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URBACT: 12 città italiane al centro del dibattito europeo sull’innovazione urbana

L’ultimo bando del programma Urbact sulle buone pratiche ha messo in evidenza 97 esperienze d’eccellenza realizzate dalle città europee. Quattordici di queste esperienze sono state realizzate da dodici città italiane: un riconoscimento a quello sforzo di innovazione portato avanti dai comuni italiani in collaborazione con quella rete di innovatori e stakeholder che rappresentano elementi essenziali per la realizzazione di iniziative di sviluppo urbano efficaci ed integrate.


Foto di AleJandro CarTagena in licenza CC - http://bit.ly/2t3Mpip

L’Italia si conferma con le sue città nel gruppo di testa sull’innovazione urbana in Europa, secondo i risultati dell’ultimo bando del programma Urbact sulle buone pratiche. Il bando ha messo in evidenza 97 esperienze d’eccellenza realizzate dalle città europee nei diversi campi dello sviluppo urbano sostenibile, dall’ambiente alla rigenerazione urbana fino all’inclusione di fasce deboli e richiedenti asilo, oltre a numerosi altri temi. Quattordici di queste esperienze sono state realizzate da dodici città italiane: un riconoscimento a quello sforzo di innovazione portato avanti dai comuni italiani in collaborazione con quella rete di innovatori e stakeholder che rappresentano elementi essenziali per la realizzazione di iniziative di sviluppo urbano efficaci ed integrate.

È il caso, ad esempio di Incredibol, il programma di Bologna a supporto della nascita di nuove imprese creative sul territorio grazie a un bando che offre ai vincitori locali e strutture in concessione e strumenti per un apprendimento e un supporto costante all’imprenditoria. Bologna viene premiata anche per il piano di misure di mitigazione del cambiamento climatico, realizzato attraverso progetti cofinanziati e il coinvolgimento costante di cittadini ed esperti attivi sul territorio.

Altra città a vedere premiati due suoi progetti è Torino, che si vede assegnato il riconoscimento di buona pratica allo schema InnovaTo, una competizione tra i dipendenti comunali per il miglioramento della qualità dei servizi e dei processi organizzativi e al sistema di rilancio dei piccoli mercati locali per promuovere la coesione sociale. Tra le grandi città riconoscimento di buona pratica assegnato anche all’innovativa Food Policy di Milano per la promozione dell’alimentazione sostenibile in città, a Roma per il coinvolgimento delle fasce più deboli nei progetti di agricoltura urbana nelle zone periferiche e a Napoli per gli usi civici previsti dalla delibera beni comuni.

Ricevono il riconoscimento di buona pratica anche la City Tax di Genova, che finanzia con la tassa di soggiorno l’intera azione di promozione turistica della città, elaborata in collaborazione con tutti gli stakeholder del settore e la rigenerazione dell’ex scuola De Melo a Bari, trasformata nel nuovo incubatore di sviluppo urbano Spazio 13. Due buone pratiche premiate riguardano invece la dimensione del gioco per la crescita urbana e l’inclusione sociale: si tratta di Udine, che con il suo Playful Paradigm sta orientando l’intera azione di coinvolgimento di categorie deboli come gli azioni attraverso un programma di giochi, attività fisiche e stimolazioni cognitive per vivere al meglio la città e favorire l’invecchiamento attivo mentre Macerata ha puntato sull’ elemento ludico per favorire l’utilizzo degli spazi pubblici per favorire l’inclusione dei migranti e comunità straniere. Il sistema di accoglienza diffusa e integrata dei rifugiati è al centro della buona pratica di Forlì, che riceve il riconoscimento per la condivisione degli obiettivi e la decentralizzazione dei servizi in materia di integrazione.
Focalizzata sul sociale anche la buona pratica di Montichiari (Brescia), che con #genera_zioni sta favorendo la costruzione di un nuovo senso di comunità per combattere la povertà urbana attraverso la realizzazione di nuovi luoghi di incontro mentre Adelfia (Bari) viene premiata per la capacità di includere i bambini provenienti dalle fasce più deboli in un’orchestra a partire da un programma di lezioni musicali gratuite, sistema in grado di favorire coesione sociale e senso di responsabilità collettiva.

Tali esperienze saranno nei prossimi al centro del bando per la creazione di Transfer Network, reti di trasferimento nel corso delle quali le città italiane potranno trasferire approcci e modelli innovativi a città straniere, con l’obiettivo allo stesso tempo di raffinare e migliorare la pratica e riadattarla alle evoluzioni del territorio.