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The future of government: quale amministrazione per l’Italia del 2020?

Il convegno di chiusura di FORUM PA 2013 parte dalle parole d’ordine che saranno emerse nei tre densi giorni della manifestazione e rilancia verso un futuro di medio periodo nei cui confronti è necessario avere una visione prospettica, prima ancora di declinare riforme e di immaginare nuove norme. I tre ambiti di riflessione sono quelli dell’innovazione organizzativa, declinata dal punto di vista del management pubblico, con tutto quello che vuol dire in termini di fattori abilitanti del “fare”; dell’innovazione tecnologica per una visione della PA digitale che non sia informatizzare l’esistente, ma considerare l’ecosistema della rete e le sue potenzialità come un fattore rivoluzionario di cambiamento; dell’innovazione istituzionale, approcciando l’annoso problema del perimetro dell’azione pubblica dal lato del coinvolgimento e della responsabilità dei diversi attori, pubblici e privati, che costituiscono il tessuto e  determinano quella qualità del  capitale sociale senza cui ogni azione è vana.

Alla fine del convegno saranno premiate dieci “storie di qualità” nella PA selezionate insieme all’Associazione Italiana Cultura della Qualità -AICQ-

Il “metodo comunitario” e la partecipazione dei cittadini. Quale futuro per una governance democratica dell’Unione Europea ?

Verso uno “spazio politico europeo” ? La sfida della partecipazione dei cittadini tra innovazioni istituzionali e iniziative in materia politica, economica e sociale

Il ruolo del Parlamento Europeo dopo il trattato di Lisbona. Un bilancio a un anno dalle elezioni europee del 2014

La nuova disciplina della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’UE: la legge 234/2012 tra rafforzamento della partecipazione democratica e ricerca di maggiore efficacia

Unione europea, cittadinanza europea, democrazia europea: quale bilancio a un anno dalle elezioni europee del 2014 ?

Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione hanno proclamato il 2013 “anno europeo dei cittadini” con l’intento di rafforzare nei cittadini la consapevolezza dei progressi compiuti grazie all’Unione europea sul piano di una sempre più ampia affermazione dei diritti e delle libertà individuali. La libertà di circolazione e di stabilimento, il mutuo riconoscimento dei percorsi di studio e il programma Erasmus, il sistema di tutela collettiva di valori fondamentali quali la democrazia, la dignità umana e la libertà costituiscono importanti realizzazioni che incidono positivamente sulla vita quotidiana dei cittadini europei. Il trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1 dicembre 2009, ha rappresentato un ulteriore sensibile progresso verso una sempre più profonda partecipazione dei cittadini europei alle decisioni dell’Unione, con il rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo e l’iniziativa legislativa dei cittadini.

 

Il convegno del 30 maggio dal titolo “Unione europea, cittadinanza europea, democrazia europea: quale bilancio a un anno dalle elezioni europee del 2014 ?” organizzato dal Ministero degli Affari Esteri nell’ambito dell’edizione 2013 del Forum PA, offre l’occasione per fare il punto su una delle sfide cruciali per le prospettive dell’integrazione europea, quella di assicurare una più effettiva identificazione dei cittadini europei con le proprie istituzioni attraverso strumenti che garantiscano processi decisionali basati sulla trasparenza e sulla democrazia partecipativa. Una piena realizzazione del principio di cittadinanza europea, nella sua accezione più ampia, diventa quindi elemento essenziale per una democrazia europea compiuta e condizione indispensabile per il progresso dell’integrazione europea.

Libertà, sicurezza e giustizia: pilastri della costruzione della democrazia europea

Cittadinanza europea e democrazia europea da Roma a Lisbona: la partecipazione dei cittadini come sfida decisiva per il successo dell’integrazione europea

Relazione a cura di Carlo von LynX

Relazione a cura di Stefano Rodotà

Relazione a cura di Linda Lanzillotta

Relazione a cura di Juan Carlos De Martin

Parlando di democrazia, la discussione politica italiana sembra polarizzata: da una parte c’è chi prospetta, come il Movimento Cinque Stelle, una democrazia elettronica diretta, con la riduzione del ruolo dei parlamentari a quello di semplici esecutori. Dall’altra c’è chi difende la democrazia rappresentativa così come l’abbiamo conosciuta in questi ultimi decenni in Italia, ritenendola, pur coi suoi difetti, il migliore dei sistemi possibili.  


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