubblico previsti dall’accordo.

Il “Piano Nazionale per la mobilità elettrica” è stato illustrato da Federico Caleno, Responsabile mobilità elettrica di Enel X Italia che ha sottolineato già in apertura del suo intervento l’importanza del dialogo che si deve instaurare con i Comuni per decidere come infrastrutturare al meglio l’area di competenza. Da questa consapevolezza è nato il “Manifesto per il Comune virtuoso”, che fissa le seguenti caratteristiche per le città aderenti: Celerità amministrativa; Organicità dell’infrastrutturazione nel Piano urbano della Mobilità; Utilizzo dell’intero portafoglio di soluzioni EnelX; Incentivi Immateriali (ZTL, Strisce Blu, Parcheggio dedicato, licenze agevolate per Taxi elettrici, integrazione con TPL e regionale, ecc); Vigilanza del rispetto dell’accessibilità del servizio di Ricarica; Elettrificazione della propria flotta. Il Comune di Viterbo si è distinto in questo senso e il processo si è concluso in modo molto snello e veloce.

“Creare una relazione con i Comuni è fondamentale – ha sottolineato Caleno – perché la fase pionieristica è finita, il mercato della mobilità elettrica è in forte crescita e l’obiettivo che ci siamo dati è quello di avere una copertura omogenea del territorio nazionale. Con il traguardo raggiunto di 13.000 punti di ricarica installati in tutte le Regioni italiane consideriamo terminata una fase di prima infrastrutturazione del territorio e dal 2021 in poi ci focalizziamo nell’infrastrutturare capoluoghi di provincia e di regione ed aree turistiche, con soluzioni ancora più all’avanguardia e con potenza più elevata”.

L’esperienza di Viterbo Comune virtuoso

Per raccontare quindi l’esperienza di “Viterbo Comune virtuoso”, sono intervenuti: Laura Allegrini, Assessore lavori pubblici, politiche energetiche, pubblica illuminazione, centro storico, viabilità urbana e impiantistica sportiva; Stefano Ubertini, Rettore dell’Università UNITUS di Viterbo; Andrea Genovese, Delegato del Rettore per il Diritto allo Studio e i Servizi agli Studenti dell’Università UNITUS di Viterbo. E’ stata infatti fondamentale in questo percorso la collaborazione tra i diversi attori del territorio: Municipio, Università, Tribunale e altri poli di interesse. Un’esperienza che può essere importante per altre città che vogliono lavorare per il miglioramento della qualità dell’aria, ma anche per la promozione turistico/ambientale, promuovendo l’utilizzo di veicoli a zero emissioni in aree di particolare interesse naturale e paesaggistico.

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