System Page
Democrazia continua. Le tecnologie per la politica ampliano i confini della democrazia rappresentativa ed aprono nuove opportunità di partecipazione democratica
Sempre più diffusamente negli ultimi anni, anche in Italia, é cresciuta la richiesta da parte dei cittadini di una più estesa e diretta partecipazione alle decisioni della politica, al loro formarsi ed al loro attuarsi. Questa richiesta si è inestricabilmente collegata al rapidissimo diffondersi dei nuovi strumenti tecnologici di informazione e di comunicazione che hanno così larganente modificato abitudini cognitive, modalità di relazione sociale, stili di vita, tanto da rendere spesso indistinguibili i due fenomeni.
La spinta alla partecipazione ed al rinnovamento della politica si è giovata di strumenti potenti di mobilitazione e di discussione, e, nello stesso tempo, i nuovi media di relazione sociale hanno abilitato forme inedite di partecipazione e di decisione collettiva, che non sarebbero stati nemmeno immaginabili senza tali strumenti.
Come risposta a questa sempre più forte sollecitazione è cresciuta la consapevolezza delle istituzioni politiche della necessità di una profonda riforma dell’esercizio della azione politica, delle sue procedure, della sua relazione con la società, e, di conseguenza, degli strumenti necessari a sostenere queste intenzioni di riforma, delle tecnologie capaci di abilitare un effettivo rinnovamento della politica.
E’ in questo contesto che può essere collocata l’indicazione che Stefano Rodotà ha fornito in Tecnopolitica (Laterza 1997) per definire questo rinnovamento, utilizzando il termine di “democrazia continua” : “Parlando di democrazia continua si fa riferimento a strumenti che si differenziano da quelli di tipo rappresentativo perchè vengono adoperati dai cittadini senza ricorrere ad alcuna mediazione…L’accento viene posto sulla fine dell’intermittenza del processo politico per quanto riguarda la presenza dei cittadini, e sul fatto che la nuova continuità non è resa possibile da impulsi o stimoli provenienti dall’alto, ma è affidata anche, o soprattutto, all’iniziativa diretta degli interessati. Ma la continuità non riguarda soltanto la dimensione temporale. Si distende nello spazio dove le reti creano appunto la fine delle interruzioni determinate dalla distanza, aprendo la prospettiva di una face-to-face democracy senza più confini. Proprio questo continuum spazio temporale individua la dimensione istituzionale dell’agire politico e della costruzione della cittadinanza.
Nel corso del convegno sarà presentato il rapporto di ricerca “I media civici in ambito parlamentare: strumenti disponibili e possibili scenari d’uso” realizzato dalla Fondazione Ahref in collaborazione con il Servizio Informatica del Senato.
Netnografia e PA
L’intervento illustra alcuni casi virtuosi nei quali la PA – a livello provinciale, regionale e nazionale – si è servita del metodo di ricerca netnografico. La Netnografia, con la sua combinazione di tecniche quantitative di data-mining e tecniche qualitative di analisi del testo, ha permesso di ottenere dati autentici sulla portata della citizen satisfaction e di attingere all’universo culturale (valori, emozioni, codici comunicativi e identità) che gli utenti articolano spontaneamente intorno all’immagine e all’attività della PA. I dati così raccolti si sono dimostrati strategici per la PA sia sul piano della misurazione della performance di campagne promozionali online di fronte agli stakeholder, sia per la pianificazione di attività di Communication Design, Community Building e Public Engagement fuori e dentro il Web 2.0.